lunedì
11 Maggio 2026

Lega e Ancisi: «Noi al ballottaggio contro il Pd. Altri con percentuali da prefisso…»

Dopo le accuse di Fratelli d’Italia, Lista per Ravenna e Pini replicano:
«La gente vuole un’alternativa, non liti da comare gelosa»

Nel centrodestra sono giorni piuttosto animati in vista delle Amministrative della prossima primavera che dovranno eleggere il nuovo sindaco di Ravenna. In queste ore all’agenzia Dire il coordinatore regionale di Forza Italia Massimo Palmizio, si è detto preoccupato dell’isolamento del suo partito, al momento in attesa, quasi schiacciato dall’alleanza tra Lega Nord e Lista per Ravenna da una parte e quella tra Fratelli d’Italia e la lista civica La Pigna di Maurizio Bucci (da poco dimessosi proprio da consigliere di Forza Italia) dall’altra. Palmizio ha promesso di intervenire lui stesso, in gennaio, se le cose non dovessero cambiare.

E intanto Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) e Gianluca Pini (Lega Nord) rispondono senza neppure nominarlo alle pesanti accuse di Luciano Fosci di Fratelli d’Italia, che aveva pubblicamente criticato la loro alleanza, invitando i veri leghisti a votare La Pigna-Fratelli d’Italia e avvisando gli elettori ravennati: «Ancisi, in realtà, fa parte del centrosinistra…».

«Ognuno ha diritto di dire la sua – è la replica di Ancisi-Pini in un comunicato congiunto –, ma nel limite della decenza e dell’onestà e per la rappresentanza elettorale che ha (o non ha). Lega Nord e Lista per Ravenna hanno scelto di dare un’impronta prevalentemente civica e di rinnovamento al candidato che stanno selezionando su più opzioni, sapendo di avere l’onere di rappresentare senza dubbio la forza destinata a contendere al Pd il governo della città al ballottaggio: non deve infatti sfuggire, quanto meno, il fatto che, nelle rispettive più recenti esposizioni al giudizio popolare nel comune di Ravenna, Lega Nord ha raccolto, un anno fa alle regionali, il 20% e il team facente capo a Lista per Ravenna il 10,5% nelle elezioni comunali. Far polemiche sul nulla non sottrarrà chi non ha base elettorale e classi dirigente e militante sul territorio dall’oblio di percentuali da prefisso telefonico e conseguente rimando nel retrobottega da dove sono usciti, fuori del consiglio comunale. La gente vuole un’alternativa, non liti da comare gelosa».

«Noi operiamo perché le forze politiche “vere” che vogliono veramente concorrere, anche da posizioni politiche differenziate o opposte, per l’alternativa a questo regime post comunista ravennate, si rispettino reciprocamente, come finora è avvenuto, avendo come unico avversario il Pd (con quel che resta del Pri, suo unico residuo complice). L’obiettivo comune è che, come già accaduto altrove – citiamo, per affinità con la nostra impronta politica, Perugia e Venezia – il Pd e la sua nauseante arroganza vengano sbattuti all’opposizione dopo 46 anni di strapotere antidemocratico».

Emergenza freddo e profughi: in arrivo altri 40 posti nelle tende

Saranno allestiti presso la sede Mistral di via Romea Nord
Il sindaco: «Grazie al prefetto e a tutti quelli che ci stanno aiutando»

«Ci siamo messi in moto per allestire un luogo dove far dormire al caldo altre 40 persone». L’annuncio arriva dal sindaco Fabrizio Matteucci. Pur senza citarli mai espressamente, si tratta di una soluzione individuata in particolare per risolvere la questione delle decine di profughi pakistani che in queste settimane stanno dormendo al freddo e che in questi giorni hanno anche protestato di fronte alla prefettura, in piazza del Popolo.

Saranno sistemati nelle tende della protezione civile regionale (per cui si attende ancora l’autorizzazione del ministero dell’Interno) nell’area attigua la sede Mistral di via Romea Nord, già utilizzata negli anni passati per l’emergenza freddo (quando le tende però erano di proprietà del Comune). Una rete di volontari coordinata dal Comune si occuperà del trasporto degli ospiti ma tutti i dettagli verranno definiti nel corso di una riunione del Tavolo delle Povertà convocata per venerdì.

In queste ore era partito anche un appello a intervenire da parte di tre parlamentari ravennati di sinistra e centrosinistra al prefetto Francesco Russo, che il sindaco Fabrizio Matteucci invece ringrazia esplicitamente per l’operato.

«Ci aspetta una lunga emergenza freddo. Riguarda italiani e stranieri. Persone – si legge nella nota di Matteucci –. Me ne occupo direttamente io, insieme soprattutto alle assessore Giovanna Piaia, Martina Monti e Valentina Morigi e alla presidente dell’Asp Susanna Tassinari. Lo faccio con un rapporto costante con il prefetto e il questore per conciliare le misure di assistenza umanitaria con il profilo di legalità: c’è una quotidiana e leale collaborazione. Ne abbiamo parlato anche questa mattina alla riunione del Comitato per l’Ordine Pubblico. Il Comune in questo caso può svolgere una funzione di regia, di coordinamento. Gli attori principali sono altrove, e dunque i meriti sono di altri. Per prima cosa oggi ho incontrato il Prefetto di Ravenna: ho concordato tutti i nuovi interventi e l’ho ringraziato per il bellissimo lavoro che fa. Ci siamo messi in moto per allestire un luogo dove fare dormire al caldo altre 40 persone. Un grazie particolare va ai Lions: oggi ho incontrato l’amico dottor Andrea Franchi Presidente di zona dei Lions di Ravenna. A Ravenna ha dato vita ad un’ esperienza originalissima: il tavolo delle povertà. Le persone che partecipano a questo tavolo si prendono cura delle donne e degli uomini “invisibili e senza voce”: cibo, assistenza sanitaria, abiti, protezione dal freddo, un riparo per la notte. Ravenna deve ringraziare la Caritas, il Buon Samaritano, il Punto Incontro Francescano, il Re dei Girgenti, gli Avvocati di Strada, la Croce Rossa Italiana, il Comitato Rompere il Silenzio, la Ronda della Carità, l’Associazione Sant’Apollinare, Città Meticcia, l’Associazione Romaniamare, la Consulta del Volontariato presieduta da don Claudio Cicillo».

«Un grazie specialissimo a Croce Rossa e Mistral – continua Matteucci –: poco fa ho incontrato il presidente Cavallone di Cri, il Presidente Rotatori e la Vice Presidente Sansoni di Mistral. Ho già chiesto oggi pomeriggio al Prefetto di Ravenna di attivare l’articolo 9 della Legge di Protezione Civile. Ci sono tante persone che ci aiutano: le ringrazio a una a una, e per tutte ringrazio adesso la responsabile dell’Engim dottoressa Rina Giorgetti. Grazie poi alle tante cittadine e cittadini che in modo spontaneo e silenzioso offrono un po’ del loro tempo o un po’ di preziosissimi euro. Cercheremo di fare ancora meglio, anche perché rimane in ognuno di noi, ed anche in me, la sensazione di non fare mai abbastanza. Chiedo scusa se ho dimenticato qualcuno, ma con il lavoro comune che ci aspetta non mancherà l’occasione per riparare ad eventuali e involontarie dimenticanze».

Emergenza freddo e profughi: in arrivo altri 40 posti nelle tende

Saranno allestiti presso la sede Mistral di via Romea Nord Il sindaco: «Grazie al prefetto e a tutti quelli che ci stanno aiutando»

«Ci siamo messi in moto per allestire un luogo dove far dormire al caldo altre 40 persone». L’annuncio arriva dal sindaco Fabrizio Matteucci. Pur senza citarli mai espressamente, si tratta di una soluzione individuata in particolare per risolvere la questione delle decine di profughi pakistani che in queste settimane stanno dormendo al freddo e che in questi giorni hanno anche protestato di fronte alla prefettura, in piazza del Popolo.

Saranno sistemati nelle tende della protezione civile regionale (per cui si attende ancora l’autorizzazione del ministero dell’Interno) nell’area attigua la sede Mistral di via Romea Nord, già utilizzata negli anni passati per l’emergenza freddo (quando le tende però erano di proprietà del Comune). Una rete di volontari coordinata dal Comune si occuperà del trasporto degli ospiti ma tutti i dettagli verranno definiti nel corso di una riunione del Tavolo delle Povertà convocata per venerdì.

In queste ore era partito anche un appello a intervenire da parte di tre parlamentari ravennati di sinistra e centrosinistra al prefetto Francesco Russo, che il sindaco Fabrizio Matteucci invece ringrazia esplicitamente per l’operato.

«Ci aspetta una lunga emergenza freddo. Riguarda italiani e stranieri. Persone – si legge nella nota di Matteucci –. Me ne occupo direttamente io, insieme soprattutto alle assessore Giovanna Piaia, Martina Monti e Valentina Morigi e alla presidente dell’Asp Susanna Tassinari. Lo faccio con un rapporto costante con il prefetto e il questore per conciliare le misure di assistenza umanitaria con il profilo di legalità: c’è una quotidiana e leale collaborazione. Ne abbiamo parlato anche questa mattina alla riunione del Comitato per l’Ordine Pubblico. Il Comune in questo caso può svolgere una funzione di regia, di coordinamento. Gli attori principali sono altrove, e dunque i meriti sono di altri. Per prima cosa oggi ho incontrato il Prefetto di Ravenna: ho concordato tutti i nuovi interventi e l’ho ringraziato per il bellissimo lavoro che fa. Ci siamo messi in moto per allestire un luogo dove fare dormire al caldo altre 40 persone. Un grazie particolare va ai Lions: oggi ho incontrato l’amico dottor Andrea Franchi Presidente di zona dei Lions di Ravenna. A Ravenna ha dato vita ad un’ esperienza originalissima: il tavolo delle povertà. Le persone che partecipano a questo tavolo si prendono cura delle donne e degli uomini “invisibili e senza voce”: cibo, assistenza sanitaria, abiti, protezione dal freddo, un riparo per la notte. Ravenna deve ringraziare la Caritas, il Buon Samaritano, il Punto Incontro Francescano, il Re dei Girgenti, gli Avvocati di Strada, la Croce Rossa Italiana, il Comitato Rompere il Silenzio, la Ronda della Carità, l’Associazione Sant’Apollinare, Città Meticcia, l’Associazione Romaniamare, la Consulta del Volontariato presieduta da don Claudio Cicillo».

«Un grazie specialissimo a Croce Rossa e Mistral – continua Matteucci –: poco fa ho incontrato il presidente Cavallone di Cri, il Presidente Rotatori e la Vice Presidente Sansoni di Mistral. Ho già chiesto oggi pomeriggio al Prefetto di Ravenna di attivare l’articolo 9 della Legge di Protezione Civile. Ci sono tante persone che ci aiutano: le ringrazio a una a una, e per tutte ringrazio adesso la responsabile dell’Engim dottoressa Rina Giorgetti. Grazie poi alle tante cittadine e cittadini che in modo spontaneo e silenzioso offrono un po’ del loro tempo o un po’ di preziosissimi euro. Cercheremo di fare ancora meglio, anche perché rimane in ognuno di noi, ed anche in me, la sensazione di non fare mai abbastanza. Chiedo scusa se ho dimenticato qualcuno, ma con il lavoro comune che ci aspetta non mancherà l’occasione per riparare ad eventuali e involontarie dimenticanze».

Spara a cinque Ibis sacri, denunciato

Il cacciatore visto da una passante mentre seppelliva gli esemplari di un uccello raro protetto di origine africana

Un cacciatore 60enne è stato denunciato a piede libero per uccisione di fauna protetta: l’uomo ha impallinato cinque esemplari di Ibis sacro, raro uccello protetto di origine africana, in un campo alle porte di Cervia. A dare l’allarme, secondo quanto si legge sul sito dell’agenzia Ansa che riporta la notizia, è stato un passante che ha visto il cacciatore seppellire gli uccelli morti vicino a un fossato, forse per recuperarli in seguito. A casa del 60enne carabinieri e guardia forestale hanno trovato cartucce uguali a quelle trovate nel campo.

Da sinistra arrivano critiche ma anche applausi alla candidata dei grillini

Paglia (Sel) attacca Guerra dei 5 Stelle: «Conflitto di interessi»
Ma l’alleato Maestri (Possibile): «La rivoluzione passerà dalle donne»

Arrivano dalla sinistra anti Pd – quella che a Ravenna si è coalizzata nel progetto Ravenna in Comune che vede Raffaella Sutter candidata a sindaco – le prime reazioni alla nomina di Michela Guerra candidata a Ravenna per il Movimento 5 Stelle (vedi articoli correlati). Reazioni contrastanti, va detto, da parte di due parlamentari ravennati. Da una parte c’è il civatiano, ex Pd ora in Possibile, Andrea Maestri, che si congratula con Guerra e le augura una «buona e costruttiva» campagna elettorale.

«La rivoluzione a Ravenna passerà dai cuori, dalle mani, dalle intelligenze delle donne. Finalmente – commenta Maestri –. Confido che la città non sprechi questa occasione storica di cambiamento profondo. Al di là delle differenze programmatiche e politiche, credo che sia un fatto positivo che in campo vi siano due candidature femminili, capaci di esprimere discontinuità, attenzione concreta ai più deboli, eguaglianza di diritti, partecipazione. La nostra Raffaella Sutter, insuperabile per forza, esperienza, visione, indipendenza è la candidatura migliore per Ravenna. Ma credo che sia un fatto positivo anche la scelta compiuta dal M5S. Sarà una bella campagna elettorale se sapremo valorizzare le energie che sono emerse e che emergeranno, nell’interesse della collettività. E soprattutto se convinceremo i cittadini di Ravenna che un’Amministrazione più libera, più trasparente, più giusta e lontana da logiche di potere è finalmente possibile. Il progetto di Ravenna in Comune parla alla città e ha preso la rincorsa prima di tutti, nella convinzione che un percorso di partecipazione vera abbia bisogno di tempo e di costruzione per essere serio e solido. La sfida è aperta».

Dall’altra c’è invece Giovanni Paglia, parlamentare di Sel, che non ha perso occasione per attaccare Guerra per il suo ruolo nella clinica San Francesco di Ravenna. «Nei prossimi giorni con i parlamentari del M5S voteremo una mozione di sfiducia alla ministra Boschi.
Il motivo è il suo conflitto di interessi – è il paragone utilizzato da Paglia sulla sua pagina Facebook –. Non si rendono conto a Ravenna che candidare la proprietaria di una clinica privata convenzionata a sindaco apre lo stesso identico problema?». Nei commenti che seguono, Paglia precisa ulteriormente: «Chi ha interessi diretti in una materia come la sanità, che vengono meno solo con la cessione delle quote, non dovrebbe fare l’amministratore pubblico. È una delle cose che abbiamo sempre condiviso proprio con il Movimento 5 Stelle…».

«Caro Porto, figlio di troppi interessi» Gli agenti marittimi appoggiano Ap

Lettera aperta del presidente rivolta allo scalo: «Va risolto il problema
dei fondali e ci sarebbe un presidente pragmatico e capace ma…»

«Va risolto quanto prima il problema dei fondali. Adesso che finalmente l’Autorità portuale, grazie ad un presidente pragmatico e capace, stava per fare un passo avanti per raggiungere l’obiettivo, si è detto “Alt, aspettiamo, valutiamo, chiediamo…”. Noi vogliamo riconfermare la nostra fiducia all’Ap». L’associazione degli agenti e mediatori marittimi si schiera dalla parte di Galliano Di Marco e lo fa con il discorso di fine anno pronunciato dal presidente Carlo Cordone in occasione della tradizionale cena degli auguri andata in scena il 14 dicembre.

Invece di un bilancio con consuntivo dei traguardi raggiunti e buoni propositi per l’anno prossimo, Cordone ha letto una lettera aperta indirizzata direttamente all’amico porto (testo integrale nel pdf scaricabile dal link in fondo alla pagina).

«Sei figlio di troppi interessi, mio caro Porto – è un passaggio del testo –, che non sempre coincidono e convergono nelle medesime scelte e quindi per non disturbare nessuno si preferisce rinviare. Ma come chiaramente scritto nelle sacre scritture non si possono servire due padroni “Dio e Mammona”. Ma tu quanto puoi ancora aspettare? I tuoi simili, vicini e concorrenti, non ti graziano ma ti compiangono e godono e cercano di intercettare i tuoi, i nostri, traffici che tanto faticosamente, soprattutto in questi anni di crisi, noi cerchiamo di portarti, grazie alla nostra professionalità».

In arrivo manager per attrarre turisti E poi quel bando a fine mandato…

L’assessore: «Vogliamo coinvolgere gli operatori: se vinceremo
le elezioni continueremo, altrimenti gli altri potranno pure cestinare»

Le parole d’ordine per il rilancio del turismo ora per il Comune di Ravenna sono coordinamento e partecipazione. Coordinare tutti gli enti coinvolti e far partecipare gli operatori nelle scelte strategiche. È la ricetta dell’assessore Massimo Cameliani, che la delega al Turismo l’ha ricevuta solo a inizio anno (dopo il passaggio di Andrea Corsini in Regione), ma su cui sta concentrando molte energie, anche in vista del futuro, nonostante sia in scadenza di mandato.

E così nel bilancio comunale del 2016, che in via eccezionale quest’anno verrà chiuso in dicembre, saranno stanziati 200mila euro per la cosiddetta Dmo, in italiano “Organizzazione di gestione della destinazione turistica”, un organismo che avrà il ruolo chiave di gestire il turismo anche a Ravenna (l’esempio più vicino è forse quello di Bologna, dove negli ultimi due anni pare aver portato i risultati sperati). Si tratta di un progetto che dovrà coinvolgere Comune e privati, istituzioni locali e associazioni di categoria e che si dovrà porre obiettivi e risultati comuni da raggiungere attraverso un’ottica manageriale (e risorse di tutti i soggetti coinvolti). Proprio per questo, è facile presumere che servirà l’ausilio di un manager privato esterno in grado di rilanciare la “destinazione Ravenna”, un esperto (o un’azienda esperta) di turismo e marketing.

Ma prima ancora, il Comune di Ravenna sta selezionando in questi giorni l’azienda (tra le 12-13 che hanno partecipato al bando pubblico) che si dovrà occupare di organizzare nella prima metà del 2016 un percorso di partecipazione, con focus group tematici in particolare su tre filoni (città d’arte, mare e ambiente), aperto esclusivamente agli operatori del turismo ravennati. «Grazie a questo percorso consegneremo alla prossima amministrazione un dossier di idee e progetti realizzato dagli stessi operatori – commenta Cameliani –, se dovesse vincere le elezioni il centrosinistra sarà di sicuro un punto di partenza, se dovessero vincere i grillini, per esempio, saranno pur sempre liberi di ignorarlo, ma si dovranno prendere la responsabilità di ignorare così le idee degli stessi operatori. Sono consapevole che il mandato è in scadenza, ma non potevamo perdere tempo, visti anche i dati non proprio entusiasmanti del turismo a Ravenna di questi anni, che comunque – voglio sottolinearlo – restano positivi, almeno per la città d’arte, se confrontati con quelli di dieci anni fa (vedi dettagli nell’articolo tra i correlati, ndr), in un orizzonte più largo». Ma quest’anno cosa non ha funzionato in una città d’arte che poteva anche fregiarsi del titolo di Capitale italiana della cultura? «Il titolo credo che sia comunque servito o servirà anche in futuro – commenta Cameliani –, abbiamo fatto promozione a livello nazionale, ma spesso ci sono variabili imprevedibili da tenere in considerazione: quest’anno per esempio è stato molto caldo e la gente magari ha preferito il mare piuttosto che la cultura…».

L’assessorato al Turismo, a Ravenna, quest’anno ha dovuto far fronte a un calo di risorse del 30 percento a causa delle scelte del Comune in seguito ai tagli della Legge di stabilità, a cui si deve aggiungere un ulteriore taglio del 15 percento nei contratti di servizi esterni come l’accoglienza turistica, che deve così essere garantita ma con meno soldi. «Abbiamo in particolare ridotto le risorse per le pro loco, mentre “Ravenna Bella di sera” per esempio questa estate si è svolta in tono minore, ma siamo stati costretti a fare delle scelte, e così sarà anche per il 2016», commenta Cameliani che rivela: «Senza più l’aiuto di Ravenna Capitale 2015 (che quest’anno aveva finanziato alcune manifestazioni, ndr) come assessorato sosterremo alcune iniziative che hanno anche un chiaro ritorno turistico come per esempio Giovinbacco in centro e il festival musicale Beaches Brew a Marina di Ravenna». E per questo verranno utilizzati gli introiti dell’imposta di soggiorno, che a Ravenna in questi primi anni di introduzione (dal febbraio 2013) e considerando già le previsioni anche per il 2016, oscillano tra 1,5 e 1,7 milioni di euro all’anno. «Finora sono stati utilizzati anche per interventi che poco o nulla avevano a che fare con il turismo, come gli sfalci d’erba – ammette l’assessore –, ma ora basta: utilizzeremo gli introiti dell’imposta di soggiorno solo a scopi turistici o per finanziare eventi culturali con ricadute dal punto di vista turistico. E per lanciare appunto la Dmo». Uno strumento che l’assessore ritiene davvero fondamentale: «A Ravenna c’è questa anomalia che vede il Comune fare promozione senza essere proprietario dei beni, il ministero non sempre sulla stessa linea tra manutenzione e promozione, la Curia che è un mondo a parte… Serve un coordinamento, anche con la presenza di istituzioni culturali come Ravenna Festival e RavennAntica».

Infine, si avvicina Natale e ancora una volta Ravenna, a differenza della vicina Cervia per esempio, per non parlare di Rimini e Riccione, non propone un calendario di iniziative in grado di attrarre turisti, in genere poco presenti in città in questo periodo dell’anno. «Anche questo sarà compito della Dmo – conclude l’assessore –: individuare i periodi dell’anno per la promozione. Io continuo a credere che prima di promuovere il Natale e comunque il periodo invernale, per la città d’arte si potrebbe fare ancora di più in autunno e primavera…».

In arrivo manager per attrarre turisti E poi quel bando a fine mandato…

L’assessore: «Vogliamo coinvolgere gli operatori: se vinceremo
le elezioni continueremo, altrimenti gli altri potranno pure cestinare»

Le parole d’ordine per il rilancio del turismo ora per il Comune di Ravenna sono coordinamento e partecipazione. Coordinare tutti gli enti coinvolti e far partecipare gli operatori nelle scelte strategiche. È la ricetta dell’assessore Massimo Cameliani, che la delega al Turismo l’ha ricevuta solo a inizio anno (dopo il passaggio di Andrea Corsini in Regione), ma su cui sta concentrando molte energie, anche in vista del futuro, nonostante sia in scadenza di mandato.

E così nel bilancio comunale del 2016, che in via eccezionale quest’anno verrà chiuso in dicembre, saranno stanziati 200mila euro per la cosiddetta Dmo, in italiano “Organizzazione di gestione della destinazione turistica”, un organismo che avrà il ruolo chiave di gestire il turismo anche a Ravenna (l’esempio più vicino è forse quello di Bologna, dove negli ultimi due anni pare aver portato i risultati sperati). Si tratta di un progetto che dovrà coinvolgere Comune e privati, istituzioni locali e associazioni di categoria e che si dovrà porre obiettivi e risultati comuni da raggiungere attraverso un’ottica manageriale (e risorse di tutti i soggetti coinvolti). Proprio per questo, è facile presumere che servirà l’ausilio di un manager privato esterno in grado di rilanciare la “destinazione Ravenna”, un esperto (o un’azienda esperta) di turismo e marketing.

Ma prima ancora, il Comune di Ravenna sta selezionando in questi giorni l’azienda (tra le 12-13 che hanno partecipato al bando pubblico) che si dovrà occupare di organizzare nella prima metà del 2016 un percorso di partecipazione, con focus group tematici in particolare su tre filoni (città d’arte, mare e ambiente), aperto esclusivamente agli operatori del turismo ravennati. «Grazie a questo percorso consegneremo alla prossima amministrazione un dossier di idee e progetti realizzato dagli stessi operatori – commenta Cameliani –, se dovesse vincere le elezioni il centrosinistra sarà di sicuro un punto di partenza, se dovessero vincere i grillini, per esempio, saranno pur sempre liberi di ignorarlo, ma si dovranno prendere la responsabilità di ignorare così le idee degli stessi operatori. Sono consapevole che il mandato è in scadenza, ma non potevamo perdere tempo, visti anche i dati non proprio entusiasmanti del turismo a Ravenna di questi anni, che comunque – voglio sottolinearlo – restano positivi, almeno per la città d’arte, se confrontati con quelli di dieci anni fa (vedi dettagli nell’articolo tra i correlati, ndr), in un orizzonte più largo». Ma quest’anno cosa non ha funzionato in una città d’arte che poteva anche fregiarsi del titolo di Capitale italiana della cultura? «Il titolo credo che sia comunque servito o servirà anche in futuro – commenta Cameliani –, abbiamo fatto promozione a livello nazionale, ma spesso ci sono variabili imprevedibili da tenere in considerazione: quest’anno per esempio è stato molto caldo e la gente magari ha preferito il mare piuttosto che la cultura…».

L’assessorato al Turismo, a Ravenna, quest’anno ha dovuto far fronte a un calo di risorse del 30 percento a causa delle scelte del Comune in seguito ai tagli della Legge di stabilità, a cui si deve aggiungere un ulteriore taglio del 15 percento nei contratti di servizi esterni come l’accoglienza turistica, che deve così essere garantita ma con meno soldi. «Abbiamo in particolare ridotto le risorse per le pro loco, mentre “Ravenna Bella di sera” per esempio questa estate si è svolta in tono minore, ma siamo stati costretti a fare delle scelte, e così sarà anche per il 2016», commenta Cameliani che rivela: «Senza più l’aiuto di Ravenna Capitale 2015 (che quest’anno aveva finanziato alcune manifestazioni, ndr) come assessorato sosterremo alcune iniziative che hanno anche un chiaro ritorno turistico come per esempio Giovinbacco in centro e il festival musicale Beaches Brew a Marina di Ravenna». E per questo verranno utilizzati gli introiti dell’imposta di soggiorno, che a Ravenna in questi primi anni di introduzione (dal febbraio 2013) e considerando già le previsioni anche per il 2016, oscillano tra 1,5 e 1,7 milioni di euro all’anno. «Finora sono stati utilizzati anche per interventi che poco o nulla avevano a che fare con il turismo, come gli sfalci d’erba – ammette l’assessore –, ma ora basta: utilizzeremo gli introiti dell’imposta di soggiorno solo a scopi turistici o per finanziare eventi culturali con ricadute dal punto di vista turistico. E per lanciare appunto la Dmo». Uno strumento che l’assessore ritiene davvero fondamentale: «A Ravenna c’è questa anomalia che vede il Comune fare promozione senza essere proprietario dei beni, il ministero non sempre sulla stessa linea tra manutenzione e promozione, la Curia che è un mondo a parte… Serve un coordinamento, anche con la presenza di istituzioni culturali come Ravenna Festival e RavennAntica».

Infine, si avvicina Natale e ancora una volta Ravenna, a differenza della vicina Cervia per esempio, per non parlare di Rimini e Riccione, non propone un calendario di iniziative in grado di attrarre turisti, in genere poco presenti in città in questo periodo dell’anno. «Anche questo sarà compito della Dmo – conclude l’assessore –: individuare i periodi dell’anno per la promozione. Io continuo a credere che prima di promuovere il Natale e comunque il periodo invernale, per la città d’arte si potrebbe fare ancora di più in autunno e primavera…».

Un’altra lista dei grillini alternativa a quella della candidata Michela Guerra?

Potrebbe presentarla la consigliera comunale Santarella: in quel caso
sarebbe la rete a decidere a chi assegnare il simbolo delle 5 Stelle  

Il suo è un “no comment” rotondo, ma i suoi gesti degli ultimi giorni sono stati per certi versi più espliciti di tante parole. Francesca Santarella, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle attivissima in questi anni su vari fronti e varie battaglie (in particolare molti l’hanno conosciuta per il lavoro fatto sull’archeologia industriale in Darsena e l’ex Sir) non si è presentata né come candidato sindaco né è entrata in lizza per il secondo mandato da consigliera comunale alle primarie che hanno eletto Michela Guerra candidata sindaco (vedi articoli correlati).

Ma immaginare Francesca Santarella fuori dai giochi, anche alla luce delle dichiarazioni che ci aveva recentemente rilasciato (sempre tra i correlati), pare difficile. «Può darsi che più avanti ci sia qualcosa da dire, come può darsi non accada nulla», si limita a risponderci alle nostre (in effetti ripetute) insistenze di questi ultimi giorni. E cosa potrebbe accadere? Gli scenari sono diversi. Santarella non ha mai nascosto l’apprezzamento, per esempio, per il lavoro svolto da Alvaro Ancisi con la sua Lista per Ravenna, ma l’opzione che appare più probabile è quella di una lista concorrente a quella di Michela Guerra (che è invece sponsorizzata anche dal capogruppo attuale Pietro Vandini) sempre con il marchio 5 Stelle. A quel punto lo scenario che potrebbe aprirsi è quello di un voto on line tra gli iscritti al portale (presumibilmente qualche centinaio nel comune di Ravenna) per scegliere quale delle due liste debba correre con il simbolo.

A far propendere per questa ipotesi anche la notizia secondo cui sarebbero stati richiesti molti certificati in tribunale (necessari a chiunque si voglia candidare con il Movimento per provare di non essersi mai macchiati di una serie di reati) negli ultimi giorni proprio da attivisti grillini. A quel punto dunque il voto on line sarebbe decisivo e i perdenti potrebbero eventualmente decidere di formare una lista autonoma, ma senza le cinque stelle.

M5s, Michela Guerra vince le primarie I grillini hanno la candidata sindaco

È avvocato, ex pallavolista, figlia dello storico allenatore
della Teodora e dirigente della clinica privata San Francesco

L’avvocato Michela Guerra, ex pallavolista e figlia di quel Sergio che allenò la Teodora degli undici scudetti di fila nonché consigliere delegato della clinica privata San Francesco, ha vinto le primarie del Movimento 5 stelle a Ravena per la scelta del candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2016. Perché possa essere ufficialmente lei la candidata grillina occorrerrà ora attendere dalla direzione centrale del movimento la certificazione del risultato.

Il risultato delle primarie, svolte in versione live e non online, è arrivato poco dopo l’1 della notte tra il 14 e il 15 dicembre. Gli aventi diritto al voto erano circa una ottantina ma ancora non è noto quanti abbiano effettivamente preso parte alla consultazione fatta in modo che ogni votante potesse esprimere una sorta di gradimento in modo da stilare una classifica. Guerra ha superato gli altri due candidati: Fabrizio Martelli e Fausto Geminiani.

E così sale a quattro il numero dei candidati in corso per la poltrona di primo cittadino a Palazzo Merlato: finora erano già stati ufficializzati i nomi di Raffaella Sutter (Ravenna in Comune), Maurizio Bucci (La Pigna) e di recente Michele de Pascale (Pd).

Cade dal balcone al secondo piano mentre fa manutenzioni e muore

La vittima è Giancarlo Farinacci, poliziotto in pensione, trovato a terra con pinze e guanti. Accertamenti su una impalcatura

L’hanno trovato a terra sotto il balcone di casa che ancora indossava i guanti da lavoro e accanto aveva un paio di pinze, dettagli che fanno pensare a una caduta accidentale mentre stava facendo delle manutenzioni sul terrazzino di casa al secondo piano: così ha perso la vita a Ravenna nel tardo pomeriggio di oggi, 14 dicembre, il 69enne Giancarlo Farinacci, poliziotto in pensione. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, pare che stesse facendo dei lavori alla facciata esterna del palazzo all’angolo tra via Pietro Alighieri e via Girolamo Rossi. L’attenzione delle autorità si sta concentrando sul trabattello trovato proprio accanto al balcone. Si cercherà di fare chiarezza per capire come possano essere andate le cose. L’uomo è stato trovato a terra da una vicina di casa che stava rientrando. I soccorsi del 118 non hanno potuto salvarlo.

«Ancisi vuole far vincere il Pd, i veri leghisti votino Pigna e Fratelli d’Italia»

L’attacco a Lista per Ravenna e al deputato del Carroccio Pini
del responsabile provinciale del partito di destra alleato con Bucci

Pesante attacco di Luciano Fosci, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, ad Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna e all’alleanza stretta con la Lega Nord, in particolare rappresentata dall’ex segretario romagnolo e al momento deputato del Carroccio, Gianluca Pini.

Fosci nel ribadere l’appoggio – avallato anche dal coordinamento regionale del suo partito – alla lista civica La Pigna di Maurizio Bucci (vedi articoli correlati), definisce Ancisi «parte integrante del centro-sinistra, e non da oggi» e ricorda la sua appartenenza all’Udc, «partito alleato di governo del Pd renziano».

«Il suo appoggio convinto agli ex comunisti – attacca Fosci – risale ormai al 1994, quando al ballottaggio non sostenne il candidato a sindaco di Alleanza per Ravenna, permettendo la vittoria dell’ex Pci nella figura di D’Attorre. Oppure anche di recente, quando si è fatto nominare presidente della commissione di inchiesta sui buchi del Consorzio per i servizi sociali su indicazione addirittura dal sindaco Matteucci, dividendo ancora una volta l’opposizione. Non abbiamo mai sentito Ancisi prendere pubblicamente le distanze dalla linea politica dell’Udc: se davvero fosse un incallito oppositore del “partitone” si dimetterebbe dal suo partito, ma questo significherebbe la perdita della vice presidenza dell’Anci. Così, come da buon “casiniano” aderente al centro sinistra, Ancisi non ha partecipato, unitamente a Pini, alla manifestazione di novembre tra Salvini, Berlusconi e Giorgia Meloni. A Ravenna guarda a caso l’Udc non si presenta, dando campo libero alla Lista per Ravenna, a cui l’Udc di centro sinistra dà pieno appoggio».

È quindi più che evidente, secondo Fosci, «che Ancisi e la Lega di Pini siano l’altra faccia della medaglia del Pd ravennate: alleanza auspicata da via della Lirica quale opportunità per non perdere le elezioni amministrative e frammentare così una grande area di alternativa al loro sistema di potere. Il tanto decantato candidato a sindaco di Ancisi e Pini, Elio Bagnari, dopo mesi di silenzio ha declinato l’invito con evidente imbarazzo. A questo proposito i due dicono che c’è ancora tempo per trovare un candidato, tanto l’obiettivo è solo quello di far rivincere il Pd anche con il loro indiretto appoggio».
Fosci si rivolge quindi ai ravennati che hanno simpatie elettorali per la Lega Nord «affinché non cadano nel “trappolone” di Ancisi e Pini e invece orientino la loro scelta verso l’alleanza tra “La Pigna” e “Fratelli d’Italia”. Invitiamo invece Forza Italia a rompere gli indugi e a entrare nell’alleanza con Fratelli D’Italia e La Pigna: in questo senso si è già espresso l’esponente locale Mauro Bertolino e sollecitiamo il coordinatore regionale a unirsi al nostro progetto».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi