La cooperativa ha stanziato 750mila euro aggiuntivi per gli ottimi risultati raggiunti nel corso del 2023

È di 750.000 euro la somma che Deco Industrie erogherà nella prossima busta paga a 195 soci e a 55 dipendenti per celebrare gli ottimi risultati raggiunti nel corso del 2023.
Grazie a un fatturato di gruppo che ha toccato i 228 milioni di euro, 31 in più rispetto l’anno precedente, e un margine operativo lordo di 28 milioni, la cooperativa con sede a Bagnacavallo, con stabilimenti in Emilia e in Romagna, che produce prodotti alimentari e per la detergenza ha deciso che questi risultati andavano condivisi coi propri soci e coi propri lavoratori.
«Il cda di Deco Industrie ha deciso che nella busta paga del mese di gennaio, erogata in questi giorni – dichiara Stanislao Fabbrino, Ad di Deco Industrie -, i nostri colleghi riceveranno il loro giusto premio. Il 2023 è stato un anno durissimo: due alluvioni hanno colpito lo stabilimento di Bagnavacallo e alcuni colleghi hanno subito lo stesso anche nelle loro abitazioni. Questi tragici eventi non hanno però scalfito lo spirito di squadra di Deco e tantissimi colleghi non si sono risparmiati dando il loro supporto per ripristinare nel minor tempo possibile la normale attività. In un anno così difficile però Deco Industrie ha saputo raggiungere numeri importanti e questi risultati che sono merito di tutti andavano condivisi come è giusto che avvenga in una cooperativa».
«La nostra cooperativa – dichiara Antonio Campri, presidente di Deco Industrie – si conferma sensibile al valore umano. Siamo infatti consapevoli che certi risultati si ottengono con la condivisione dello sforzo da parte di tutti. Buoni benzina, borse di studio per i figli dei dipendenti, sostegno economico ai colleghi alluvionati e ora un premio aggiuntivo che corrisponde per i dipendenti soci a quasi due mensilità aggiuntive».
Il premio, erogato con la mensilità di gennaio del salario variabile, è stato anticipato di un mese rispetto al consueto per venire incontro alle esigenze dei lavoratori e sarà destinato ai soci e dipendenti degli stabilimenti di San Michele, Bagnacavallo e Forlì.
«Il Giorno del Ricordo è revisionismo di Stato». Lo scrive in una nota inviata alla stampa la federazione provinciale del partito della Rifondazione Comunista che contesta fermamente la giornata del 10 febbraio istituita in memoria delle vittime delle foibe.
Il 23 gennaio 1924, il consiglio accademico dell’Accademia Provinciale di Belle Arti di Ravenna deliberava la creazione della prima pubblica Scuola del Mosaico del ’900. Il 10 febbraio 1924, il direttore dell’Accademia, il conte Vittorio Guaccimanni (Ravenna, 1859-1938), valente pittore e incisore, seguace romagnolo del movimento dei Macchiaioli, a nome del consiglio, emise un bando che segnalava ai «giovani, che si avviano per la carriera artistica», l’apertura della Scuola, motivandola col fatto che «la nostra città ha il vanto di possedere i più splendidi monumenti dell’arte musiva, che presentano un carattere e una tecnica affatto speciali di un’epoca storica che la rese famosa, e a noi incombe l’obbligo di sapere conservare questi tesori. Qui, meglio che altrove, può formarsi il restauratore e l’artista, e può risorgere la tradizione di un’arte tanto nobile».
















Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, dopo