giovedì
14 Maggio 2026

«Uno scempio i ruderi di quella che doveva essere la nuova discoteca della diga»

Ravenna in Comune ricorda il locale che avrebbe dovuto sorgere a Marina di Ravenna nell’ambito della realizzazione di Marinara

Discoteca Della Diga
Foto del 21 gennaio 2024

Una particolarmente brutta cartolina di benvenuto a Marina di Ravenna è costituita dai ruderi di quella che avrebbe dovuto essere la discoteca del complesso di Marinara, proprio all’inizio della diga Zaccagnini, meta della passeggiata domenicale di tanti ravennati.

A ricordarlo, ormai decenni dopo, è il gruppo Ravenna in Comune, dell’ex lista di sinistra presente nella scorsa legislatura in consiglio comunale.

«Gli scheletri di due piccole piramidi – si legge in una nota inviata alla stampa – sormontano l’edificio principale, rimasto “al grezzo” e in abbandono. Un capannone in degrado costituisce il prolungamento verso il parcheggio. In arrivo e in rientro da uno dei principali centri di attrazione del paese, quasi tre chilometri di passeggiata in mezzo al mare, è impossibile non vedere lo scempio. Solo il totale disinteresse dell’Amministrazione cittadina per il forese e i lidi (salvo i tardivi “risvegli” in prossimità degli appuntamenti elettorali) può spiegare il perdurare di una cosa del genere in una località che si vorrebbe attrattiva per i turisti e accogliente per i residenti».

In prolungamento rispetto al cantiere nautico di Marinara, lì – ricorda Ravenna in Comune – doveva sorgere una discoteca, per sostituire lo storico Hemingway, demolito proprio per fare spazio al porto turistico di Marina. Successivamente si pensò anche di riadattare il progetto per una palestra, ma non se ne fece comunque nulla.

L’infermeria felina ha accolto 1.223 gatti in un anno: «Servono più sterilizzazioni»

L’appello dei volontari Enpa che gestiscono la struttura di Bizzuno

IMG 20240118 084626 1L’infermeria felina di Lugo nel 2023 ha accolto 1.223 gatti. Circa la metà è appartenente a colonie di randagi, entrati per essere sterilizzati e reimmessi sul territorio, l’altra metà costituisce la nota dolente tra recuperi, abbandoni nel territorio e nelle colonie. A fare il bilancio è L’Enpa di Lugo per tradurre in numeri il grande lavoro dei volontari in prima linea per la difesa e il soccorso degli animali in difficoltà.

«La mancata sterilizzazione di gatti di proprietà alimenta il proliferare del randagismo, con tutte le conseguenze nefaste che conosciamo. Tra queste non mancano gli incidenti stradali che hanno visti coinvolti ben 22 gatti nel territorio della Bassa Romagna. Da una parte animali non sterilizzati costretti al vagabondaggio in cerca di cibo e/o per fughe d’amore e dall’altra automobilisti sprezzanti dei limiti e dell’obbligo di soccorso. Il bollettino di chi si salva vede ricostruzioni mandibolari, femori e bacini fratturati, traumi cranici, ecc; lesioni che spesso colpiscono anche i cuccioli di pochi mesi lasciati girovagare senza controllo dai loro proprietari».

Secondo l’Enpa sono necessarie campagne di sterilizzazione soprattutto nelle zone agricole, «dove è ancora radicata la propensione a considerare i gatti come animali adatti ad acchiappare topi senza preoccuparsi di nutrirli, curarli e tantomeno sterilizzarli».

Il 2023 è stato anche l’anno dell’alluvione. «In quei terribili giorni come volontari, dopo aver messo in sicurezza gli animali ricoverati in struttura, con un intervento notturno d’urgenza mentre l’acqua esondata dal canale Tratturo stava invadendo i locali dell’infermeria e delle strutture annesse, siamo stati impegnati con interventi continui nei territori di Conselice, Lugo, Sant’Agata sul Santerno, Boncellino per dare ospitalità agli animali di famiglie sfollate, per fornire cibo e medicinali ad animali ospitati al Palazzetto di Lugo e al Cartodromo di Conselice, per consegnare latte in polvere a balie rimaste isolate e senza elettricità e per rispondere alle tantissime telefonate di richieste di aiuto. Abbiamo scoperto, ma non è stata una novità, la grande solidarietà da parte di tante associazioni e moltissimi privati che, da tutta Italia, ci sono venuti in soccorso».

Elevato si conferma il numero delle adozioni: 519 gatti a dimostrazione del grande lavoro quotidiano svolto dai volontari per trovare famiglie disposte a prendersi cura per la vita di cuccioli e gatti adulti recuperati sul territorio. «Un grande applauso va fatto alla nostra rete di meravigliose balie, disposte a dedicare settimane della loro vita per nutrire e svezzare piccole anime indifese. Ma il lavoro della balia, che deve sostituirsi in tutto e per tutto a mamma gatta, va oltre il nutrimento dei cuccioli: occorre un grande impegno per crescere minuscole vite fragili, in termini di tempo e di energie, anche a livello emotivo ed umano e la responsabilità di accompagnare queste piccole creature, da pochi giorni di vita fino al momento dell’adozione, è davvero altissima».

Per il 2024 l’auspicio è di avere sempre maggior collaborazione da parte di cittadini attenti al benessere animale e di dover vedere meno situazioni di degrado, di crudeltà e di ignoranza. «È sempre attiva la ricerca di volontari perché senza una squadra allargata, non si possono raggiungere grandi risultati. Vi aspettiamo in infermeria tutti i giorni dalle 15 alle 17.30».

Zannoni (Pd) conquista il sostegno di grillini e della lista civica Insieme per Lugo

Nel 2019 corse da solo con un suo candidato, ora il Movimento 5 Stelle entra nella coalizione di centrosinistra a sostegno della candidata scelta dai dem

Elena ZannoniInizia a prendere forma la coalizione di centrosinistra a sostegno della candidatura di Elena Zannoni a sindaca di Lugo. Il nome scelto dalla direzione del Pd ha l’appoggio del Movimento 5 stelle e della lista civica Insieme per Lugo.

I grillini hanno reso nota l’intenzione di costruire un percorso «con il fine di raccogliere proposte che facciano il bene di Lugo e dei suoi cittadini», definendo Zannoni una persona «disposta ad aprire le pagine di un nuovo libro nei rapporti fra le forze progressiste, moderate e civiche». Nel 2019 M5s si presentò con un suo candidato indipendente. Insieme per Lugo, già tra i sostenitori di Davide Ranalli 5 anni fa, ora si presenta «come forza eterogenea e rappresentativa di tante diverse anime, accomunate dall’amore per la città».

Zannoni si dice onorata della fiducia di queste due forze: «Questa disponibilità a partecipare al tavolo non era scontata ed è un primo passo che va nella direzione auspicata. Ritengo entrambi interlocutori seri e importanti all’interno di una coalizione che deve essere il più ampia possibile, e al contempo coesa, per poter rappresentare le diverse anime della città. Abbiamo già avuto modo di condividere diverse priorità sul programma, nella convinzione di poter lavorare insieme per lo sviluppo e la coesione di tutto il territorio».

Con il Movimento 5 Stelle la compagine si amplia e si arricchisce di spunti programmatici, già definiti «ampiamente condivisibili» dalla candidata: tra gli altri, la riforma del decentramento, l’impegno a favore dell’acqua pubblica, della sanità universalistica e della mobilità sostenibile.

Mentre proseguiranno i colloqui con le altre forze politiche della città alla ricerca della creazione di una coalizione sempre più ampia, partirà ora il confronto sul programma, sui principali temi che saranno affrontati nel corso della campagna elettorale e sui progetti che dovranno essere concretizzati nel futuro.

Un corso dedicato alle donne per riconoscere e contrastare la violenza di genere

Il ciclo di incontri serali, realizzato in collaborazione con Linea Rosa e Casa delle Donne, avrà inizio lunedì 5 febbraio

Violenza donne

Tornano i corsi organizzati dall’associazione di promozione sociale Psicologia Urbana e Creativa “Io mi sento”, per la prevenzione e il contrasto del maltrattamento psicologico. Il corso, rivolto esclusivamente alla cittadinanza femminile, avrà inizio lunedì 5 febbraio, alla Casa delle donne.

Gli incontri, dal titolo “Dinamiche di potere fra i generi”, sono realizzati con il contributo dei piani di zona della Regione Emilia Romagna e il Comune di Ravenna “Assessorato alle politiche e culture di genere”, e si pongono l’obiettivo di far acquisire una maggiore capacità nel riconoscere le situazioni di disparità e di maltrattamento psicologico che si può manifestare attraverso critiche, offese, ricatti, ridefinizioni della realtà, commenti sul corpo della donna e sulla sua intelligenza.

L’appuntamento è ogni lunedì, dalle 20.45 alle 22.45, fino all’11 marzo (per un totale di 6 serate), nella sede della Casa delle Donne di via Maggiore 20

«È inutile continuare a stupirsi che le donne muoiano. Il femminicidio non è un’emergenza ma è un fenomeno strutturale legato alla cultura della prevaricazione e dell’idea che con la forza si ottiene tutto. È importante contrastare tale cultura con politiche sociali ed economiche corrette, intervenendo concretamente sulla prevenzione e non solo sulla punizione. – Commentano dall’associazione.- Già dalle piccole prevaricazioni o svalutazioni ripetute, si rischia di avviare un’escalation di prepotenza e di agiti della rabbia che invece potrebbero essere sostituiti da comportamenti alternativi alla violenza. La responsabilità della violenza, come ci insegnano gli psicologi norvegesi del centro “Alternative To Violence”, M. Rakil e P. Isdal, è di chi l’agisce».

Gli incontri sono realizzati in collaborazione con Casa delle Donne e Linea Rosa e saranno tenuti dalle psicologhe e psicoterapeute Giancarla Tisselli, Chiara Gnani, Elisabetta Spada e Serafina Lo Nigro, e sono finalizzati al riconoscimento degli stereotipi culturali e dei pregiudizi legati alla svalutazione di genere, per sostituirli con nuovi criteri di valore. Un percorso verso l'”empowerment femminile” per il cambiamento dei criteri di autostima e per il superamento della violenza psicologica. Durante le serate verranno insegnate tecniche per il riconoscimento e il contrasto violenza domestica, a partire dall’ ascolto di sé, delle proprie emozioni e bisogni e vengono sviluppate competenze e modalità di comunicazione empatica. Si incoraggia lo spostamento del dialogo dal piano conflittuale del cercare chi ha ragione e chi a torto, a quello più pacifico del “sentito” e dell’espressione affettiva di bisogni e desideri.

Per partecipare è necessaria l’iscrizione al seguente indirizzo:psicologiarbanaecreativaaps@gmail.com ed è richiesto un contributo di 10€ per l’iscrizione a Psicologia Urbana e Creativa e di 10€ come parziale copertura per i materiali forniti.

A partire dal 4 marzo, gli spazi di CittàAttiva in via Carducci 14 ospiteranno invece un ciclo di incontri dedicati agli uomini sul tema della gestione della rabbia e dei sentimenti.

Maltempo di luglio 2023: i contributi potranno essere richiesti entro il 31 gennaio

I primi fondi stanziati coprono fino a cinquemila euro di danni per i privati e 20mila per le imprese, in futuro potrebbe arrivare una seconda tranche di indennizzi

Le Spighe Maltempo 22 Luglio2023 Devastazione 2

Scade il 31 gennaio 2024 la possibilità di richiedere i primi contributi stanziati per cittadini e aziende danneggiati dal maltempo di luglio 2023. Il fortunale di luglio 2023 è stato infatti riconosciuto come emergenza nazionale e verranno attribuiti fino a 5mila euro ai privati per quanto riguarda danni all’abitazione principale (per interventi indispensabili ad assicurare la fruibilità dell’immobile) e fino 20mila alle imprese (per interventi indispensabili all’esercizio dell’attività).

Per accedere ai fondi è necessario presentare la ricognizione di tutti i danni subiti, anche se il totale dovesse risultare superiore a quanto previsto dal tetto del contributo, includendo i danneggiamenti che non compromettono la fruizione della casa o la ripresa dell’attività e quelli relativi alle abitazioni secondarie. È inoltre possibile allegare un’eventuale perizia asseverata.
Anche associazioni o società senza scopo di lucro possono presentare ricognizione danni ad immobili, sedi legali e/o operative di loro proprietà o di proprietà di soggetti privati. Questo perchè, in caso di stanziamento di ulteriori risorse da parte dello Stato, a seguito di questi primi rimborsi potrebbe seguire una seconda tranche di indennizzi, volta a coprire ulteriori costi di recupero.

Tra le spese ammissibili a rimborso, quelle per la pulizia da fango e detriti, il ripristino strutturale e funzionale di abitazioni principali e imprese danneggiate, pertinenze e parti comuni, la sistemazione o la sostituzione di mobili ed elettrodomestici, impianti, macchinari, attrezzature, scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti riguardanti l’attività aziendale. 

Tutti gli interventi finanziati con i contributi dovranno essere eseguiti nel rispetto delle normative vigenti ed essere conclusi entro il 31 dicembre 2024, pena la perdita del contributo stesso.

L’accesso ai contributi richiede la presentazione di preventivi di spesa o la documentazione valida a fini fiscali delle spese sostenute, nei modi e nei tempi specificati nelle due direttive regionali, consultabili qui.

Per i privati, è possibile presentare la domanda di persona presentandosi agli uffici comunali decentrati di Mezzano (piazza della Repubblica 10) e Sant’Alberto, via Cavedone 37, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13, sabato dalle 8.30 alle 12.30. In alternativa, è possibile inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al Comune di Ravenna, piazza del Popolo 1, 48121 Ravenna (in tal caso fa fede, ai fini del rispetto del termine, la data del timbro dell’ufficio postale) o una pec all’indirizzo comune.ravenna@legalmail.it con oggetto “Ricognizione danni subiti e domanda contributo immediato sostegno alla popolazione per eventi calamitosi dal 22 al 27 luglio 2023”.

Le attività economiche invece potranno inviare la loro domanda di risarcimento esclusivamente via pec, scrivendo all’indirizzo suap.comune.ravenna@legalmail.it. Qui la storia di un imprenditore che ha perso casa e lavoro.

Lavoratori marittimi in piazza contro la il taglio dell’indennità di malattia

Il presidio davanti alla prefettura è previsto per venerdì 26 gennaio

Lavoratori Marittimi

L’approvazione della legge di bilancio 2024 da parte del Parlamento conferma la decurtazione del 15 percento dell’indennità di malattia per i lavoratori marittimi, per questo i sindacati di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato lo stato di agitazione nazionale del settore marittimo. E venerdì 26 gennaio, dalle 10 alle 12, i lavoratori effettueranno un presidio in piazza del Popolo a Ravenna di fronte alla prefettura per manifestare il proprio dissenso verso il provvedimento del Governo.

«Non possiamo non evidenziare – comunicano dal sindacato – che questo atto denota un’assoluta mancanza di attenzione e di rispetto nei confronti di una categoria strategica che opera in condizioni lavorative particolarmente complesse, molto spesso in ambiti lavorativi difficili, svolgendo lavori usuranti. I lavoratori del mare reclamano ciò che indebitamente è stato loro tolto, cioè la possibilità di potersi curare in caso di malattia, a causa dell’esiguità dell’assegno che verrà loro riconosciuto. Questi lavoratori durante la pandemia hanno sofferto particolarmente a causa dei blocchi decretati dai governi, che hanno di fatto impedito loro di sbarcare anche se il loro periodo d’imbarco era terminato. Con il loro sacrificio hanno collaborato per fare in modo che il commercio mondiale non si fermasse garantendo l’approvvigionamento dei generi di prima necessità alla popolazione. Oggi vengono ripagati dal governo in questo modo».

Inseguimento a 180 km/h, la polizia si impantana: accusato un 35enne ma lui nega

Fuga nella notte dalla città fino a Villanova di Bagnacavallo. L’uomo è stato rintracciato il mattino seguente in casa. L’auto è sottoposta a sequestro

Immagine Auto Polizia Locale Danneggiata

Le strade di Ravenna nella notte tra il 22 e il 23 gennaio sono state il teatro di un inseguimento della polizia locale a un’auto che ha toccato i 180 km orari di velocità. I vigili si sono impantanati in un frutteto e il fuggitivo si è allontanato. Il mattino un 35enne è stato rintracciato a casa ed è ritenuto l’uomo al volante.

La caccia all’auto in fuga, una Volkswagen, è cominciata in viale Alberti: una pattuglia della polizia locale l’ha notata viaggiare a forte velocità e l’ha raggiunta per procedere con un controllo. Alla vista dei vigili, il conducente della Volkswagen ha accelerato con improvvisi cambi di direzione, sbandate e brusche frenate.

La fuga è proseguita lungo la statale Adriatica in direzione Ferrara, per poi attraversare i centri abitati di Piangipane, Ammonite, Santerno e infine Villanova di Bagnacavallo dove il fuggitivo ha fatto perdere le proprie tracce deviando il percorso lungo una carrareccia all’interno di un frutteto: la volante è rimasta impantanata nel terreno con qualche danno alla carrozzeria.

Il fuggitivo è un trentacinquenne ravennate rintracciato all’interno della propria abitazione il giorno seguente, dopo ininterrotte ricerche da parte degli agenti. L’autovettura, rinvenuta a Bagnacavallo, è stata sequestrata. L’uomo, riconosciuto dagli agenti, ha negato ogni accusa.

L’ufficio turistico chiude temporaneamente per allestire lo spazio del “Mosaic Shop”

Il servizio informazioni e accoglienza sarà garantito nella sede di Ravenna Incoming in via Corrado Ricci

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L’ufficio Informazioni e Accoglienza turistica (Iat) di piazza San Francesco a Ravenna sarà chiuso da lunedì 29 gennaio per l’avvio dei lavori del Mosaic Temporary Shop, realizzato grazie ai fondi del Progetto Unesco Ravenna Città del Mosaico del ministero del Turismo. L’ufficio sarà oggetto di un riallestimento dedicato al mosaico che prevede uno spazio espositivo permanente in grado di accogliere il visitatore tra diversi oggetti in mosaico esposti a rotazione dalle diverse botteghe della città (da qui il termine temporary)

Il servizio di accoglienza sarà comunque garantito nella sede di Ravenna Incoming, in via Corrado Ricci 39, negli stessi orari di apertura (feriali 8.30 – 18, festivi 10-16); anche i contatti telefonici restano invariati (0544.35404, 35755, 482838). Il Comune non ha reso noto quando riaprirà lo spazio sotto i portici della piazza.

Al via i lavori da 11,5 milioni per rifare le palestre di Callegari e liceo classico

Gli interventi saranno ultimati entro il 2025. Ecco i progetti

Hanno preso il via i lavori, a cura della Provincia di Ravenna, dedicati al rinnovamento delle palestre scolastiche dell’Istituto professionale statale “Olivetti-Callegari” e del Liceo classico “Dante Alighieri” di Ravenna.

Gli interventi sono stati illustrati nella sede del Palazzo della Provincia di Ravenna dal dirigente del settore dell’Edilizia scolastica e patrimonio Marco Conti e dai progettisti degli studi “Laprimastanza” e “Cavejastudio architetti” curatori dei progetti.

Il primo intervento, del valore complessivo di 6 milioni di euro, sarà finanziato per 995mila euro con fondi della Provincia, 4 milioni 550 mila euro con Fondi Pnrr e 455 mila euro con Fondo per avvio opere indifferibili; il secondo è un intervento da 5,5 milioni, finanziato con Fondi Pnrr e Fondo opere indifferibili per complessivi 3,5 milioni e con fondi della Provincia per 2.

Entrambi gli interventi saranno ultimati entro il 2025.

Nella sede dell’Istituto professionale statale “Olivetti-Callegari”, in via Umago a Ravenna, sono previsti lavori di sostituzione edilizia di due corpi di fabbricato con l’obiettivo di riqualificare la palestra ed alcuni laboratori didattici. Il nuovo corpo di fabbrica si svilupperà su tre piani. Al piano terra saranno collocati gli spazi per l’attività didattica: tre laboratori polifunzionali di diversa ampiezza e una biblioteca. Gli spazi di distribuzione classici lasceranno posto a spazi informali dove gli studenti potranno socializzare e condividere l’esperienza scolastica. Il corridoio sarà sostituito da uno spazio fluido che si dilata in corrispondenza degli ingressi laterali, creando spazi di sosta a contatto con la natura.

Attraverso un nucleo scala e un ascensore si accede ai due piani superiori. Al piano primo, oltre alla palestra, trovano spazio due spogliatoi e un magazzino per l’attrezzatura sportiva direttamente accessibile dalla palestra; per lo spogliatoio per i docenti, bisogna salire al piano secondo. Il piano secondo sarà occupato principalmente dalla doppia altezza del volume della palestra, sul quale affaccia una sala attrezzi.

Per quanto riguarda il liceo classico “Dante Alighieri” l’intervento consiste nella demolizione e relativa ricostruzione del corpo di fabbricato annesso all’istituto, in piazza Anita Garibaldi, che ospiterà due nuove palestre ed i relativi servizi.

Sarà quindi realizzata una nuova unità costruttiva, strutturalmente indipendente all’edificio scolastico ma ad esso collegata per garantire l’accessibilità diretta da parte degli studenti e l’eliminazione delle barriere architettoniche mediante la realizzazione di un nuovo ascensore.

Il nuovo blocco palestre sarà in grado di ospitare contemporaneamente almeno due o tre gruppi classe e avrà caratteristiche, sia tecniche che funzionali, in grado di migliorare lo svolgimento delle attività di scienze motorie, nonché fornire un servizio alla comunità nelle ore disponibili al di fuori dell’orario scolastico. Esso infatti, sarà dotato di accesso indipendente e sarà completamente separato e autonomo sotto l’aspetto impiantistico dall’edificio scolastico.

«Si tratta di interventi importanti in due edifici scolastici cittadini, nel solco dell’impegno di questa amministrazione verso la scuola, da sempre una delle nostre priorità – dichiarano il presidente della Provincia e sindaco di Ravenna Michele de Pascale e la consigliera provinciale con delega all’Edilizia scolastica Maria Luisa Martinez -. È fondamentale che le strutture scolastiche siano luoghi sicuri e accoglienti, al servizio della crescita dei ragazzi e delle ragazze e di tutta la comunità scolastica. Il potenziamento delle infrastrutture per lo sport va in questo senso e la realizzazione di queste due nuove palestre contribuirà a migliorare concretamente la dotazione delle nostre sedi scolastiche, per scuole sempre più moderne e funzionali. Inoltre queste strutture forniranno un servizio molto importante per le attività delle società sportive, nell’ottica di una scuola sempre più aperta alla città, contribuendo allo sviluppo nella comunità di una socialità attiva e vitale».

Il sindaco “social” pronto al bis dopo l’alluvione: «Non mi sono mai sentito solo»

Della Godenza: «Abbiamo imparato a gestire l’imprevisto. Grazie ai tanti volontari e alle associazioni: sono stati uno stimolo a continuare»

Luca Della Godenza 2019

Classe 1989, Luca Della Godenza fu eletto sindaco di Castel Bolognese per una lista civica di centrosinistra nel 2019 e, come i suoi colleghi, si è trovato ad amministrare la città nei cinque anni in cui è successo l’impensabile, con il Covid prima e l’alluvione di maggio 2023 poi. A differenza però di altri suoi colleghi del territorio eletti per la prima volta cinque anni fa (in particolare quelli di Solarolo, Casola e Cervia), Della Godenza è pronto a tentare il bis alle amministrative di giugno 2024.

Sindaco, dopo questi difficili cinque anni, non è stato tentato dall’idea di rinunciare? Quante volte si è chiesto “ma chi me l’ha fatto fare”?
«Di certo nessuno si poteva aspettare quello che è successo. Ci siamo dovuti fare carico di responsabiità enormi, anche perché abbiamo gli strumenti per gestire tempi ordinari e invece ci siamo trovati davanti a tempi straordinari. Ho trovato soprattutto una disponibilità immensa di tante persone che ci hanno aiutato e questa è stata una grande forza ed è uno stimolo ad andare avanti».

Covid e alluvione. Quali sono stati i momenti più difficili e drammatici di questo mandato?
«Nella prima parte del Covid non sapevamo con cosa avevamo a che fare, e la notte del 16 e 17 maggio 2023 non credo che nessuno potrà dimenticarla. Ora però sappiamo come gestire l’imprevisto, credo che abbiamo tutti imparato molto».

Soprattutto durante il periodo del Covid, lei si è distinto per un uso dei social che è apparso insieme istituzionale ma anche molto umano e comprensivo, per quanto non le siano state risparmiate critiche.  Chi le gestisce la pagina? Ha un social media manager?
«Gestisco personalmente sia il mio profilo personale, sia quello del Comune e i gruppi Whatsapp dei cittadini, con stili diversi. Mi sono dato delle regole: innanzitutto dire le cose nella maniera più corretta possibile e poi ricordarmi sempre che sto parlando a persone che potrebbero avere un problema che non conosco. Durante l’emergenza Covid in particolare le persone erano divise tra chi voleva proibire di uscire di casa a chiunque e chi invece diceva di aver bisogno di uscire. Credo che la verità stesse un po’ nel mezzo. E credo che sia sempre necessario cercare di capire le ragioni dell’altro, perché soprattutto in quel periodo sono emerse tante fragilità personali e familiari, di cui dobbiamo farci carico. Almeno nell’ascolto».

Castello è stato tra i comuni più colpiti dall’alluvione di maggio. A che punto siamo oggi?
«Bisogna dividere tre livelli. Il primo è quello della sicurezza e posso dire che tanti lavori sono stati fatti per quanto riguarda argini e fogne, da allora abbiamo avuto un’altra piena che abbiamo superato quasi indenni, quindi su questo fronte sono fiducioso. Invece non c’è ancora traccia degli interventi per mitigare in futuro altri eventi simili, che sappiamo ormai potranno verificarsi. Serve un piano attuativo per decidere per esempio le aree allagabili, i rinforzi arginali e le casse di espansione».

A chi spetta questa parte? 
«Alla struttura commissariale. La Regione ha redatto lo studio e consegnato tutto, ma ancora non si vede nulla, credo sarebbe opportuno aprire una riflessione».

E sui ristori, a che punto siamo?
«Questo è il secondo livello. A parte i primi tremila euro, tantissime persone e imprese stanno aspettando e c’è chi davvero ha perso moltissimo. Parliamo di oltre 150 aziende danneggiate, 1.378 persone che hanno richiesto il Cis per i danni subiti, poco meno di 200 che sono state costrette a lasciare le case, 200 ettari di terreni agricoli allagati. In tutto è stato coinvolto il 70 percento del territorio comunale. Su questo serve un cambio di passo».

Anche molti edifici pubblici sono stati coinvolti…
«Il terzo punto è questo. Abbiamo ancora una scuola chiusa, delle quattro allagate, non abbiamo una sala assemblea, uffici dell’anagrafe e dei servizi sociali ancora inagibili. Uno dei motivi per cui vogliamo continuare questo lavoro è anche il ripristino, post alluvione per cui ci vorranno anni».

Quindi il futuro di Castello a cui pensa è soprattutto quello della ricostruzione?
«Non solo, no. In questi cinque anni nonostante tutto si è dato avvio a cantieri storici come la circonvallazione, il casello autostradale e il potabilizzatore che nei prossimi tre anni vedranno il fine lavori. C’è quindi da pensare al futuro, dobbiamo costruire un programma che riesca a interpretare queste novità per la comunità, penso al commercio del centro storico, la viabilità, l’area artigianale per esempio».

Cercherà di allargare la sua coalizione ai 5 Stelle?
«La nostra è una lista civica e cercheremo sicuramente di allargare il più possibile il perimetro a tutte le forze del centrosinistra con cui condividiamo valori e con cui potremo condividere un programma per il futuro della nostra comunità».

Come è stato il rapporto con l’opposizione in questi anni emergenziali?
«Di grande collaborazione, ho sentito grande solidarietà. Da parte mia ho sempre cercato di valorizzare al massimo il ruolo dei consiglieri comunali, che sono di fatto volontari in un comune come il nostro. Per questo per esempio ho portato sia il commissario Figliuolo, sia il Prefetto e la vice presidente della Regione in consiglio comunale. Il ruolo di tutti, opposizione e maggioranza, è fondamentale e va valorizzato il più possibile».

In generale, cosa le ha dato più soddisfazione nei cinque anni passati?
«Il modo in cui, anche attraverso i patti di collaborazione civica e il tavolo sociale, tante persone e associazioni di volontariato ci hanno dato un enorme supporto nella gestione delle emergenze. Mi ritengo molto fortunato, perché non mi sono mai sentito solo, e questo non è affatto scontato. L’aspetto umano e relazionale è stato fondamentale. E quando succede questo, è anche bello fare politica».

Contro «l’inverno demografico», manodopera dal Marocco per l’Emilia-Romagna

Il progetto prevede la formazione direttamente in Africa. Si parte dalla meccatronica

Sì a manodopera preparata proveniente dal Nord Africa, grazie al progetto europeo Thamm che favorisce la formazione di lavoratori direttamente nei Paesi di provenienza, sulla base delle prospettive di sviluppo delle economie locali e delle richieste del mercato del lavoro italiano.

Il progetto Thamm Plus III (Towards a holistic approach to labour migration governance and labour mobility in North Africa) è finanziato dall’Unione Europea con 8,6 milioni di euro per azioni in Tunisia e in Marocco e ha l’obiettivo di sviluppare le competenze e le qualifiche dei potenziali lavoratori migranti per i mercati del lavoro nazionali e internazionali.

L’Emilia-Romagna aderisce alle azioni in Marocco. Nell’arco di tre anni, a partire da gennaio 2024, saranno realizzate attività formative nei Paesi d’origine rivolte a circa 500 lavoratori marocchini. La Giunta regionale ha approvato l’adesione al progetto che di fatto intercetta i fabbisogni da parte delle imprese e favorisce l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Si promuovono così iniziative di mobilità professionale e formativa di lavoratori marocchini in partnership con il Paese di origine, partendo da un’analisi dei principali fabbisogni comuni del mercato del lavoro e collaborando con le associazioni delle imprese e le Regioni, che tramite i loro osservatori del mercato del lavoro e i rapporti diretti con le parti sociali, sono in grado di identificare i settori e i profili più richiesti dalle imprese nei singoli territori.

In dettaglio, con i referenti marocchini del progetto sono stati individuate le filiere di interesse per lo sviluppo del Paese, a partire dalla meccatronica, che soddisfano anche le esigenze di medio e lungo termine delle imprese in Italia. E le tre regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto sono state riconosciute dal Governo italiano come territori con forti esigenze di sviluppo e crescita.

«È giunto il momento di affrontare l’inverno demografico della nostra regione guardando fuori dai nostri confini e cercando di attrarre giovani lavoratori anche dal continente africano. L’obiettivo di questo progetto – spiega l’assessore regionale allo sviluppo economico, lavoro e formazione Vincenzo Colla – è dare forma a partenariati di mobilità di nuova generazione tra il Nord Africa e l’Europa, attraverso modalità che non soddisfino solo le aspettative dei datori di lavoro, ma siano rispettose dei diritti dei lavoratori migranti e sufficientemente flessibili per affrontare le sfide del mercato del lavoro e dell’occupabilità dei giovani».

«Vogliamo inoltre rafforzare – chiude l’assessore – i servizi pubblici per l’impiego e la capacità di anticipazione delle competenze tra le istituzioni governative e le parti sociali. Si tratta di azioni che favoriscono i programmi di migrazione legale e mobilità tra l’Unione europea e i principali paesi partner, migliorando la governance della migrazione per motivi di lavoro, anche per ridurre le diseguaglianze a livello globale».

La scuola elementare di Classe verrà intitolata all’ex sindaco Fabrizio Matteucci

Parere favorevole della giunta dopo l’iniziativa partita dal consiglio di interclasse e dal collegio docenti

Presentazione Dei Programmi Delle Cinque Capitali Della Cultura Italiana 2015Intitolare la scuola primaria di Classe all’ex sindaco Fabrizio Matteucci: l’iniziativa è partita dal consiglio di interclasse e dal collegio dei docenti, per quanto fatto da Matteucci a beneficio della scuola, è stata fatta propria dal consiglio dell’istituto comprensivo statale Randi e nella seduta di oggi (23 gennaio) la giunta comunale ha espresso parere favorevole.

L’intitolazione di scuole, aule e locali interni alle scuole è disciplinata infatti da una circolare ministeriale del 1980, la quale stabilisce che, su proposta del consiglio d’istituto, il dirigente dell’ufficio scolastico regionale di ambito territoriale acquisisce le valutazioni della giunta comunale, successivamente della prefettura e del ministero dell’Interno. Si tratta dunque di uno dei passaggi previsti dalla normativa per il completamento dell’iter ministeriale. Il decreto conclusivo di intitolazione sarà di competenza del dirigente dell’ufficio scolastico regionale di ambito territoriale.

«Ringraziamo – dichiarano il sindaco Michele de Pascale e l’assessore alla Scuola Fabio Sbaraglia – tutti coloro dai quali in maniera spontanea, pensando al legame profondo e indelebile tra la scuola e Matteucci, è nata questa idea. Tra gli investimenti messi in campo durante i due mandati da sindaco di Fabrizio Matteucci c’è stata infatti la ricostruzione della scuola primaria di Classe in tempi rapidissimi, tra settembre 2009 e dicembre 2010, secondo criteri costruttivi all’avanguardia, permettendo anche la realizzazione di un modello didattico innovativo denominato “Senza zaino”. Interventi che sottendevano tutto l’amore e la fiducia che Fabrizio nutriva nei confronti delle nuove generazioni, sempre entusiasta e curioso nei loro confronti, consapevole di quanto sia fondamentale investire per promuovere la loro crescita personale, culturale e professionale».

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