venerdì
15 Maggio 2026

La vedova di Carlo Delle Piane presenta il suo libro dedicato al noto attore

Carlo Delle Piane Il Diario Di Amore Di Anna Crispino 1Venerdì 15 dicembre, alle 18.30, la libreria Scattisparsi, in via Sant’Agata 8/12 a Ravenna, ospita un appuntamento letterario.

Anna Crispino, vedova dell’indimenticato attore Carlo Delle Piane presenta il suo libro Carlo Delle Piane. L’uomo che ho amato (edizioni Martin Eden). L’incontro è a ingresso libero. L’autrice dialogherà con il giornalista Fausto Piazza.

Carlo Delle Piane è stato uno dei più prolifici attori italiani. Grazie al sodalizio con Pupi Avati (autore della prefazione del libro) mutò professionalmente, affrontando anche ruoli drammatici e arrivando a vincere, nel 1986, la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile al Festival del Cinema di Venezia.

In questo libro vengono raccontati gli aspetti più intimi e nascosti dell’attore, da parte della vedova, cantante e arteterapeuta, esperta in musicoterapia e docente presso il Laboratorio di Arti Sceniche di Roma.

Quasi tre colloqui al giorno con lo psicologo allo “spazio giovani” del consultorio

I dati del servizio rivolto a ragazzi dai 14 ai 20 anni. In questi giorni l’inaugurazione dei quadri del liceo artistico

Foto Da Inviare

È stata inaugurata in questi giorni a Ravenna la sala d’attesa dello “spazio giovani” del consultorio familiare di via Pola, arricchita dai dipinti realizzati dai ragazzi del liceo artistico durante l’anno scolastico 2022-2023.  L’idea è nata dalle ostetriche del consultorio, Donatella Rebecchi e Stefania Frezza, che volendo rendere gli ambienti dello “spazio giovani” più accoglienti hanno pensato che affidare questo compito ai ragazzi stessi, avrebbe reso la realizzazione più autentica ed originale.

La collaborazione, iniziata dopo il lockdown, ha visto il susseguirsi di diversi momenti. Il primo di questi si è concretizzato in una serie di incontri svolti dalla dottoressa Sara Zagonari e dalla psicologa Francesca Nasuelli con la classe, con l’intento di trasmettere ai ragazzi lo “spirito” dello spazio, che vuole essere un “ambiente accogliente, non giudicante, dedicato ai ragazzi”.

Aperto durante i pomeriggi del mercoledì e del giovedì dalle 14 alle 18, lo “spazio giovani” è dedicato ai ragazzi dai 14 anni fino al compimento del 20esimo anno di età. L’accesso è libero, senza necessità di appuntamento o di impegnativa medica. I ragazzi possono accedere anche se minorenni, senza essere accompagnati dai genitori. Lo spazio – sottolineano dall’Ausl – «è caratterizzato da accoglienza, riservatezza e competenza».

L’equipe è composta da ostetriche, ginecologi, psicologi e andrologi.

Durante l’anno 2022 sono stati presi in carico 347 nuovi ragazzi/e; nel complesso sono stati effettuati 1.086 colloqui dell’ostetrica, 844 visite ginecologiche, circa 800 colloqui con lo psicologo e circa 90 visite andrologiche.

All’attività ambulatoriale si aggiunge quella che effettuano gli operatori, in particolare ostetriche e psicologi, di educazione alla affettività e sessualità nelle scuole di diverso ordine e grado.

Nel corso di quest’anno, in aggiunta alla pagina Facebook, è stata attivata anche una pagina Instagram pere essere più “vicini” ai ragazzi.

John De Leo nella “sua” Lugo con la Grande Abarasse Orchestra

Il 15 dicembre per il festival Rossini Open con un’anteprima assoluta

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John De Leo

Giunge al suo quattordicesimo e penultimo appuntamento il festival “Rossini Open” venerdì 15 dicembre alle ore 20.30 nel Teatro di San Lorenzo, in via dei Bartolotti 9 a San Lorenzo di Lugo, con la partecipazione del cantante e compositore lughese John De Leo e della sua Grande Abarasse Orchestra.

In programma,una intensa serata-antologia di brani tratti dalle sue ultime produzioni discografiche e alcune importanti novità, sempre in bilico fra canzone e sperimentazione, tra acustico ed elettronico, fra folklore e musica colta. Fra gli inediti è annunciata un’autentica chicca in anteprima assoluta per il “Rossini Open”: una rivisitazione del I Movimento di Sonatine Op. 40 di Maurice Ravel, arrangiata e diretta da Guido Facchini, altro lughese doc, collaboratore storico del cantante.

Un repertorio molto speciale, quindi, che metterà in rilievo le straordinarie qualità vocali di John De Leo, cantante cofondatore e front man del gruppo Quintorigo dal 1992 al 2004; da anni impegnato in un percorso personale che lo pone tra i più interessanti protagonisti della canzone di ricerca nel rock contemporaneo, oggi vanta molteplici collaborazioni con artisti del jazz e del pop, fra i quali ricordiamo Rita Marcotulli, Danilo Rea, Stefano Bollani, Ambrogio Sparagna, Paolo Fresu, Franco Battiato, Carmen Consoli, Uri Caine.

Ecco la formazione completa della Grande Abarasse Orchestra impegnata il 15 dicembre a Lugo: John De Leo (voce, live looping sampler, laringofono, giocattoli), Silvia Valtieri (pianoforte, fisarmonica, percussioni giocattolo), Fabrizio Tarroni (chitarra semi acustica), Franco Naddei (chitarra elettrica, live electronics), Federica Vignoni e Massimiliano Canneto (violino), Paolo Baldani (violoncello), Giulia Barba e Francesco Socal (clarinetto basso e sax baritono).

Anche Daniela Pes tra gli ospiti della kermesse musicale “Passatelli in Bronson”

Torna per il 13esimo anno il progetto in collaborazione con Rumore dedicato ad artisti emergenti italiani. Attesa la vincitrice del Tenco

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Daniela Pes

Bronson Produzioni e Rumore uniscono le forze anche in questo nuovo periodo pre-natalizio per la composizione del programma della storica rassegna Passatelli in Bronson, quest’anno alla tredicesima edizione. Programma che si dipanerà allora al Bronson Club tra le due serate di Futura Rumore (15 e 16 dicembre, ingresso 15 euro) e la domenica (ingresso gratuito) dedicata invece a La Zona D’Ombra, il progetto di scouting, tutoraggio e produzione musicale dell’Associazione Culturale Bronson – vincitore del bando Legge Musica della Regione Emilia-Romagna – dal quale è nata una Call for artists che ha portato Bronson Produzioni a selezionare quest’anno sei artisti.

Venerdì 15 e sabato 16 dicembre (dalle ore 20.30) sul palco del Bronson ci saranno artisti, artiste e band che sulle pagine o sul sito di Rumore sono già passati e hanno trovato ampio spazio, e oggi rappresentano una selezione dei nomi più interessanti del panorama indipendente italiano: Daniela Pes, musicista sarda che con il suo album d’esordio Spira (prodotto da Iosonouncane) ha vinto la Targa Tenco 2023 come Miglior Opera Prima; poi la bresciana Miglio, vincitrice di Musica da bere 2022; il duo elettropop Trust The Mask, che nel 2021 hanno vinto il 1° premio come miglior band al contest Hybrid Music del Comune di Venezia; i toscani Flame Parade, che presentano il nuovo album Cannibal Dreams; l’emiliano Ibisco, anche lui con il nuovo album in rampa di lancio, Languore; Visconti, che presenta i brani graffianti del suo ultimo album, DPCM; il polistrumentista e cantante friulano Alex Fernet, anch’egli forte del nuovo lavoro sulla lunga distanza, Lucidanotte (Costello’s Records); infine gli Anna Ox, il cui ultimo Lana è stato definito dalla band stessa un “disco tropicale”.

A questi si affiancheranno domenica 17 (dalle ore 15) gli artisti del programma “vetrina” La Zona D’Ombra, ossia Tucci (Palermo), June (Faenza), Unbosco (Romagna), Citrus Citrus (Padova), Krone (Forlì) e Slow Rush (Vicenza).

Tutte le sere dj set e come di consueto al festival sarà attiva la cucina con i Passatelli della tradizione.

Info: bronsonproduzioni.com.

 

Ex Farmografica: «Gli austriaci non impediscano il proseguimento dell’attività»

Nuovo presidio di lavoratori e sindacati per salvare lo stabilimento cervese. L’interesse del gruppo Focaccia

Lavoratori Farmografica Cervia Sindacati

«Sono calati su Cervia, gli austriaci di Mayr-Melnhof. Hanno profittato dell’alluvione per chiudere l’ex Farmografica. Chiaro il desiderio di far profitto, ma non scapperanno all’estero lasciandosi alle spalle macerie e rovine. Agevolino ogni soluzione o dovranno prepararsi a scoprire il piacere della vergogna». Netto il commento di Saverio Monno, segretario generale Slc Cgil Ravenna, e Ryan Paganelli, segretario Uilcom Uil Ravenna alla vigilia del nuovo incontro tra sindacati, istituzioni e azienda, in programma oggi (14 dicembre) in prefettura a Ravenna, nel giorno che sancisce l’ufficializzazione dell’interesse del gruppo Focaccia a rilevare lo storico stabilimento cervese attivo in città sin dagli anni ’70 nel settore del packaging farmaceutico.

«Per questo saremo in presidio a Ravenna, in piazza XX settembre, dalle ore 12,30 – proseguono Monno e Paganelli – per questo a seguire saremo in Prefettura, per sollecitare una soluzione che faccia salvi gli attuali livelli occupazionali e il tessuto economico cittadino. Per denunciare la gravità di una situazione che non rappresenta solo un attacco alle lavoratrici ed ai lavoratori, ma a una intera comunità cittadina: un attacco a Cervia e ai cervesi. Se la multinazionale austriaca Mayr-Melnhof, attraverso la controllata MM Packaging Italy, ritiene di scappare all’estero, lo faccia. Ha chiarito l’azienda che non tornerà sui suoi passi, che lo stabilimento cervese rappresenterebbe una iattura per il marchio austriaco, un investimento a perdere. Non impediscano però il proseguimento dell’attività di impresa, perché dovrebbero essere grati a chiunque ritenga di intervenire per rilevare l’attività esonerando Vienna da costi ritenuti insostenibili. Oppure temono una concorrenza?».

 

«In Italia dopo la prigionia in Libia, salvato a Lampedusa, in 21 sono morti»

La storia del nuovo attaccante del Ravenna, Cherif Diallo. «Ho vissuto la sofferenza, la fame: ci ripenso prima di ogni partita»

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26/11/23 Caravaggio vs Clivense Ph Renzo Udali

Ha una storia di vita terribile alle spalle il nuovo attaccante del Ravenna Fc, Cherif Diallo, nato in Liberia nel 1997 e appena arrivato dalla Clivense per dare il proprio contributo alla causa giallorossa e difendere il primo posto in classifica nel girone D del campionato di calcio di serie D.

In un’intervista rilasciata la scorsa stagione ai microfoni di Amaranto Magazine, poco dopo il suo arrivo all’Arezzo, Diallo ha raccontato la sua storia a cuore aperto. Cresciuto a Monrovia, fin da piccolo aveva la passione per il calcio, «ma giocavo scalzo, senza pallone, usando della plastica. Ho vissuto la sofferenza, la fame: oggi ci ripenso prima di ogni partita per andare ancora più forte».

Diallo ha infatti vissuto «quello che noi chiamiamo il “viaggio dell’inferno” per arrivare in Italia». Dalla Liberia si è messo in viaggio attraversando tra gli altri Mali, Niger, Algeria, dove è stato quasi un anno lavorando come muratore e contadino per racimolare i soldi per continuare il viaggio. Poi l’arrivo in Libia e i vari tentativi di attraversare il mare verso il nostro Paese. Al terzo, però, l’arresto. In quella che lui chiama «prigione» c’è stato alcuni mesi, fino a quando un libico non lo ha assunto per alcuni lavoretti. «Ho avuto molta paura, ho pensato che piuttosto che farmi di nuovo catturare mi sarei buttato in mare…». Non ce n’è stato bisogno, però. «Sono stato fortunato, siamo arrivati a Lampedusa, salvati da una Ong, ma ho visto morire 21 persone che erano con me. Non lo dimenticherò mai».

Una volta in Italia, «ho avuto bisogno di tempo per sistemare la testa, per dimenticare quegli orrori. Mi ha salvato l’amore», una ragazza italiana, che è diventata anche la sua «mental coach», scherza Diallo. E poi il pallone, con il sogno di diventare professionista. Al momento può festeggiare le convocazioni nella Nazionale del suo Paese, in attesa magari di conquistare i professionisti con il Ravenna…

In auto aveva un manganello, due coltelli un tirapugni e una pistola: denunciato

L’uomo, con precedenti specifici, era stato fermato per un controllo

Foto Armi GdFNell’auto aveva un manganello, un tirapugni in acciaio, due coltelli da cucina lunghi 19 e 23 centimentri e una pistola “scacciacani”, a cui era stato rimosso il tappo rosso e con il caricatore inserito (con tre cartucce).

L’uomo – un cittadino italiano con precedenti specifici – è stato denunciato per porto abusivo d’armi. Tutto il materiale ritrovato è stato sequestrato dalla finanza, che aveva firmato l’uomo nel corso di un controllo nel Ravennate.

Insospettiti dall’atteggiamento tenuto dall’uomo, e verificato a terminale la presenza di precedenti, i finanzieri hanno deciso di perquisire l’automezzo su cui stava viaggiando.

In scadenza la concessione dello stadio, il Comune valuta se ritoccare il contributo

Dall’ultimo rinnovo del contratto il Ravenna Fc riceve 106.500 euro ogni anno per le manutenzioni e paga un canone di 10.200 euro

Di MarcoLo stadio Bruno Benelli di Ravenna è di proprietà del Comune che l’ha assegnato in concessione al Ravenna Fc la prima volta nel 2013. L’ultimo rinnovo del 2021, seguito a quello del 2018, arriverà a scadenza il prossimo 31 dicembre. «Come nella maggior parte dei Comuni la procedura prevede una assegnazione diretta – dice l’assessore allo Sport, Giacomo Costantini –, tramite delibera del consiglio comunale. I nostri uffici stanno lavorando per il rinnovo e prima di presentare gli atti al consiglio non mi sembra corretto dare dettagli».

Il riferimento è ai contorni economici del contratto. Finora ogni anno il club ha pagato all’amministrazione pubblica un canone di 10.200 euro e ricevuto un contributo come parziale rimborso delle spese di gestione definite da un piano dettagliato. La concessione in scadenza prevede che il contributo annuale sia di 106.500 euro. Erano 75mila euro nel 2013. In totale dal 2012 il Ravenna Fc ha ricevuto circa 900mila euro dal Comune. Al Ravenna Fc vanno inoltre anche i proventi dalla concessione di spazi per antenne telefoniche.

La concessione comunale assegna al Ravenna un elenco dettagliato di compiti: tutta la manutenzione ordinaria (con cadenze stabilite per tutto, ad esempio per tinteggiature e stucchi), la pulizia (specificando la frequenza con cui vanno lavati i pavimenti e le finestre), il mantenimento del manto erboso da gioco, lo sfalcio delle aiuole, la gestione degli accessi, la guardiania e la vigilanza, la raccolta e smaltimento dei rifiuti e tanti altri interventi.

Entro il 31 marzo di ogni anno il Ravenna Fc deve inviare all’ufficio Sport del Comune un rendiconto delle mansioni svolte. «Viene recapitato sotto forma di conto economico legato al mantenimento dello stadio con evidenziate le diverse tipologie di costo – spiega Costantini –. Allegate ci sono le fatture e le manutenzioni fatte asseverate da tecnici».

Ravenna&Dintorni ha potuto visionare il rendiconto relativo alla gestione 2021. Un foglio A4 su carta intestata del Ravenna Football Club firmato dal presidente Alessandro Brunelli e inviato al dirigente comunale Stefano Savini. Un elenco di voci di uscita senza riferimenti a ulteriore documentazione a supporto, ma non è escluso che questa possa effettivamente essere stata recapitata allegata a parte o con altre comunicazioni.

Il totale delle uscite viene quantificato in 153mila euro. Le principali voci: 55mila euro per “Gestione emergenza Covid”, 44mila per “Manutenzioni”, 20mila per “sanificazione/pulizie”. Tra le spese figurano anche 1.513,54 euro indicati come “Utenze” senza maggiori dettagli. Una cifra piuttosto bassa se dovesse indicare le utenze di tutto lo stadio. Un numero che forse poteva far emergere l’anomalia delle bollette non pagate.

Lo stadio di calcio della città di Ravenna è di proprietà del Comune, è stato inaugurato nel 1966 e dal 1970 è intitolato a Bruno Benelli, il sindaco dal 1963 al 1967 durante il cui mandato l’impianto fu costruito. Il complesso – che oggi comprende anche il piccolo campo sportivo per il riscaldamento pre-gara e una palazzina con spogliatoi, sala stampa, magazzini e uffici – occupa un’area di 32mila metri quadrati. La costruzione iniziò nell’agosto del 1958 con un importo di 133 milioni di lire erogato dall’Istituto per il Credito Sportivo per il primo stralcio a cui ne seguirono altri. Inizialmente poteva contenere cinquemila persone. L’ampliamento della capienza venne con la conquista della prima serie B (1993). L’impianto avrebbe oggi una potenzialità di 12mila posti ma da anni ormai è omologato solo per cinquemila.

Muore a 75 anni nel cantiere del pronto soccorso di Argenta

La vittima è un uomo di Conselice. L’ingresso era momentaneamente inaccessibile per i lavori in corso

Ospedale Argenta
L’ospedale di Argenta

Un 75enne di Conselice, Giancarlo Caranti, è morto martedì mattina nella zona di cantiere allestito all’ospedale di Argenta. Lo hanno trovato gli operai impegnati nei lavori, che hanno poi chiamato i soccorsi, inutilmente.

Come scrive La Nuova Ferrara, l’anziano ha parcheggiato in uno dei tre stalli per disabili che si trovano davanti all’ingresso principale, dirigendosi poi a piedi verso la rampa di accesso al Pronto Soccorso, momentaneamente inaccessibile per via del cantiere, come segnalato.

«A quanto emerge dai primi accertamenti – è una dichiarazione dell’Ausl riportata dallo stesso quotidiano ferrarese – la persona potrebbe essere caduta e poi essersi sentita male dopo essere entrata nell’area di cantiere, che era segnalata. Dopo il ritrovamento gli sono stati somministrati i soccorsi del caso ma purtroppo le condizioni erano già molto gravi e l’uomo è deceduto per arresto cardiaco». Le cause che hanno reso possibile l’accesso all’area cantierata di una persona non addetta ai lavori, «sono attualmente al vaglio. Il cantiere è stato formalmente consegnato, con verbale di consegna, alla ditta aggiudicataria dei lavori, in data 4 dicembre 2023».

Sul corpo dell’uomo è stata disposta l’autopsia, mentre è stata avviata un’indagine interna all’Ausl per capire come mai l’uomo si trovasse in quella zona.

Il pollo Romagnolo diventa il 19esimo presidio Slow Food in regione

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Gli allevatori professionali che aderiscono al Presidio Slow Food sono tre, a cui si aggiungono gli allevatori amatoriali di pollo Romagnolo membri dell’Associazione razze e varietà autoctone romagnole (Arvar). Uno di loro è Davide Montanari, referente dei produttori del Presidio: «Da quasi vent’anni gestisco un piccolo allevamento in cui mi occupo della selezione degli animali destinati a essere i nuovi riproduttori, così da incrementare il patrimonio zootecnico» spiega. Tutti i suoi animali, naturalmente, crescono all’aperto, perché il Romagnolo si esprime al meglio se dispone di ampi spazi erbosi per il pascolo.

«Questo Presidio Slow Food ha un che di sentimentale – aggiunge Cortesi – e lo riteniamo importante perché è un esempio di allevamento virtuoso: esortiamo spesso a mangiare meno carne e a mangiarla di qualità, e questo vale anche per il settore avicolo. Quando sento dire indiscriminatamente che il pollo “è sano”, faccio presente che negli allevamenti industriali spesso vengono somministrati antibiotici agli animali e il benessere si misura esclusivamente nel numero di animali per metro quadro. C’è pollo e pollo, insomma, e dobbiamo educarci alla scelta».

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Lugo celebra il titolo di “città” con nuovi stemmi araldici e un libro dedicato

Il percorso di rinnovo dei simboli comunali ha avuto inizio a marzo del 2022. Araldi e gonfalone verranno presentati alla cittadinanza sabato 16 dicembre alla Rocca

Stemma Comune Di Lugo

Il Comune di Lugo adotterà un nuovo stemma e un nuovo gonfalone riportanti gli ornamenti tipici dei Comuni che hanno ricevuto il titolo onorifico di “Città”. Il percorso di rinnovo dei simboli lughesi ha avuto inizio a marzo dello scorso anno e si è concluso con la decisione unanime da parte del consiglio comunale. Presentazione ufficiale dei nuovi emblemi araldici sabato 16 dicembre in mattinata nella sala Estense della Rocca, in un incontro aperto alla cittadinanza. Nella stessa occasione verrà presentato anche il libro “Storia di Lugo”, scritto da Leardo Mascanzoni, già disponibile in libreria dalla fine di novembre.

La mattinata prevede, dalle 9.30, l’intervento del prof. Enrico Angiolini, docente di archivistica, paleografia e diplomatica presso gli Archivi di Stato di Modena e di Parma e autore di numerose pubblicazioni a carattere storico-archivistico, che illustrerà al pubblico il risultato degli studi condotti partendo dal carteggio ottocentesco conservato presso l’Archivio Storico Comunale. Tali studi hanno consentito di ricostruire le vicende legate al ricevimento da parte della Città di Lugo del titolo di città nel 1817 da Papa Pio VII e il plurisecolare percorso evolutivo subito dagli emblemi cittadini dalle prime rappresentazioni grafiche a quelle attuali del recente statuto comunale.

A seguire, il prof. Leardo Mascanzoni, docente di Storia Medievale dell’Università di Bologna e autore di numerose pubblicazioni scientifiche, terrà una lectio magistralis a partire dal suo recentissimo libro “Storia di Lugo” edito da “Il Ponte Vecchio” di Cesena che conclude così la collana della casa editrice dedicata alla storia delle città romagnole.

Partito il cantiere per ricostruire via Fiumazzo: 150mila euro, due mesi di lavori

Il crollo dell’argine del Santerno a maggio 2023 aveva distrutto la strada provinciale 26

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L’ex mulino di San Lorenzo di Lugo distrutto dalla piena del fiume Santerno che ha rotto l’argine

Sono partiti oggi, 12 dicembre, i lavori per il rifacimento della strada provinciale 26 (via Fiumazzo) a Cà di Lugo, nel comune di Lugo, distrutta sette mesi fa dall’alluvione. Alle porte della piccola frazione aveva ceduto l’argine del fiume Santerno causando il crollo di una casa e la distruzione della strada.

L’intervento avrà un costo complessivo di 150.000 euro e il termine lavori è previsto entro 60 giorni. La Regione Emilia-Romagna ha posto il sedime della strada a servizio dell’intervento strutturale per il ripristino degli argini crollati del fiume Santerno. Con il termine dell’area di cantiere regionale, è stato possibile disporre l’inizio dei lavori di ricostruzione del tratto di strada. Parallelamente la Provincia di Ravenna sta eseguendo i lavori di ripristino lungo la strada provinciale 26, in località San Lorenzo.

«Dopo l’alluvione in pianura – dichiarano il presidente della Provincia Michele de Pascale e il consigliere delegato per le strade e la viabilità Nicola Pasi – è stata data priorità al ripristino degli argini distrutti. Il cantiere approntato dalla Regione a Cà di Lugo ha operato in questo senso su un tratto fluviale molto esteso. Per accelerare i lavori la Provincia di Ravenna ha convenuto di mettere a disposizione del cantiere un tratto della strada provinciale 26 che, ora che sono conclusi gli interventi sugli argini, procederemo speditamente a ripristinare. I lavori proseguiranno in coordinamento con il Comune di Lugo relativamente al raccordo con le strade comunali afferenti».

Sull’avvio del cantiere in via Fiumazzo la dichiarazione dell’assessora ai Lavori Pubblici Veronica Valmori: «Un cantiere veramente importante in uno dei punti di Lugo più feriti dall’alluvione. Ringraziamo la Provincia di Ravenna che ha avviato l’intervento appena ne ha avuto la possibilità al termine dei lavori dell’Agenzia Regionale della sicurezza territoriale e della Protezione Civile. La strada Fiumazzo è un’arteria fondamentale e come il suo ripristino. Il Comune di Lugo è coordinato con la Provincia per fornire il supporto necessario».

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