sabato
16 Maggio 2026

Al Bronson fa tappa il Biglia Grand Tour di Ater Fondazione

A Madonna dell’Albero i live di Lyl, Cemento Atlantico e Cous Cous a colazione

Lyl
Lyl

Al Bronson di Madonna dell’Albero arriva sabato 4 novembre (ore 21) il Biglia Grand Tour, sorta di mini-festival nato da Biglia – palchi in pista, ossia il circuito di Ater Fondazione dedicato alla musica dal vivo nato nel 2021. La tappa del Bronson vedrà protagonisti Cemento Atlantico, Cous Cous a Colazione e Lyl.

Tocca alla giovanissima musicista bolognese Lyl (nome d’arte di Elisabetta Galetti) aprire la serata con le sue sonorità in bilico fra cantautorato e blues, seguita dai Cous Cous a colazione, un progetto nuovo e fresco che fonde sonorità dance, pop ed elettroniche a influenze jazz e r’n’b. I loro brani sono arricchiti da elementi che traggono origini dal sound Mediterraneo e dall’Africa, grazie alle diverse provenienze culturali dei suoi componenti, in particolare della cantante Wilma Fatima Matsombe, di origine mozambicane.

A chiudere, Cemento Atlantico, primo progetto discografico del producer e dj romagnolo Alessandro “ToffoloMuzik” Zoffoli. Il suo album d’esordio, Rotte Interrotte, uscito nel 2021 per Bronson Recordings, nasce dall’esigenza di tradurre in musica le esperienze di viaggio vissute negli ultimi anni. Zoffoli è ora al lavoro sul nuovo album, che uscirà all’inizio del 2024.

Ingresso 8 euro, info: bronsonproduzioni.com.

Un passante trova una granata abbandonata in strada, recuperata dai carabinieri

L’ordigno risale probabilmente alla seconda guerra mondiale, gli artificieri l’hanno fatto brillare

I carabinieri recuperano una granata abbandonata in strada a Milano MarittimaUna granata verosimilmente risalente alla seconda guerra mondiale è stata ritrovata abbandonato in strada a Milano Marittima in via Puccini, angolo via Dante, nel pomeriggio di ieri, 2 novembre. A ritrovarla è stato un passante che ha chiamato i carabinieri della stazione locale.

Dopo aver messo la zona in sicurezza e allontanato i curiosi, è stata allertata una squadra di artificieri del comando provinciale carabinieri di Bologna che, nel giro di pochissimo tempo, è giunta sul posto e recuperato la bomba poi fatta brillare in un luogo sicuro lontano dall’abitato.

Riaprono le due strade chiuse, la frana di San Cassiano non registra movimenti

Le provinciali Casolana e Borello erano state chiuse a Casola e Castel Bolognese nella notte ma sono di nuovo percorribili. Resta monitorata la situazione

Casolana2Seppur intense, le piogge cadute sulla zona appenninica ravennate – in particolare le valli dei fiumi Santerno, Senio e Lamone – non hanno determinato particolari criticità e comunque quelle che si sono verificate sono state gestite e si sono risolte o sono in via di risoluzione. Lo rendono noto il presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, e il consigliere provinciale per le Strade, Nicola Pasi, facendo un punto della situazione alle 11 di oggi, 3 novembre.

A causa della parziale riapertura di una frana, nella notte è stata disposta la chiusura della strada provinciale 306 Casolana al km 23 a Casola Valsenio; la strada è stata subito rimessa in sicurezza e riaperta.

Casolana1Sono in corso le operazioni di pulizia del sottopasso della provinciale 47 Borello a Castel Bolognese, anch’esso chiuso durante la notte per ragioni di sicurezza; è prevista la riapertura in giornata.

Sulla frana di San Cassiano a Brisighella, costantemente monitorata, i sensori non hanno rilevato movimenti e la situazione al momento è sotto controllo.

Lungo le strade nelle zone colpite dal maltempo si riscontra diverso materiale residuo che verrà pulito in queste ore.

L’attenzione resta alta e costante anche alla luce delle condizioni di fragilità in cui l’intero territorio si trova a seguito dell’alluvione di maggio, restano attivi per il momento il Ccs e i Coc di tutti i comuni coinvolti. «Un pensiero di vicinanza alle popolazioni colpite in queste ore dall’ondata di maltempo in tutta Italia».

Sant’Agata attende la piena del Santerno: scuole chiuse. Sorvegliato anche il Senio

Sono cessate le piogge in collina e nei paesi di pianura si attende la discesa dell’onda

396831490 722298103259292 4771214766899057118 NSant’Agata attende la piena del fiume Santerno nella mattinata di oggi, 3 novembre, e il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole in via precauzionale trattandosi del passaggio della prima piena significativa dopo i lavori di ripristino agli argini del fiume crollati lo scorso maggio.

Nelle prime ore del mattino l’onda di piena ha interessato Imola e Mordano dove ci sono state esondazioni: a Imola si è allagata una parte dell’autodromo, a Mordano si è verificato un cedimento arginale con allagamenti ma si tratta di un’area golenale.

A Bagnara i livelli sono elevati ma sotto soglia 3. Nelle stesse ore il passaggio del Santerno interesserà le frazioni di Lugo. Coloro che abitano nelle zone sotto fiume sono stati avvisati di prestare la massima attenzione e, ove possibile, recarsi ai piani alti.

Il Senio in località Tebano sta diminuendo dall’alba ore e la diminuzione interessa quindi tutto il tratto del fiume a Castel Bolognese. Al Ponte del Castello il picco staziona in soglia 2 quindi sotto alla soglia critica. Rispetto ai livelli rilevati non pare preoccupante il passaggio della piena del Senio a Cotignola.

Non si segnalano al momento evoluzioni significative sul bacino del Lamone (Bagnacavallo) e del Sillaro (Conselice), mentre a Fusignano e Alfonsine le piene sono attese soltanto nel pomeriggio di venerdì 3 novembre, rimandando pertanto il monitoraggio alle prossime ore. A Massa Lombarda non si segnalano criticità.

Le piogge in collina sono quasi completamente cessate e si prevede un miglioramento delle condizioni meteo per le prossime ore che dovrebbero portare le piene ad esaurimento. A differenza di quanto vissuto lo scorso maggio, la portata d’acqua è di molto inferiore, si presume pertanto che il livello di allerta migliori progressivamente verso la pianura.

Rai Radio 3 a teatro per riaccendere la luce sull’alluvione

All’Alighieri artisti a confronto sul tema della “Radici”. Tra gli ospiti Gualtieri, Bergonzoni, Baliani, Sparagna…

Gualtieri
Mariangela Gualtieri

A sei mesi dal 16 maggio 2023, Rai Radio3 organizza una serata, martedì 7 novembre, in diretta dal Teatro Alighieri di Ravenna per riaccendere una luce sui territori gravemente colpiti dall’alluvione.

La serata avrà come protagonisti donne e uomini d’arte e di spettacolo che declineranno, ognuno con il proprio linguaggio, il tema delle “Radici”, intese sia come legame con la terra e con le origini, sia come elemento centrale del modello agricolo ed economico duramente colpito da quella tragedia.

A partire dalle ore 20 si alterneranno sul palco: Mariangela Gualtieri, Alessandro Bergonzoni, Matteo Cavezzali, Danilo Rossi con Margherita Spicci, Elena Bucci, il quartetto di Ambrogio Sparagna, Marco Baliani, Gabriele Mirabassi con Giancarlo Bianchetti.

“Radici” è un evento realizzato da Rai Radio3 in collaborazione con il Teatro Alighieri di Ravenna; l’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, prenotabili online sul sito www.teatroalighieri.org o direttamente alla biglietteria del Teatro (via Mariani 2 – tel. 0544 249244).

Casola: il Senio è 164 cm, sopra alla soglia rossa. Solarolo: allagamenti in strada

Aggiornamento alle 22 del 2 novembre: problemi alle fogne in alcuni punti del centro abitato solarolese. Lamone e Marzeno entro i limiti. L’indicazione delle autorità è di non avvicinarsi al corso d’acqua

397999134 733125872175814 3394456462656203810 NIl livello del fiume Senio a Casola Valsenio alle 22 del 2 novembre è arrivato a 164 cm, quindi sopra alla soglia di allerta rossa (e non 164 cm sopra alla soglia rossa come riportato in un primo momento per errore di cui ci scusiamo). Lo rende noto il sindaco di Castel Bolognese, Luca Della Godenza, dal suo profilo Facebook: «Il livello a Tebano vede un primo aumento a 1,8 metri che ci fa capire come occorra alzare la soglia di attenzione. Occorre quindi prestare la massima attenzione e non avvicinarsi al corso d’acqua». Al momento è la situazione più critica in provincia di Ravenna a causa delle piogge cadute sugli Appennini nel corso della giornata odierna, 2 novembre.

La Provincia ha disposto la chiusura della strada provinciale 306 Casolana al km 23 a Casola Valsenio e del sottopasso della provinciale 47 Borello a Castel Bolognese. Chiuso anche il sottopasso di via Canale a Castel Bolognese.

Le immagini che giungono da Palazzuolo sul Senio preoccupano chi vive a valle: la piena ha causato la rottura di un piccolo ponte pedonale.

In alcuni punti del centro abitato di Solarolo si stanno verificando piccoli allagamenti delle strade dovuti alle fogne che non scolano la pioggia. Molti residenti, ancora scossi per l’alluvione di maggio, hanno portato le vetture nelle zone più alte del paese in via precauzionale.

Il servizio Emilia-Romagna Meteo segnala che anche il fiume Santerno è sopra alla soglia rossa di allerta all’altezza di Firenzuola, piccolo comune in provincia di Firenze ma sul versante adriatico degli Appenini.

Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, attorno alle 23 ha dato un aggiornamento della situazione via Facebook: Lamone e Marzeno entro le soglie di allerta. «Tutte le energie sono concentrate sui territori collinari limitrofi, dove si sono verificate diverse criticità. Al momento preoccupa soprattutto il fiume Senio a Casola Valsenio».

Le scuole nel Faentino saranno aperte il 3 novembre: il sindaco ha smentito un falso messaggio rimbalzato in alcune chat Whatsapp.

Dal pomeriggio di oggi il Centro di coordinamento soccorsi (Ccs) è riunito per monitorare la situazione dell’allerta e delle piogge intense in provincia.

Un grattacielo al posto dell’ex discoteca Xenos: «Riqualificherà Marina di Ravenna»

Nuovo progetto per l’area abbandonata: una torre residenziale invece dell’hotel previsto inizialmente. Intervento da 20 milioni di euro. Ne parlano gli architetti a cui è stato commissionato un piano di fattibilità

Torre Ex Xenos Verticale

C’è un nuovo progetto per l’area dell’ex discoteca Xenos di Marina di Ravenna, in abbandono da vent’anni, di proprietà di Comway, società riconducibile al Gruppo Nettuno e all’imprenditore Paolo Conforti.

L’idea è di Nuovostudio, in collaborazione con Rossi&Zaganelli, entrambi studi di architettura di Ravenna. Ne abbiamo parlato con i progettisti Gianluca Bonini ed Emilio Rambelli (Nuovostudio), Maria Teresa Rossi e Lorenzo Zaganelli (Rossi e Zaganelli Architetti).

 

Come nasce questo progetto?
«Da troppo tempo quest’area nel cuore della località necessità di una risoluzione urbana che, secondo noi, deve necessariamente passare da un intervento architettonico di qualità. Un progetto capace di tenere in equilibrio gli interessi e le istanze imprenditoriali del privato, proprietario dell’area e sviluppatore di eventuali costruzioni, con quelle del pubblico, amministrazione comunale e comunità locale. E noi architetti pensiamo di essere i soggetti più adeguati a risolvere questo problema. Riportando al centro il ruolo del progetto e dell’architetto, che non si risolve solo nell’interpretare norme e regolamenti imposti dalla pubblica amministrazione o, d’altra parte, nell’assecondare passivamente i desiderata economici e commerciali del privato, ma essere soggetto culturalmente attivo in grado di indirizzare e interpretare il luogo in una giusta sintesi compositiva e sociale, per l’appunto, tra pubblico e privato». 

Perché avete scelto la soluzione della torre residenziale?
«La torre residenziale è una idea architettonica di grande fascino ed impatto formale, ma è anche l‘unica soluzione in questo momento che potrebbe sostenere l’investimento privato ed avere benefici e ricadute positive per tutta la località. Come insegnano i recenti esempi simili a Lignano Sabbiadoro e Iesolo che stanno vedendo la realizzazione di nuovi grattacieli residenziali a firma di grandi architetti internazionali quali Richard Maier e Carlos Ferrater. Non si capisce perché Marina di Ravenna non possa avere un suo, come si dice in gergo, landmark, il “simbolo” e la riconoscibilità di una dimensione urbana e architettonica identitaria».  

Chi sono i vostri committenti?
«Un paio di importanti investitori – che in questa fase preferiscono rimanere anonimi – che ci hanno chiesto un piano di fattibilità tecnico ed economico dell’opera, ma anche di “sondare” il pubblico (in tutti i sensi) e la località su un intervento che vede nella destinazione residenziale sviluppata in altezza, a tutt’oggi un indirizzo più praticabile di altri, quasi obbligato, per la riqualificazione dell’area». 

Ci descrivete il progetto, quali sono i tratti salienti e innovativi, e quale sarebbe il valore dell’investimento per i costruttori?
«Il progetto si sviluppa a partire da un’interpretazione dei dati dimensionali del permesso di costruire – anche più ridotti – del precedente progetto che prevedeva una torre alberghiera e servizi che la proprietà del lotto aveva perseguito, con una superfice complessiva di circa 5.400 mq e un’altezza di 54 metri. . Questo nuovo progetto si sostanzia invece in una torre di 16 livelli fuori terra di un’altezza massima di 50 metri e una superficie di circa 5mila metri quadrati, ma a destinazione residenziale con una piccola destinazione commerciale a piano terra che continua e conclude le attività esistenti del viale lungomare, con parcheggi a raso nella quantità necessaria alle residenze, accessibili dal retrostante viale Spalato. Il grattacielo residenziale è ipotizzato a pianta triangolare, forma che ci ha affascinato fin dall’inizio per motivi commerciali e compositivi. Questa disposizione strutturale ci ha permesso, oltre che di sfruttare meglio il lotto edificabile in pianta, anche di dare la possibilità di vista diretta al mare, mediante il posizionamento negli angoli dei terrazzi triangolari su cui si affaccia l’alloggio, di tutti e tre gli appartamenti del piano. Strutturalmente, l’edificio offrirà tutte le migliori tecnologie per renderlo un manufatto all’avanguardia dal punto di vista tecnico e della sostenibilità ambientale ed energetica, senza cadere però in sperimentalismi o tecnologie poco collaudate, nel senso che il progetto dovrà essere il giusto mix di innovazione, qualità dei materiali ma anche di sicurezza e agevole manutenzione nel tempo. Per quanto riguarda l’ammontare dell’investimento complessivo parliamo di una cifra intorno ai 20 milioni di euro». 

Secondo voi quali ricadute e quali benefici ne potrebbe trarre Marina di Ravenna?
«Intanto dal punto di vista amministrativo pensiamo che una parte degli oneri urbanistici – o anche tutti – che un’opera come questa genererà potrebbe essere reinvestita proprio nella località. Ma ci spingiamo anche ad ipotizzare qualche intervento urbano di valorizzazione, di compensazione, che lo sviluppatore dell’opera in accordo con l’amministrazione potrebbe fare in più a favore della località. Interventi che devono sempre rientrare nel segno del dialogo e della collaborazione fra pubblico e privato, nel rispetto del giusto rientro degli investimenti del privato, ma il tutto in una logica generale di equilibrio economico, ambientale, sociale, energetico e, non da ultimo, estetico. D’altra parte, pensiamo che un manufatto di tale evidenza e qualità architettonica non possa non riqualificare, comunque per sua sola presenza ed immagine, l’intera località». 

Avete già parlato e condiviso il progetto con l’amministrazione comunale?
«In maniera indiretta, nel senso che abbiamo informato gli uffici competenti che ci stavamo occupando di questa area, che stavamo facendo uno studio preliminare, e che appena lo avevamo impostato lo avremmo esposto come idea di massima. Diciamo che questa proposta, di cui come progettisti ci assumiamo la responsabilità di pianificazione “sociale” nei confronti della collettività, ha anche lo scopo di “sondare” e verificare come l’opinione pubblica e la comunità locale potrebbe valutare un progetto così ambizioso, e se viene condiviso o meno. Dopo di che, in chiave “democratica”, se la proposta piace e viene considerata positiva dai più avvieremo un confronto concreto tra privato e pubblico al fine di capire se ci sono le condizioni per avviare un progetto che deve generare opportunità per entrambi. Può sembrare un percorso al contrario, ma in realtà anche le migliori intenzioni del privato da una parte e del pubblico dall’altra, se non vengono condivise dalla maggioranza della comunità su cui insistono, oggi sono destinate a naufragare. E con questa iniziativa vogliamo – speriamo – dare alla stessa amministrazione gli elementi di interesse e di consenso sociale, sufficienti a sostenere il progetto». 

L’attuale proprietà dell’area cosa ne pensa?
«Stesso discorso… Anche per loro vale il concetto di “verifica” pubblica preliminare del progetto. Se poi questa non porterà ad un giudizio favorevole della località, o in generale della pubblica opinione, la cosa si fermerà li, e sarà stato solo un esercizio di stile, una potenzialità inespressa. Dopo di che però – ci si permetta la considerazione – la comunità locale non si può più stupire o lamentare dell’immobilismo del privato e dell’amministrazione, poiché è molto probabile che l’area rimarrà cosi come è abbandonata chissà per quanti altri anni…».

Un supporto (anche legale) per chi è discriminato: «45 richieste in pochi mesi»

Primi bilanci per il centro dedicato alla comunità Lgbti+ aperto in marzo a Ravenna. Al via una campagna di comunicazione

CAD lgbti+

È attivo a pieno regime dallo scorso marzo il Centro Antidiscriminazioni Lgbti+ di Ravenna, nato da un’idea di Arcigay e realizzato con il sostegno di Unrar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Si tratta di uno sportello di ascolto e prima accoglienza per persone gay, lesbiche, bisessuali, trans, non binarie, intersessuali, asessuali e le loro famiglie, coprendo l’intero territorio romagnolo. 

In questi mesi si sono rivolte allo sportello gratuito di via Berlinguer 7 quarantacinque persone, per la maggior parte cittadini ravennati. Dopo un primo colloquio conoscitivo, dove vengono messe in risalto problematiche e necessità dell’assistito, il centro è in grado di offrire alle vittime di discriminazione una serie di consulenze psicologiche gratuite, in grado di stabilire l’eventuale necessità di un percorso più duraturo e approfondito e un aiuto legale stragiudiziale, anch’esso gratuito. 

La maggior parte delle persone richiedenti aiuto, secondo i dati forniti dal centro, ha un’età compresa tra i 40 e i 60 anni, e si è rivolta allo sportello per casistiche che vanno dall’aggressione omofoba alla ricerca di informazioni sulla transizione di genere, passando per l’elaborazione del coming out o il desiderio di socializzazione in ambienti sicuri: «Sebbene ci capiti di lavorare anche con giovani e adolescenti, le cui storie vengono spesso segnalate dai loro insegnanti, le nuove generazioni si mostrano più aperte nei confronti delle diversità e della sessualità. Molti dei nostri assistiti di età più avanzata invece ci dicono che avrebbero desiderato una realtà come la nostra ai tempi della loro gioventù», racconta Ciro Di Maio, coordinatore del Centro e presidente di Arcigay Ravenna. 

La richiesta principale rivolta in questi mesi però riguarda la formazione. Sono già stati organizzati 6 corsi tra Ravenna e Rimini rivolti a 75 persone tra operatori socio-sanitari, docenti, operatrici dei centri anti violenza e professionisti della comunicazione come giornalisti o social media manager. Oltre agli eventi formativi, sono stati organizzati eventi pubblici divulgativi, al fine di sensibilizzare i cittadini su tematiche come il femminismo, l’omosessualità e l’accettazione di genere, in occasione di giornate come il Coming Out Day o la Giornata mondiale della Visibilità Lesbica. «A questo tipo di incontri partecipano molti famigliari di membri della comunità Lgbti – spiega Di Maio – si tratta spesso di un primo passo per imparare a conoscere e capire i propri figli o cari e le loro necessità».

Tra i progetti futuri, anche l’apertura di uno sportello al polo universitario ravennate, fortemente richiesto anche dagli studenti stranieri (il progetto è stato presentato durante la presentazione del nuovo anno del corso di International Coopertaion and Human Rights), e la volontà di allestire spazi e momenti sicuri per la socializzazione, come serate e aperitivi in un ambiente aperto e tollerante, in grado di coinvolgere e unire persone nuove, con bagni di genere neutrale che non costringano a coming out forzati. «Allestire questo tipo di eventi nella città di Ravenna non è facile – continua il coordinatore – la maggior parte degli imprenditori si mostra reticente verso l’iniziativa, spingendo anche i membri della comunità più attive a preferire cittadine limitrofe per l’organizzazione e la partecipazione a serate lgbti+ friendly». 

In uscita prossimamente anche un podcast, Queer family (omaggio a Michela Murgia) realizzato con il supporto di Unrar, dove in tre puntate verranno affrontati i temi del coming out, dell’affermazione di genere e della non monogamia etica, dando spazio alle storie e alle voci di persone completamente diverse tra loro, racchiudendo in ogni puntata più sfaccettature di un solo tema. 

Sempre grazie a Unrar è stata lanciata la campagna di comunicazione social e cartacea dove lo slogan di promozione turistica comunale “Io vado a Ravenna” diventa l’ispirazione per il motto “Io vado al Centro Antidiscriminzione Lgbti+”, in una serie di comunicazioni che mette in risalto alcune delle criticità più diffuse nella società come omo-transfobia, misgendering, intolleranza religiosa, incertezza e mancanza dei diritti per le famiglie omogenitoriali.

In arrivo l’aggiudicazione dei lavori da 60 milioni per le casse del Fosso Vecchio

Il progetto prevede il miglioramento della pratica irrigua del comparto Villa Prati-Boncellino

Per il mese di novembre è prevista l’aggiudicazione dei lavori per le casse di espansione del Fosso Vecchio e l’efficientamento della pratica irrigua nel comparto Villa Prati-Boncellino, nel comune di Bagnacavallo, per un importo complessivo di 60 milioni di euro. L’aggiornamento sulla tempistica è stato dato alla cittadinanza in occasione di un’assemblea pubblica lo scorso 23 ottobre a Villa Prati. Per il Comune erano presenti la sindaca Eleonora Proni e gli assessori Caterina Corzani, Francesco Ravagli e Alfeo Zanelli, per il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale Paola Silvagni, caposettore Progettazione e Alberto Zaffagnini dello stesso ufficio.

Caratteristiche e numeri del grande progetto sono stati illustrati da Silvagni: «I lavori, dell’importo complessivo di oltre 60 milioni e 137mila euro, sono finanziati per 37 milioni dal Pnrr, per circa 18 milioni e 695mila euro dal Foi, che copre il maggior costo dell’opera dovuto all’aumento dei prezzi, per un milione e 82mila euro circa dallo stesso Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale e per 3 milioni e 360mila euro dai privati beneficiari. Sono in corso le gare d’appalto e si prevede l’aggiudicazione dei lavori nel prossimo mese di novembre. L’appalto è suddiviso in tre lotti per permettere l’avanzamento dei cantieri in contemporanea e il rispetto delle tempistiche dettate dal Pnrr. Sono attualmente in corso la raccolta delle adesioni da parte delle aziende agricole che vorranno allacciarsi all’impianto e i sopralluoghi in campagna lungo i tracciati delle condotte propedeutici all’avvio dei cantieri».

«Si tratta di un progetto fondamentale per il territorio – ha sottolineato l’assessora all’Ambiente Caterina Corzani – che grazie ai fondi Pnrr e Foi (Fondo opere indifferibili) è ora possibile realizzare. Il progetto unisce diverse esigenze: la messa in sicurezza del territorio per quanto riguarda le piene del Fosso Vecchio in caso di pioggia, l’obiettivo ambientale di risparmiare quanto più possibile la risorsa idrica e garantirne la qualità e un approvvigionamento sicuro attraverso la distribuzione delle acque del Cer mediante reti tubate interrate con consegna dell’acqua irrigua in pressione fino a bordo d’azienda».

«Meno incidenti e meno vittime con le nuove strisce pedonali sulla San Vitale»

L’assessore alla Polizia locale cita i dati del 2023: quattro sinistri rispetto ai 16 del 2022 e ai 15 del 2021 e azzerati gli investimenti di pedoni

I nuovi attraversamenti pedonali sulla via San Vitale a Bagnacavallo hanno migliorato la sicurezza stradale per gli utenti. È una nota stampa divulgata dal Comune a sottolineare la circostanza a circa due anni dall’installazione dell’attraversamento pedonale semaforico nella zona delle scuole e a un anno dalla realizzazione di un analogo attraversamento di fronte alla stazione di Bagnacavallo. «Gli incidenti stradali si sono drasticamente ridotti. Quest’anno se ne sono infatti verificati quattro rispetto ai 16 del 2022 e ai 15 del 2021 e soprattutto si sono azzerati gli investimenti di pedoni, che negli anni precedenti la semaforizzazione avevano causato due vittime».

«La viabilità è una questione complessa – sottolinea l’assessore alla Polizia locale Alfeo Zanelli –, per questo abbiamo pensato ad alcune soluzioni tecnologiche quali gli attraversamenti pedonali semaforici che abbiamo realizzato e ad altre che verranno realizzate a tutela soprattutto dell’utenza debole e del percorso casa-scuola. Sappiamo che alcune criticità sono tuttavia difficilmente risolvibili nell’immediato, prima tra tutte il traffico pesante sulla direttrice che passa da via De Gasperi: qui servono opere molto impegnative sulle quali in futuro bisognerà misurarsi».

Ulteriori benefici alla viabilità e alla sicurezza arriveranno quando saranno terminate le grandi opere in corso, con la realizzazione del sottopasso di via Bagnoli e le nuove rotatorie, che porteranno anche alla riduzione del traffico di attraversamento della città.

Un mese di appuntamenti contro la violenza sulle donne: mostre, performance e cortei

La rassegna dedicata alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne giunge alla nona edizione: eventi dal 4 novembre al 3 dicembre, con il vernissage di una mostra sulla condizione delle madri durante la guerra visitabile fino al 21 dicembre

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, fissata per il 25 novembre, Ravenna propone anche quest’anno una rassegna giunta alla nona edizione e caratterizzata da un mese di eventi che partiranno dal 4 novembre e arriveranno al 3 dicembre, con l’inaugurazione di una mostra visitabile fino al 21 dicembre.

La rassegna è promossa dall’assessorato alle Politiche di genere del Comune di Ravenna in collaborazione con numerose associazioni che hanno contribuito alla creazione del programma 2023.

Donne Violenza 25 Novembre

L’evento cardine si terrà sabato 25 novembre, con una manifestazione pubblica dal titolo “Uomini in scarpe rosse: contro la violenza sulle donne”: un corteo che partirà dai giardini Speyer alle 10.30 e sfilerà per il centro di Ravenna fermandosi davanti ad alcuni luoghi significativi della città per poter dare spazio a letture sul tema, raggiungendo piazza Unità d’Italia alle 11.30, dove si terrà una performance di teatro e danza. La rassegna di eventi prenderà però il via il 4 novembre, con la presentazione del libro, Gender libera tuttә di Camilla Vivian, alla sala Buzzi di viale Berlinguer 11. Il libro, raccoglie le testimonianze di 33 persone transgender, fornendo una visione approfondita delle loro vite e affrontando le questioni politiche e sociali che circondano la comunità trans.

Nei weekend successivi invece, la sala Spadolini della biblioteca Oriani ospiterà il seminario “La seduzione della violenza-uno sguardo (sul) maschile” (sabato 11 novembre) e il laboratorio “Svelare il patriarcato: una lotta per la sensibilizzazione e il cambiamento” (venerdì 17 novembre),  curato da Arcigay Ravenna e il Centro Antidiscriminazioni Lgbti+. Il giorno successivo (sabato 18 novembre) si terrà nella sala Muratori della Biblioteca Classense, si svolgerà, alle ore 16.30 la conferenza “Una ogni tre giorni. Il dominio e il linguaggio della violenza” e alle ore 21 l’evento “Il barattolo dei desideri”, al Circolo Arci di San Pietro in Trento, dove saranno presentati i corsi “Io mi sento” con letture e interventi musicali. L’evento verrà riproposto sabato 25 novembre alle 21 al circolo Arci Ammonite, e venerdì 1 dicembre alle 21.30 al Mama’s Club.

Domenica 19 novembre, nella sala Hof di Porto Fuori alle ore 15  verrà ripercorsa dalle ore  la storia dei primi trent’anni del centro antiviolenza per l’evento “D’amore non si muore”, con una proiezione del video del trentennale accompagnato da monologhi tratti da “Ferite a morte” di Serena Dandini. Giovedì 23 novembre, dalle 14.30, nella sala Spadolini della biblioteca Oriani sarà possibile partecipare al seminario “Femminismo e Centri antiviolenza”. Venerdì 24 novembre, dalle 9 alle 16.30 alla sala D’Attore in via Ponte Marino 2, si terrà un evento formativo su “La violenza di genere nelle relazioni d’intimità: prevenzione e azioni interforze di contrasto nella rete”, Lo stesso giorno, alle 17, nella sala Spadolini della biblioteca Oriani, si terrà il seminario “Supporto dei familiari e degli amici di chi subisce o fa violenza”, e alle 21, al Mama’s club, via San Mama 75, sarà messo in scena lo spettacolo “Farfalle bianche” di letture e danza.

Sabato 25 novembre invece, oltre al corteo mattutino,  si inaugurerà in piazzetta Serra il nuovo fiore nel monumento dedicato alle vittime di femminicidio e letture da “Un faro nelle notti buie” (ore 15.30). Alle 18.30 a palazzo Rasponi, nel salone delle Feste, verrà fatta una performance con la cantante Daniela Peroni e coro di azioni e letture di testi sul tema della violenza diretta e indiretta e del superamento del trauma. Le ragazze delle “magliette gialle” racconteranno la loro esperienza all’interno del laboratorio “Insieme contro la violenza”.

Giovedì 30 novembre alle 21, al teatro Sociale di Piangipane, si svolgerà l’evento “Donna, musica e bici”.

La rassegna si concluderà domenica 3 dicembre con l’inaugurazione della mostra Breaking free “Voci e storie dei bambini nati dalla guerra” che sarà visitabile fino al 21 dicembre nella sala espositiva di vicolo degli Ariani. La mostra si ispira alle storie di madri e dei loro figli nati durante la guerra, evidenziando le loro battaglie silenziose. Alle 16.30 nella sala Spadolini della biblioteca Oriani, si terrà un incontro con Ajna Jusić, presidente della associazione di Sarajevo “Forgotten children of war” con la cittadinanza e a seguire ci sarà una visita alla mostra.

«Anche per questa nona edizione – dichiara l’assessora alle Politiche e cultura di genere Federica Moschini – abbiamo previsto un ricco cartellone di eventi di diversa tipologia in vari luoghi della città, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di persone e promuovere la cultura del rispetto e dei diritti delle donne contro ogni tipo di discriminazione e violenza. Il tema necessita competenze trasversali e per questo sarà affrontato nelle sue infinite declinazioni che vanno dalla violenza fisica a quella psicologica ed economica, fino alla violenza sociale che causa l’isolamento della vittima e la violenza sessuale. Nell’arco del mese saranno quindi previsti incontri, seminari, conferenze, laboratori teatrali, musica, anche con il coinvolgimento delle scuole e dei giovani. Per questo voglio ringraziare tutte le associazioni e le realtà cittadine per il prezioso lavoro che svolgono quotidianamente in questo ambito».

Nel corso di questo mese di eventi si svolgeranno infatti anche diversi laboratori dedicati ai ragazzi delle scuole superiori e medie, al fine di sradicare la violenza contro le donne deve basarsi anzitutto sulla prevenzione delle cause del fenomeno e su una cultura del rispetto che investa sulle generazioni più giovani, attraverso l’educazione all’eguaglianza, al rispetto reciproco. Le immagini del poster e del pieghevole dell’evento sono state realizzate dagli studenti del liceo artistico Nervi-Severini.

Per essere sempre aggiornati su eventuali modifiche della programmazione è consigliabile consultare la pagina Facebook o Instagram “Rassegna contro la violenza sulle donne”, o la pagina tematica delle Politiche di genere del Comune di Ravenna.

La trattativa per il contratto integrativo spacca il fronte sindacale a Marcegaglia

Fiom e Usb contano in totale 7 delegati e attaccano Fim e Uilm che in totale arrivano a 10: «Dovrebbero interrogarsi su cosa sia un sindacato e di chi debba fare gli interessi»

Protesta Marcegaglia LavoratoriLe trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale (Cia) nello stabilimento Marcegaglia di Ravenna vanno avanti da cinque mesi e hanno spaccato il fronte sindacale. Una lettera aperta firmata da Usb e Fiom-Cgil critica Uilm e Fim-Cisl: «C’è chi ha delle responsabilità date dai numeri, ma che forse non è più rappresentativo dei lavoratori e dovrebbe interrogarsi su cosa sia un sindacato e di chi debba fare gli interessi. Forse nonostante la maggioranza, non sa più cosa sia la democrazia e come la si eserciti. Nel mentre il tempo passa ed i lavoratori Marcegaglia rimangono senza contratto». Nello stabilimento di via Baiona Fiom-Cgi e Uilm-Uil contano sei delegati ognuna, quattro per Fim-Cisl e uno per Usb Lavoro Privato.

Le problematiche sono emerse a luglio quando si era raggiunta una ipotesi di accordo unitaria sottoposta al referendum dei lavoratori che ha raggiunto il quorum e ha consegnato un giudizio negativo alle parti sindacali. «Fim e Uilm hanno deciso di far votare nuovamente pur con la contrarietà di Fiom e Usb che avevamo accettato il voto negativo. Il nuovo referendum ha conseguito un numero di votanti maggiore dando sempre un esito negativo».

Dopo una ulteriore tornata di incontri unitari, il 10 di ottobre nuovamente si spaccava il tavolo non solo nei confronti dell’azienda ma anche tra sindacati: «Fiom e Usb fermi sulle richieste fatte dai lavoratori di parti di salario certo, e Fim e Uilm che invece continuavano a stare al tavolo nonostante il diniego da parte della direzione aziendale Marcegaglia di trattare su quanto richiesto nel mandato». A quel punto Fiom e Usb hanno dichiarato uno sciopero «che è risultato tra i più partecipati degli ultimi quindici anni».

Nelle giornate del 23 e 25 ottobre Fim e Uilm si sono presentati ai lavoratori in assemblea proponendo una sorta di nuovo contratto: «Nelle assemblee non è stato spiegato se si trattasse di un accordo già siglato, di una ipotesi di accordo o altro. Fiom e Usb hanno chiesto tramite email chiarimenti ai protagonisti della trattativa senza aver ottenuto risposta. Come va letta tale ambiguità? Essendo i delegati di Fim e Uilm assieme maggioranza, hanno l’autorità della contrattazione ma avrebbero anche l’onere della chiarezza. Tramite il volantinaggio, le bacheche sindacali, il passaparola e ogni altro mezzo democratico previsto, informeremo i lavoratori di tale situazione per come proseguire la lotta per la conquista di un contratto dignitoso».

 

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi