domenica
17 Maggio 2026

Sbarcati 28 migranti al terminal crociere e portati al Cmp per le identificazioni

Il sindaco: «Saranno accolti in provincia di Ravenna e si uniranno ai richiedenti protezione internazionale già accolti nel nostro territorio». Quattro sbarchi in 9 mesi per un totale di 294 persone

382802559 868256841325025 8725378919451713148 NAlla stazione marittima di Porto Corsini si sono concluse a metà pomeriggio di oggi, 25 settembre, le operazioni di sbarco di 28 migranti (11 uomini, 9 donne e 8 minori accompagnati; 5 dalla Libia e il resto siriani) soccorsi dalla nave Life Support della ong Emergency nel mare Mediterraneo mentre erano su un gommone. Come previsto per via dell’arrivo di una nave da crociera, i profughi sono stati trasferiti al Cmp per le procedure di identificazione: saranno accolti in provincia di Ravenna e si uniranno ai richiedenti protezione internazionale già accolti nel nostro territorio.

«Queste persone sono arrivate qui con un viaggio in nave più lungo del previsto con tutti i rischi connessi – commenta il sindaco di Ravenna Michele de Pascale –. Come è successo le altre volte la nostra comunità è pronta ad accoglierle nel modo migliore possibile e con tutta l’umanità che serve, mettendo in campo l’opportuna risposta sanitaria, amministrativa e di controllo».

In totale, con questo attracco, sono 294 le persone arrivate a Ravenna tramite navi delle ong che le hanno recuperate in mare. Il primo attracco è avvenuto il 31 dicembre 2022. Il porto di Ravenna è stato scelto dalle autorità e assegnato alle navi.

Al Pavaglione di Lugo un weekend dedicato alle degustazioni di vino

Nuova manifestazione con circa 80 cantine, area food e masterclass

Conferenza Stampa

Dal 6 all’8 ottobre il Pavaglione di Lugo sarà lo scenario di Vén – Vignaioli e Terroir, una nuova manifestazione dedicata al settore vitivinicolo che si propone come un’occasione per degustare e apprezzare tra i più svariati vini di tutta Italia, per scoprire i territori da cui nascono, per conoscere i vignaioli e produttori e per imparare e condividere conoscenze con esperti del settore. Circa 80 le cantine presenti.

Durante Vén ci saranno quattro masterclass mirate, nel Salone Estense, tenute da relatori esperti, che condivideranno le loro conoscenze e esperienze, il 7 ottobre su Champagne e al Borgogna, l’8 Albana e Nebbiolo.

Il ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficenza all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna per sostenere la comunità che in questi mesi ha sofferto molto in seguito all’alluvione e altri eventi atmosferici estremi.

Non mancherà un’area food, che accompagnerà le degustazioni per tutta la durata della manifestazione.

Vén si svolgerà venerdì 6 e sabato 7 ottobre, dalle 18 alle 24. Domenica 8 l’orario si allunga dalle 14 alle 20. A organizzare l’evento un commerciante del Pavaglione, Giacomo Ghiselli, insieme a Matteo Sangiorgi Rossi.

Come evento collaterale l’Amministrazione Comunale propone, in collaborazione con La Corelli, lo spettacolo dedicato a Agostino Codazzi nel 230° anniversario della nascita del cittadino lughese, grande esploratore in Sud America e padre della cartografia in Colombia. Domenica 8 ottobre, alle 18, le Pescherie della Rocca diventeranno il palcoscenico per un reading teatrale dove andranno in scena le parole dell’illustre lughese. Ad accompagnare le sue parole, saranno le musiche scritte appositamente per questo spettacolo da Alicia Galli, fondendo quindi il passato con il contemporaneo. Voce narrante, testo e regia Marco Montanari.

Omicidio nel frutteto ancora irrisolto dopo un anno, vertice in procura con il Ris

Il reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Parma fa il punto della situazione con il pubblico ministero sulla morte del 49enne Felice Orlando a colpi di fucile. Negli ultimi 25 anni altri due delitti ancora senza colpevole in provincia

12È in programma per oggi, 25 settembre, un vertice in procura a Ravenna per fare il punto della situazione sull’omicidio di Felice Orlando avvenuto il 29 ottobre 2022 a Castel Bolognese. A distanza di quasi un anno il delitto è ancora irrisolto (due persone sono indagate): il corpo del 49enne, operaio per una ditta di smaltimento ferro, venne trovato in un frutteto in via Barisano a poca distanza da casa, ucciso da due colpi di fucile sparati a distanza ravvicinata. L’uomo era uscito per una battuta di caccia in compagnia del cane.

Il comando provinciale dei carabinieri di Ravenna fa sapere che il Ris dell’Arma di Parma, il reparto investigazioni scientifiche, sarà oggi nuovamente a Ravenna e assieme al nucleo investigativo avrà un confronto con Silvia Ziniti, la magistrata titolare del fascicolo di indagine.

Finora sono stati svolti diversi esami di laboratorio, eseguiti a seguito dei numerosi sopralluoghi di polizia scientifica, tra cui repertamenti di tracce biologiche, scansioni tridimensionali sul luogo dell’evento, estrazioni e profilazioni di dati genetici, perizie balistiche\fonometriche.

Quello di Orlando è l’ultimo degli omicidi senza colpevole in provincia di Ravenna (in totale 18 dal 1970 a oggi). Prima di Orlando, come noto, ci sono stati due delitti nel 2015. Il 30 dicembre il vigilante Salvatore Chianese prese una fucilata alla testa da dietro durante un controllo di routine alla cava Manzona di Savio. La procura di Ravenna sospetta Norbert Feher, detto “Igor il russo”. L’ambulante Mor Seye è morto a Casal Borsetti il 12 settembre: cinque colpi calibro 22 alla schiena mentre mangiava una pesca in spiaggia. A questi si può aggiungere un episodio del 2017: a settembre la 78enne Alma Matulli di Lugo stava passeggiando con la badante e venne scippata scippata, cadendo a terra colpì l’asfalto con la testa e dopo 4 mesi di ricovero morì in ospedale. Già celebrato un processo con un solo imputato, un 26enne tunisino, assolto. Gli altri casi sono antecedenti al 2000.

La protesta dei bagnini di Marina contro il Parco Marittimo: «Perso oltre il 30%»

Biazzi (Marisol): «La gente ha preferito cambiare località». Di Marco (Oasi): «Vorrei vendere lo stabilimento»

Stradelli Marina Di RavennaA Marina di Ravenna, anche se ormai a fine stagione, monta la protesta dei bagnini per il cosiddetto Parco Marittimo, la riqualificazione degli stradelli retrodunali che quest’anno ha rivoluzionato la sosta.

«Nessuno può sapere realmente se sono finite altrove, ma l’unica certezza è che tra Marina e Punta quest’anno non c’erano più 1.200 auto in spiaggia su cui potevamo contare gli anni scorsi. Che significa 2.400 auto in meno ogni weekend, almeno 4.800 persone, se ne consideriamo due per mezzo. Il calo del fatturato è una conseguenza, basta fare una moltiplicazione». A parlare è Claudio Biazzi, titolare del bagno Marisol di Marina, nella zona forse più “colpita” dalla novità, distante da entrambi i parcheggi scambiatori.

«Al momento noi siamo al -37 percento circa degli incassi dell’anno scorso. E, certo, l’alluvione ha pesato nei primi mesi, ma a Marina di Ravenna abbiamo subìto anche i danni del Parco Marittimo. Conosco tanti amici emiliani che hanno cambiato lido, perché era troppo complicato venire in spiaggia qui. O gente che ha smesso di venire per la pausa pranzo, per esempio. Senza poter parcheggiare vicino, per i ravennati, non era più conveniente. E per che cosa? Per una passerella in terra battuta e legno già lasciata all’incuria, una pineta inaccessibile, luci basse? Un progetto che non aggiunge nulla al valore della località, che peraltro non può neanche contare sui turisti degli hotel, essendocene molto pochi, ma che era perfetta per il “pendolarismo” locale».

Biazzi in maggio aveva raccolto l’adesione di decine di bagnini di Marina, con cui era pronto a scendere in piazza per protestare contro il progetto. Poi è arrivata l’alluvione e si è deciso di soprassedere. «Ma ora vogliamo capire dal Comune come si possono risolvere i problemi, altrimenti siamo pronti a protestare. Non lascerò che ci facciano fallire nell’indifferenza».+

Tra i critici c’è anche Marco Di Marco del bagno Oasi, che dichiara di aver perso anche lui almeno il 30 percento del fatturato questa estate e ammette desolato di aver perso le motivazioni. «Sto cercando di vendere, anche se è molto difficile a causa delle incertezze della Bolkestein. Potrei però lasciare la gestione: fare questo lavoro, soprattutto a Marina, è sempre più complicato».

Film in anteprima, sonorizzazioni dal vivo e proiezioni speciali al Soundscreen

Dal 25 settembre all’1 ottobre al Mariani di Ravenna la rassegna dedicata al rapporto tra immagini e musica

Rheingold Copia

Nuovo appuntamento in arrivo per Soundscreen Film Festival, tra le prime rassegne cinematografiche europee interamente dedicate al rapporto tra immagini in movimento e musica, che si svolgerà nella settimana da lunedì 25 settembre a domenica 1 ottobre in una nuova sede, sempre a Ravenna. Le proiezioni e gli eventi di questa VIII edizione avranno infatti luogo allo storico Cinema Mariani di via Ponte Marino.

Da sempre momento centrale della rassegna, il Concorso Internazionale per Lungometraggi (affiancato dal Concorso Internazionale per Cortometraggi che aprirà le giornate di festival alle 18 il 26 e 27 settembre) presenterà il meglio dalla recente produzione filmica mondiale a tema musicale. Sono otto le opere selezionate, tutte in anteprima. In particolare, per la prima volta in Europa saranno proiettate due opere che tra risa e lacrime sono anche una denuncia della vita sotto il regime islamico: Orbital di Maysam Hasanzadeh (venerdì 29 alle 20.30), su di un giovane musicista che si identifica con Freddie Mercury dei Queen, e A Criminal Film di Zahra Korehei (il 30 settembre alle 18), che racconta di un regista che tenta in tutti i modi di portare a termine il suo film; dagli Stati Uniti, invece, 9 Nights di Mostafa Ghorbanpour (il 28 settembre alle 22) è la versione cinematografica dell’opera teatrale di Mataei Visniec The Story of the Panda Bears Told a Saxophonist Who Has a Girlfriend in Frankfurt; Echoes of Silence del brasiliano André Luiz Oliveira (il 28 settembre dalle 18) è una storia di guarigione tramite lo studio della musica; dal Sud Africa un viaggio verso l’Io interiore a fianco dei discendenti di un antico popolo del deserto, Where the Wind Calls My Name, diretto da Engelbert Phiri e Zinzi Nkenene (il 26 settembre dalle 22). In anteprima italiana sono invece il greco sperimentale Improvisations In a Parallel Mode di Petros Kolotouros (il 25 settembre dalle 23), un haiku audiovisuale dedicato al paesaggio rurale greco; il suono del cambiamento climatico rimbomba nel documentario ceco Invisible Landscape di Ivo Bystrican (il 27 settembre dalle 22.30), infine I love you, I Swear di Marjan Gavrilovski dalla Macedonia è un’avventura on the road verso l’Albania.

I premi del Concorso Internazionale per Lungometraggi sono: Miglior Film, Miglior Regia, Premio Maurizio Principato per il Miglior Contributo Musicale. Il voto del pubblico decreterà il Miglior Cortometraggio in concorso.

Tra gli eventi paralleli, c’è la sezione Soundscreen.Er dedicata al cinema girato o prodotto nella regione Emilia-Romagna. Tra le proiezioni ci saranno due documentari: Cocoricò Tapes di Francesco Tavella (la storia del mitico locale di Riccione che ha segnato il mondo notturno italiano) e il 26 settembre dalle 20.30 After the Bridge di Davide Rizzo e Marzia Toscano (una madre fa i conti col passato dopo la morte del figlio, membro di un grupo jihadista), oltre a un film sperimetale, il pluripremiato (ben 123 riconoscimenti all’attivo) Santa Guerra di Samantha Casella (il 27 settembre dalle 20.30). In sala a presentare i loro film saranno presenti gli autori Francesco Tavella e Samantha Casella, e la produttrice Olga Torrico.

Gli Eventi Satellite del SoundScreen prevedono tre live score: il progetto emiliano-romagnolo Effetto Brama presenterà due performance, il 29 settembre dalle 22 un set in formazione duo (Giovanni Minguzzi e Simone Di Benedetto) dedicato a Dr. Jekyll and Mister Hyde di John S. Robertson e (in versione quintetto: Laura Agnusdei, Giovanni Minguzzi, Giulia Pastorino, Giulio Stermieri e Alessandro Turrini) Rapsodia del Magico e dell’Onirico (il 28 settembre dalle 20.30), una raccolta di cortometraggi d’archivio di inizio ‘900 sul tema del fantastico, in collaborazione con la Cineteca di Bologna; mentre gli eclettici polistrumentisti Bruno Dorella (OvO, Bachi di Pietra, Ronin) e Nicola Manzan (Bologna Violenta) portano al pubblico di Ravenna sabato 30 settembre dalle 22, in una produzione originale Soundscreen Film Festival, tutta la complessità e la potenza di un opera maestra come La Corazzata Potemkin di Sergej Ejzenstejn. Tutte le sonorizzazioni sono in collaborazione con Bronson Produzioni.

Tre sono le proiezioni speciali: il festival apre infatti nella serata del 25 settembre conl’ultimo film del pluripremiato regista di origini turche Fatih Akin, Rheingold, parabola esistenziale del gangsta-rapper Giwar Hajabi, in arte Xatar, e chiude la domenica successiva con la proiezione del documentario vincitore del Leone d’Oro a Venezia 2022, All the Beauty and the Bloodshed di Laura Poitras, un resoconto intimo ed emozionante di Nan Goldin una delle più influenti fotografe contemporanee e attivista di fama internazionale. Infine, non poteva mancare un sentito omaggio a una diva e musa affascinante, un archetipo di stile come Jane Birkin, scomparsa lo scorso 16 luglio, con il documentario (alle 18 di venerdì 29 settembre) Jane by Charlotte (2022) di Charlotte Gainsbourg, altro tassello del genere film girati da figli d’arte e dedicati agli illustri genitori, un’opera intima e personale, il ritratto di un’icona senza tempo.

IL PROGRAMMA COMPLETO È A QUESTO LINK

Tutti gli eventi e le proiezioni sono ad ingresso gratuito.

Artista, intellettuale, scrittore: alla Classense la “City” di Antonio Marchetti

Una bella ed elegante mostra personale (e retrospettiva, vista la sua scomparsa nel 2013), aperta a Ravenna fino al 30 settembre

Marchetti
“Fabbrica” (2006)

Una mostra a Ravenna con opere selezionate della sua ultima produzione e la presentazione di un voluminoso catalogo che ne illustra l’intero tragitto artistico e intellettuale: sono questi i due eventi che ricordano Antonio Marchetti (1952-2013) – artista, intellettuale, scrittore, docente, editore – e che cercano di ricomporre un tragitto di pensiero e di creatività complesso, geniale, esplosivo, curioso. Per chi non l’ha conosciuto sarà difficile comprendere a pieno la profondità e la coerenza intellettuale di Marchetti osservando la bella ed elegante mostra dal titolo City alla Manica Lunga della Classense.

Sarà altrettanto sfuggente la capacità di scavo, di intuizioni e folgoranti risultati che hanno nutrito la sua prolifica attività: è una manchevole circoscrizione anche per chi l’ha conosciuto con la sola eccezione di chi gli è stato prossimo e per lunghi anni, come alcuni amici e come Virginia Cardi, storica dell’arte e curatrice della mostra ravennate assieme a Umberto Palestini e Alberto Giorgio Cassani.

Antonio Marchetti
Ritratto di Antonio Marchetti

Per cui conviene prendere un sentiero perimetrale e di soglia, che lui avrebbe amato, per proiettare almeno l’ombra del percorso. A Pescara dove nasce, Antonio si forma presso la facoltà di Architettura avvicinandosi al pensiero di un maestro molto amato, Aldo Rossi. Sono gli anni ’70, contrassegnati da una grande passione politica e intellettuale, durante i quali impara quanto disegno, progetto e forma siano tre aspetti intrinsecamente collegati. Al tempo, la città abruzzese è anche meta non periferica di esperienze artistiche significative: numerose sono le gallerie storiche – De Domizio, Pieroni, Cesare Manzo – e gli artisti che qui lavorano, passano, lasciano il segno fra cui Beuys, Fabro, Kounellis, Kossuth, De Dominicis.

In questo contesto di frequentazioni, Antonio fa propria quella rosa di complementi che rendono l’arte tale per molti di quella generazione: la sincerità del lavoro, l’assenza di paura rispetto alla possibile inattualità del posizionamento, l’esercizio e l’onestà intellettuale, la diffidenza verso il mercato e i meccanismi sociali, il bisogno di confronto costante. Da qui a che la riflessione sia indistinguibile dalla vita e dalla rete arteriosa che alimenta l’arte, il passo è breve. A sviluppare una poetica incapace per tutta la vita di scendere a patti contribuiscono anni di studio intenso – Bataille, Artaud, Foucault, Agamben, Barthes, Cioran, Kafka solo per citare alcuni degli autori più amati – che dà le basi all’analisi del mondo e dell’arte.

Negli anni ’80 l’artista inizia la propria carriera che vede la partecipazione a importanti collettive in Italia, curate fra gli altri da Barilli, Crispolti, di Pietrantonio, Bonito Oliva. Le personali si moltiplicano affidandosi alla cura o alla presentazione di illustri autori come Alberto Boatto, col quale si crea un lungo rapporto di amicizia e collaborazione. L’affilatezza e determinazione nelle scelte di Marchetti – «Bisogna scegliere e guardare le sole cose che contano»– e l’indomità incapacità di sottomettersi alle mode del presente – «Come si chiama questo Führer che decide cos’è contemporaneo?» – sono insieme l’unicità e il recinto del suo destino.

La produzione artistica si snoda per nuclei tematici che si sviluppano nel tempo come Variazioni Goldberg. Le case ad esempio, presenti fin dagli esordi, ricompaiono in accezione diversa agli inizi degli anni ’90, riacquistano vigore in una nuova e differente interpretazione nei decenni che aprono il nuovo millennio. Non sono semplici studi formali – mai in Marchetti la forma è autoreferenziale o si separa dal contenuto – ma case e dimore di oggetti inconsueti, luoghi di rivelazione dell’inatteso, baricentri di un nomade senso di appartenenza. Possono essere posti di blocco da cui partire per altre esplorazioni oppure ambienti di ossessione, edifici carichi di testimonianza e orrore che perimetrano i massacri dell’Olocausto.

Una seconda serie costante nel tempo, anche questa variata come una composizione, è quella dedicata ai Single. Apparsa a metà degli anni ’80 prima in dipinti e poi in oggetti tridimensionali in terracotta o metallo, la serie trascende l’apparenza di caffettiere per identificarsi in elementi fuori norma, eccedenti rispetto al reale: aspetti qualitativi che riflettono sugli oggetti quelli propri dell’artista e del suo modo ironico di affrontare il mondo. L’insistente, irrinunciabile ricerca di eleganza che attraversa questa e tutta la produzione dell’artista anche negli scritti non è vuota ma sostanziale: è la stessa caratteristica interiore/esteriore che egli vede anche in Artaud alla fine della vita, per quanto segnato nel corpo dalla violenza degli elettroshock.

Al grande drammaturgo è dedicato anche il secondo numero della rivista Stilo che Marchetti progetta e costruisce grazie ad una rete di relazioni intellettuali intrattenute fra Italia e Francia. Giocata su temi monografici, Stilo esce fra il 1982 e il 1988 ed è tuttora considerata un caposaldo italiano in grado di restituire i nodi della cultura postmoderna di quel decennio. Impossibile approfondire le altre iniziative editoriali, i libri e i saggi scritti da Marchetti, gli allestimenti fra cui quelli bellissimi e ancora bellissimi della Camera verde. Presentata per la prima volta nel 1997 per Ravenna Festival sorgeva come omaggio a Truffaut e alla sua fuorviante interpretazione di un colore, il verde, che appartiene tradizionalmente alla giovinezza. L’allestimento accoglie piccoli altari dei maestri del pensiero – fra cui Nabokov, Bataille, Savinio, Roussel ma anche uno sconosciuto come Harutiun Kasangian – in cui vengono disposti oggetti, fotografie, testi che danno spessore alla memoria ricreando quella domesticità di rapporti esistente fra chi è stato consumato dalla passione per le loro opere e pensiero, e li sente sempre, eternamente, vivi.

Marchetti, “Naufragio” (1992)
“Naufragio” (1992)

Questa capacità di confrontarsi continuamente col passato e con un presente che deve presentare sulla carne la cicatrice della classicità, attraversa il lavoro di una vita ed è evidente anche nei lavori dell’ultimo decennio. Esposti a Ravenna, i dipinti, gli assemblaggi e le sculture esplicitano rimandi alle progettazioni di Aldo Rossi, Gerrit Rietveld, Theo van Doesburg, Louis I. Kahn, Adolf Loos, ma anche ai lavori di Depero, Sironi, De Chirico, Magritte e Klee.
Il rapporto con i classici non si esaurisce con la citazione ma si riflette sulla dimora interiore e creativa di Marchetti: qui, l’eterna ironia si misura con l’onnipotenza dell’infanzia, le città felici risultano marezzate dai colori dell’imminente catastrofe, i colori vivaci si spengono nel notturno malinconico di una corsia di ospedale. A salvarci – non per sempre direbbe Antonio – da questo senso di perdita individuale e collettiva rimane l’orizzonte umanista – il dialogo con gli angeli del passato – che garantisce una precaria ma calda dimora e restituisce un profondo, invulnerabile senso di appartenenza.

“City – personale di Antonio Marchetti ” – Ravenna, Biblioteca Classense, Manica Lunga; fino al 30 settembre; orari: Mar-Sab 15-19 – ingresso libero

Una “Pink Ranning” da record: oltre 2.700 di corsa contro la violenza sulle donne

Terza edizione per la manifestazione di Ravenna Runners Club e Linea Rosa

Oltre 2.700 i partecipanti alla Pink Ranning, la corsa-camminata a tema contro la violenza sulle donne. Si tratta del record di partecipanti di queste prime tre edizioni dell’evento organizzato da Linea Rosa e Ravenna Runners Club, nonostante la pioggia.

Alla partenza – in darsena a Ravenna – anche una folta rappresentanza istituzionale, con il via dato dall’assessora alla Politiche e culture di genere del Comune, Federica Moschini, dall’assessore allo Sport e turismo Giacomo Costantini e dalla deputata del Pd Ouidad Bakkali.

L’incasso della manifestazione servirà a finanziare le attività del centro antiviolenza Linea Rosa.

Emergency: «Assurdo che ci venga assegnato un porto così lontano»

Le testimonianze dalla nave che sbarcherà a Ravenna 28 naufraghi, salvati a più di quattro giorni di navigazione di distanza

Archivio Emergency (1)Domani – lunedì 25 settembre – la Life Support di Emergency sbarcherà nel porto di Ravenna i 28 naufraghi a bordo. L’arrivo è previsto al molo crocieristico di Porto Corsini alle 15.

Ravenna, il porto sicuro assegnato alla Life Support per lo sbarco, si trova a circa 740 miglia di distanza da dove è avvenuto il soccorso, avvenuto in acque internazionali in zona Sar Maltese e concluso alle ore 19.30 di giovedì 21 settembre.

«Al momento del soccorso i 28 naufraghi si trovavano molto lontano da ogni costa e il loro motore non funzionava. Il gommone era in condizioni molto precarie di navigabilità; non sarebbero mai riusciti ad arrivare in un porto sicuro da soli. – spiega Emanuele Nannini, capomissione della Life Support – Dopo il soccorso, abbiamo informato le autorità competenti che eravamo a disposizione per assistere altri casi visto che l’area in cui ci trovavamo non era coperta da altre navi di ricerca e soccorso. Purtroppo abbiamo ricevuto l’informazione che l’Mrcc italiano ci aveva assegnato il porto di Ravenna e che non potevamo effettuare ulteriori soccorsi, nonostante la nostra nave avesse ancora capacità per accogliere altri naufraghi a bordo. Ravenna si trova a più di 4 giorni di navigazione dal punto in cui abbiamo effettuato il soccorso: giorni in cui la Life Support si è trovata lontana dall’area operativa. Inoltre sono 4 ulteriori giorni di navigazione per le 28 persone soccorse che erano già in acqua da più di 48 ore. È inspiegabile che ci vengano assegnati porti così lontani, soprattutto quando non ci sono altre navi di soccorso nella zona operativa. La scusa del governo per assegnarci questo porto è di non mettere in difficoltà i porti italiani ma ci sembra difficile che 28 persone possano mettere in difficoltà qualsiasi porto, dalla Sicilia all’Italia settentrionale».

I naufraghi sono partiti da Misurata in Libia. L’imbarcazione in difficoltà è stata segnalata da Frontex e da Colibrì, l’aereo di Pilotes Volontaires, mentre le operazioni di soccorso sono state coordinate dall’Mrcc italiano.

Tra i 28 naufraghi soccorsi, 9 sono donne di cui una anziana, e 8 sono bambini di cui uno non accompagnato. I naufraghi provengono da Libia e Siria, «Paesi dove imperversano conflitti armati e dove si verificano gravi abusi dei diritti umani», sottolineano da Emergency.

Inoltre le recenti alluvioni in Libia sono state fonte ulteriore di difficoltà per chi abita nel Paese, causando migliaia di morti e provocando danni ingenti alle infrastrutture.

«Circa due ore dopo la partenza la chiglia del gommone su cui navigavamo ha iniziato a creparsi – racconta M. F., un uomo siriano di 34 anni in una testimonianza raccolta da Emergency – Abbiamo tutti temuto per la nostra vita, ma non potevamo tornare indietro. Saremmo stati arrestati dalle milizie libiche. Ci avrebbero chiesto altri soldi per essere liberati, ma avevamo già speso tutto quello che avevamo per riuscire a lasciare la Siria e imbarcarci, quindi siamo andati avanti. Ci sono molti gruppi criminali in Libia che imprigionano le persone e chiedono riscatti per liberarle, non ci considerano come esseri umani ma come merci: conoscono solo il valore del denaro. Sapevano benissimo di mandarci su un gommone in pessime condizioni, ma ci hanno detto che era tutto a posto e che la navigazione sarebbe stata senza problemi. Ci hanno detto che in 15 ore saremmo arrivati a terra, invece dopo 30 ore stavamo ancora navigando quando la turbina del motore si è staccata ed è affondata in mare. Siamo stati per ore alla deriva nel mezzo del Mediterraneo prima che ci trovassero, eravamo certi che saremmo morti».

Il natante su cui i 28 naufraghi viaggiavano, un gommone di circa 6 metri, non era adatto ad attraversare il Mediterraneo ed era sovraccarico di persone. Al momento del soccorso l’imbarcazione era in avaria e alla deriva. Nonostante non ci siano state emergenze mediche, tutte le persone a bordo erano in stato di shock, disidratate e affamate.

La nave di Emergency ha iniziato la sua attività nel dicembre 2022 e in totale ha soccorso 1.011 persone.

 

Cisterna si ribalta a fine agosto, bonifica ancora in corso per il metanolo

Lo conferma il vicesindaco Fusignani dopo un’interrogazione del consigliere Ancisi

Cisterna IncidenteSono tuttora in corso le operazioni di bonifica ambientale dopo l’incidente avvenuto a fine agosto in via Canale Magni, alle porte di Ravenna, dove si era ribaltata un’autocisterna.

A sollevare il problema a inizio settembre il consigliere comunale di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, che sottolineava come la targa obbligatoria (336/1230) finita a terra segnalava la presenza appunto «di alcol metilico, cioè metanolo, non solo altamente infiammabile, ma anche tossico».

La conferma arriva ora dal vicesindaco Eugenio Fusignani, rispondendo all’interrogazione dello stesso Ancisi: la società proprietaria del mezzo ha comunicato infatti al Comune la fuoriuscita di circa 560 litri di alcol metilico. «La società -anticipava anche i lavori di messa in sicurezza di completamento che sarebbero stati svolti nei giorni successivi, che constano essere esattamente: rimozione della parte superficiale di terreno mediante escavatore; realizzazione di una serie di buche (trincee) in corrispondenza delle aree di sversamento dei liquidi, per valutare l’eventuale inquinamento della matrice terreno; analisi di caratterizzazione dei rifiuti, terreni; copertura delle aree di scavo e di ripristino con telo in Hdpe. Sentita Arpae, venivano confermate le operazioni, tuttora in corso, di messa in sicurezza e bonifica del sito, sotto il controllo della predetta Agenzia».

 

Rubati gli incassi della Festa dell’Uva a San Pietro in Vincoli

Bottino da 15mila euro. Indagano i carabinieri

Festa Uva San Pietro In Vincoli 2023
Uno spettacolo alla Festa dell’Uva

Alla Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli, in corso fino al 26 settembre, sono stati rubati 15mila euro in contanti, parte dell’incasso della serata di venerdì.

Incasso destinato alla società sportiva del paese (e quindi ai ragazzi tesserati), che organizza l’evento senza fini di lucro, reso possibile dalla presenza di oltre cento volontari ogni sera.

Venerdì la stanza dove era stata lasciata temporaneamente una parte degli incassi è rimasta incustodita per pochi minuti e qualcuno è riuscito a entrare e a rubare i soldi senza farsi notare.

Indagano i carabinieri, che cercheranno di sfruttare le immagini della videosorveglianza della zona.

Parco Marittimo, al via i cantieri anche in tutti gli altri lidi ravennati

L’assessora: «A Marina e Punta non è stato ancora possibile apprezzare gli aspetti positivi»

Passerella Legno Parco Marittimo«Quest’anno il Parco Marittimo era ancora un cantiere, non è stato possibile apprezzarne tutti gli aspetti positivi». Lo ricorda l’assessora Federica Del Conte, nel fare un bilancio della prima stagione balneare senza le auto parcheggiate direttamente in spiaggia, a Marina di Ravenna e (in parte) a Punta Marina.

«Abbiamo ottenuto buoni risultati dalle sperimentazioni relative all’ingresso dei motocicli, inizialmente non previsti, e ai 300 posti auto concessi in deroga agli stabilimenti (solo quest’anno perché le aree retrodunali non erano ancora completate). Dobbiamo invece migliorare il servizio del Navetto per renderlo più efficiente, valutando anche la possibilità di ampliare ulteriormente i parcheggi scambiatori. Così come dobbiamo risolvere alcune questioni, come quella dei bidoni della spazzatura lungo il percorso. Ma quando tutto sarà rodato al meglio credo sarà un intervento molto apprezzato».

Il progetto di riqualificazione dei cosiddetti stradelli retrodunali verrà completato nelle prossime settimane a Marina e Punta con le passerelle mancanti («il legno è il Massaranduba, lo stesso utilizzato per il Parco del Mare di Rimini, molto resistente alle intemperie e al tempo», dice l’assessora rispondendo alle tante perplessità sulla conservazione nel lungo periodo) e la piantumazione degli alberi e delle piante previste nel progetto. «Si tratta di 120mila essenze, che renderanno il percorso molto verde», assicura Del Conte. Che ricorda poi come siano in procinto di partire anche i cantieri degli altri stralci, su tutti i lidi ravennati. Nonostante le voci delle scorse settimane sui presunti tagli dei fondi del Pnrr dedicati. «Noi abbiamo una convenzione sottoscritta con lo Stato che ci impegna a finanziare quelle opere, per cui abbiamo già consegnato i cantieri alle ditte. E non ci sono arrivate comunicazioni ufficiali diverse».

Da ottobre, quindi, si parte (di nuovo). In particolare, per quanto riguarda il secondo stralcio i lavori riguardano la parte sud di Casal Borsetti fino alla foce del fiume Lamone, la parte sud di Punta Marina, un breve tratto di Lido Adriano e Lido di Classe. Nel terzo stralcio ci sono Marina Romea e Porto Corsini. A questi si aggiunge il completamento della riqualificazione del tratto urbano di Casal Borsetti e Lido di Savio. Si tratta come detto di interventi interamente finanziati con fondi Pnrr per 11.225.500 euro (per un totale, considerando i quasi 6 milioni del primo stralcio, arrivati anche grazie a un bando regionale sui “waterfront”) di oltre 17 milioni di euro da destinare al Parco Marittimo.

L’estate dell’alluvione ha fatto perdere ai bagnini fino al 20% degli incassi

Le stime dei presidenti delle cooperative di Ravenna e Cervia, alle prese anche con le incertezze della Bolkestein: «E gli investimenti sono fermi»

Mare Lido Riviera

Così come ha stentato a iniziare, ora è restia ad andarsene, l’estate 2023, segnata profondamente dall’alluvione. Ancora i tempi non sono maturi per avere dati definitivi su presenze, ma i bagnini non hanno dubbi: la stagione si chiuderà sotto il segno negativo per i profitti, resta solo da capire se sarà un meno 10 o un meno 20 percento.

«Questa è stata un’annata molto particolare – afferma Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna –, iniziata col dramma dell’alluvione e quindi con i mesi di maggio e giugno “invalidati”. Dal 10 luglio ci siamo stabilizzati, agosto è andato bene e a settembre c’è stato un buon inizio. Ma già prevediamo un calo del fatturato nell’ordine del 15-20 percento. Tra i grandi nodi da risolvere vi è certamente quello del personale che è necessario per chi, come noi, deve poter dare dei servizi. Le difficoltà, al riguardo, non sono state molto diverse da quelle degli anni scorsi, ma è chiara la necessità di intercettare nuova manovalanza. Una parte dei flussi migratori potrebbe forse essere una potenziale risorsa. A chi accusa il settore di pagare poco, mi sento di dire che difficilmente un imprenditore lascia andare via un bravo collaboratore».

Sulla stessa lunghezza d’onda è poi Fabio Ceccaroni della Cooperativa Bagnini Cervia. «Questa lunga coda dell’estate è stata certamente ben gradita dagli operatori – ricorda – ma non cancella le difficoltà legate a una primavera troppo inoltrata a causa del maltempo. Anche in agosto, quando ormai abbiamo iniziato a respirare, non c’è stato il solito sovraffollamento. E anche ora che ci siamo appena lasciati alle spalle l’ottimo “Ironman” per il turismo, credo che quando andremo a fare i conti il saldo sarà negativo del 10-15 percento». Una stagione difficile anche per la ricerca del personale, un problema che in realtà non riguarda solo il settore balneare ma è ormai trasversale. «Premesso che c’è l’imprenditore diligente e quello che lo è meno – prosegue Ceccaroni –, non si può pensare di saltare la fase di apprendistato per un giovane e offrire paghe stellari. Diverso è invece il discorso per chi ha esperienza ed è giusto che migliori il suo percorso. Personalmente credo sia una questione culturale e non meramente economica: fino a qualche anno fa la professione del marinaio di salvataggio, per esempio, era ambita perché ben pagata, con permessi e tutto ciò che serve, oggi non è più così. I giovani fanno la fila per diventare social media manager. Il ricorso a migranti?
Può essere un’opzione se ben gestita e organizzata, ma bisogna mettere in conto almeno quattro anni di permanenza in Italia e tutta una serie di problematiche legate alle differenze culturali e religiose».

C’è poi l’ormai annosa questione della Bolkestein che affligge la categoria. Rustignoli dice che ci sono grandi aspettative sul lavoro del tavolo tecnico che, entro settembre, dovrà fare una relazione al governo. Il tavolo ha mappato e raccolto dati sulle coste italiane, come mai era stato fatto prima, e sembra che ci siano le condizioni per valutare una diversa applicazione della direttiva come previsto dall’articolo 12, visto che non ci sarebbe “scarsità di risorsa”. «Sarà il Governo a farci sapere come procedere. C’è preoccupazione soprattutto nell’ottica di futuri investimenti», dice.

Per Ceccaroni l’umore è quello di sfinimento, visto che ancora non si sa di “quale morte morire”. « Non possiamo che aspettare cosa deciderà il parlamento – conclude -. Il prossimo 31 dicembre scadranno le concessioni balneari che non potranno più essere rinnovate automaticamente, secondo anche il consiglio di Stato. Insomma, siamo in alto mare».

Per quanto riguarda i lidi ravennati, una delle novità dell’estate è stato il “debutto” del Parco Marittimo che sarà completato nei prossimi mesi, visto che i lavori riprenderanno in ottobre. Ci sono ancora molte sistemazioni da fare: piantumazioni, finiture dei passaggi pinetali, collegamenti, creazione di percorsi pedonali all’interno della pineta tra Marina di Ravenna e Punta Marina, razionalizzazione delle postazioni rifiuti e degli stalli per moto. «Se visto dal punto di vista dei turisti e dei fruitori – spiega Rustignoli -, il riscontro è stato positivo. Anche se ancora incompleta, non si può che apprezzare una passerella che per 5 km consente di passeggiare tra mare e pineta. Dall’altro lato, però, ci sono problemi che devono trovare una soluzione. Per esempio quello della raccolta delle acque che, in alcuni tratti, è difficoltosa. Il grosso nodo è poi quello dei parcheggi».

Secondo il presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna, va anzitutto risistemato il parcheggio scambiatore che deve diventare una sorta di hub, un posto in cui arrivare e poi decidere se prendere il navetto o spostarsi a piedi o in bici, il tutto in una situazione di comfort con la realizzazione di pensiline per ripararsi dal sole e dalla pioggia e di cartelli stradali con l’indicazione del mare. Va rivista anche la viabilità del navetto che ha bisogno di una corsia preferenziale per non restare bloccato nel traffico. Serve poi un nuovo parcheggio a Punta Marina. «Il Comune deve dirci qual è l’area individuata. Servono soluzioni definitive per poter dare informazioni certe alla gente che arriverà». Dalla prossima settimana, inizieranno le riunioni di zona a Marina di Ravenna e a Punta Marina per continuare il confronto e poi decidere.

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