venerdì
19 Giugno 2026

Oltre 120 milioni di euro di danni alle strade regionali in provincia di Ravenna

La prima stima sommaria elaborata dall’Emilia-Romagna, manca la viabilità comunale. E poi ci sono le ferrovie

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La barriera di terra innalzata in via Faentina a Fornace Zarattini per arginare l’avanzata dell’alluvione

Secondo una stima sommaria della Regione Emilia-Romagna, i danni dell’alluvione alla viabilità stradale di competenza regionale in provincia di Ravenna ammontano a 120-150 milioni di euro. Si arriva a oltre 600 milioni per tutta la Romagna e Bologna considerando che le ferrovie, ma nel calcolo manca ancora gran parte della viabilità comunale.

Si è tenuto oggi pomeriggio, 20 maggio, un vertice in prefettura a Bologna tra il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture, Andrea Corsini, e i ministri Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti) e Matteo Piantedosi (Interno).

Per quanto riguarda la Città metropolitana di Bologna, i danni alla viabilità ammonterebbero a 110 milioni di euro. Per la provincia di Forlì-Cesena, si parla di 95 milioni, a cui si aggiungono, per la sola viabilità comunale, 42,5 milioni a Cesena, 2-3 milioni a Bertinoro e 1,7 milioni a Galeata. Nel ravennate, una prima stima oscilla tra 120 e 150 milioni di euro. Nel riminese, al momento ci sarebbero 8 milioni di danni, a cui vanno aggiunti per la viabilità comunale 1 milione a Rimini, 700mila euro a Maiolo e 4 milioni a Sant’Agata Feltria.

Per quanto riguarda la parte di competenza di Anas (viabilità statale), ad oggi la stima è di 100 milioni di euro di danni.

Poi c’è tutta la parte delle ferrovie, con una stima totale dei danni che al momento arriva a 105 milioni, di cui 90 per infrastrutture in capo a Rfi e 15 di competenza di Fer.

«Si tratta di un totale molto parziale, perché manca ancora la maggior parte della viabilità comunale – ha spiegati il cervese Corsini –; ancora incompleta anche la stima per quella provinciale, su cui nei prossimi giorni partirà la verifica. Serviranno indubbiamente molte risorse dal Governo per ripristinare nel più breve tempo possibile la viabilità di accesso e collegamento alle località collinari e appenniniche, partendo da quelle frazioni e quei paesi completamente isolati. Abbiamo bisogno del Governo, non solo per le risorse ingenti che serviranno ma anche per strumenti e norme speciali per velocizzare gli iter di ricostruzione».

Un maxi tubo lungo 800 metri pieno di acqua per difendere i computer dall’alluvione

Un argine artificiale arrivato da Rubiera per proteggere il data center di Lepida che custodisce i dati delle pubbliche amministrazioni

WhatsApp Image 2023 05 20 At 17.17.00Acqua buona contro acqua cattiva. È la sintesi dell’operazione in corso nella zona artigianale Bassette a Ravenna dove sull’asfalto si sta disponendo un anello con un maxi tubo con un diametro di circa 80-100 cm che verrà riempito di acqua per formare un argine che impedisca l’allagamento dei computer del data center di Lepida, società controllata dalla Regione Emilia-Romagna, che contengono informazioni e dati delle pubbliche amministrazioni locali.

Il sistema di arginatura artificiale Nofloods progettato in Danimarca è stato prestato dal Comune di Rubiera (Reggio Emilia), che l’ha acquistato nel 2022 per 160mila euro (secondo quanto riportato dalla stampa locale emiliana) per proteggersi dalle piene del torrente Tresinaro, ed è stato steso attorno all’intero isolato partendo da via Santi per un perimetro di circa 800 metri. La spiegazione del funzionamento è nel video qui sotto a cura di Les Bompart Produzioni.

Qualche decina di metri a nord della sede di Lepida scorre il canale Magni che, come noto, è a rischio esondazione sin da ieri, 19 maggio, al punto che si è deciso di operare una rottura controllata dell’argine per sfogare parte della pressione in un campo di 200 ettari di proprietà della Cab Terra.

Alluvione: 3.600 persone nei centri accoglienza. Allerta meteo prorogata di 24 ore

Fino alla mezzanotte tra 21 e 22 maggio sono previste precipitazioni piovose sul territorio ravennate, l’entità dovrebbe essere lieve ma il territorio è duramente provato da giorni di alluvioni e dissesti. Intanto è stato riparato l’argine del Lamone a Boncellino. Lavezzola evacuata e sacchi di sabbia sull’argine del canale destra Reno

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Una pompa idrovora al lavoro sull’argine del canale Magni a Ravenna

L’allerta meteo prevista per la provincia di Ravenna fino alla mezzanotte di oggi, 20 maggio, viene prorogata dalla protezione civile per altre 24 e quindi fino alla mezzanotte tra il 21 e il 22 maggio.

L’allerta è rossa per criticità idraulica su bassa collina, pianura e costa romagnola; pianura bolognese. Rossa per criticità idrogeologica sull’alta collina romagnola e collina bolognese. Arancione per criticità idraulica su alta collina romagnola, collina bolognese, pianura modenese. Allerta arancione per criticità idrogeologica sulla montagna romagnola, bassa collina, pianura e costa romagnola, montagna bolognese.

Il punto sulla situazione dell’alluvione è stato fatto oggi da Irene Priolo, vicepresidente della Regione con delega alla Protezione civile.

Si calcola che in totale più di 36.600 persone hanno ricevuto ordine di evacuazione dalle proprie abitazioni: la maggior parte, 27.775, nel Ravennate, poi 4.830 in provincia di Forlì-Cesena e 4.012 nel bolognese. Alcuni sono rimasti nelle abitazioni, alcuni hanno trovato ospitalità da amici e parenti e 4.963 (di cui 3.652 nel ravennate, 798 nel bolognese, 509 nel forlivese-cesenate e 4 nel riminese) sono accolti in albergo e nelle strutture allestite dai Comuni come scuole, palazzetti e palestre.

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Esercito al lavoro per l’emergenza alluvione a Ravenna

Mentre a Boncellino (Bagnacavallo) è stata è chiusa la falla nell’argine del fiume Lamone (già riparata dopo la prima ondata di maltempo di inizio maggio), il nuovo fronte più in pericolo in Bassa Romagna è nel territorio di Conselice: a Lavezzola sono in corso operazioni di rialzo arginale del canale Destra Reno, con sacchettature e telonature, mentre viene evacuato tutta la frazione. A Conselice è operativo un centro di assistenza e accoglienza per 200 persone, le altre si sono dirette nei centri di Argenta (Ferrara).

Si contano più di trecento frane principali sul territorio: 127 in provincia di Forlì-Cesena, 90 in provincia di Ravenna (Casola Valsenio e Brisighella), 49 in provincia di Bologna, 12 in provincia di Modena, 14 in provincia di Reggio Emilia, 13 in provincia di Rimini. Le squadre di rilevatori sono in campo per ulteriori aggiornamenti, anche con i droni laddove le strade non risultino più percorribili.

Al numero verde 800-024662 attivato dalla Regione per rispondere, 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle 20, ai quesiti legati all’emergenza alluvione, sono arrivate sinora circa duemila chiamate (dato alle ore 13 di oggi). Tra le maggiori richieste, a chi rivolgersi per avere beni di prima necessità e informazioni sulla mobilità, oltre a domande di intervento che sono state girate ai soggetti competenti.

Mille Bmw imbarcate al Tcr e spedite in Corea del Sud: nuova rotta dell’automotive

La banchina del Terminal container punta a diventare un nuovo hub per le spedizioni di veicoli verso l’Asia

Tcr Sapir auto BmwLa motonave Liberty Passion è salpata il 21 aprile dal porto di Ravenna con un carico di oltre mille auto Bmw, arrivate nei giorni precedenti con otto convogli ferroviari dalla Germania e imbarcate in dodici ore, diretto in Corea del Sud. È stato il primo viaggio preparato dalla neonata società che unisce Sapir, operatore  terminalistico a controllo pubblico, e il gruppo tedesco Ars Altmann, leader logistico nell’automotive.

La nuova realtà si chiama Asia (acronimo di Altmann Sapir Intermodal Autoterminal) e avrà come obiettivo la fornitura di servizi logistici e terminalistici ai grandi brand del settore auto. Riccardo Sabadini (presidente di Sapir che controlla anche Tcr) de‑ nisce le ambizioni: «Realizzare e gestire  a Ravenna il grande  polo automotive, al servizio dei produttori auto nazionali ed internazionali. È una nuova s‑ da per il porto di Ravenna, che ha l’occasione di presentarsi come alternativa ai porti del Nord Europa per le rotte verso oriente: Mediterraneo, Penisola Arabica, India e Far East».

Maximilian Altmann, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, è soddisfatto per la riuscita della prova generale: «La nostra strategia è di offrire ai clienti automotive una soluzione logistica a gestione unica ed integrata terra-ferro-mare, quindi a partire dall’handling delle vetture in fabbrica passando per il trasporto con treni e camion di proprietà, ‑ no alla gestione terminalistica. Il primo terminal portuale del gruppo parte grazie alla stretta partnership con Sapir».

La rivista di settore Shipping Italy ricorda che nel recente passato Ars Altmann aveva già provato ad avviare servizi per la logistica di veicoli ‑ niti nei porti italiani costituendo con Moby, nel 2019, la joint venture Manta Logistics che si era in particolare fatta poi avanti per un’area da 170mila metri quadrati a Piombino. Il progetto sembrava destinato a concretizzarsi con l’aggiudicazione degli spazi entro la ‑ ne del 2021 ma è stato messo in standby dall’Autorità portuale locale.

Annullata la trentesima edizione di Omc in programma dal 23 maggio

Vista l’emergenza alluvione, per la prefettura a Ravenna non ci sono le condizioni per lo svolgimento della fiera dedicata all’energia nel Mediterraneo

Omc RavennaÈ stato annullata la trentesima edizione di Omc, la fiera dedicata all’energia nel Mediterraneo in programma a Ravenna al Pala De Andrè dal 23 al 25 maggio, per l’emergenza alluvione che sta colpendo la città e il resto della provincia e della Romagna con numerose esondazioni e continue evacuazioni di centinaia di famiglie.

La prefettura di Ravenna ha comunicato nel pomeriggio di ieri, 19 maggio, che le persistenti condizioni di criticità meteoclimatica e idrogeologica su tutto il territorio provinciale non consentono lo svolgimento di Omc. «Le ragioni della decisione di annullamento – dicono gli organizzatori – vertono sulla necessità, in primis, di garantire la sicurezza delle persone, in un momento tanto critico per Ravenna e per l’intera regione. Così come siamo sicuri di interpretare i sentimenti di ognuno dei nostri ospiti, degli operatori e degli espositori, ribadendo con forza solidarietà e vicinanza a coloro che sono stati colpiti dagli eventi di questi giorni e a quanti si stanno adoperando per ripristinare condizioni di normalità nella vita economica e civile. Resta il nostro impegno a riprogrammare appena possibile Omc».

La duna di terra, le strade sommerse, i canali in piena: Fornace Zarattini allagata

Le immagini dall’alto della frazione nel tardo pomeriggio del 19 maggio

Dal tardo pomeriggio di giovedì 18 maggio l’acqua ha cominciato a invadere Fornace Zarattini, frazione alle porte di Ravenna, e al mattino seguente l’abitato si è ritrovato sommerso. Parcheggi e strade irriconoscibili, abitazioni allagate e una duna di terra a tagliare via Faentina nel tentativo di arginare lo scorrere delle acque. In un video aereo a cura di Les Bompart Produzioni la vista dello scenario.

Il canale Drittolo esce dagli argini, nuova evacuazione per Borgo Montone

La frazione alle porte di Ravenna era stata evacuata tra il 16 e il 18 maggio per la minaccia del fiume

IMG 9680Il Consorzio di bonifica segnala l’esondazione del canale Drittolo nella zona denominata Chiusa di San Marco, a sud ovest della città di Ravenna, e il Comune dispone in via precauzionale «l’evacuazione totale e immediata di Borgo Montone». La disposizione è delle 12 del 20 maggio.

Per chi non dispone di luoghi dove ripararsi, è stato istituito come punto di accoglienza, presidiato da apposito personale e attrezzato per offrire vitto e alloggio: il Palacosta, in piazza Caduti sul Lavoro 13.

La piccola frazione a ridosso della città, nell’area in cui sorge anche il centro commerciale Esp, è stata già in regime di evacuazione tra il 16 e il 18 maggio quando la minaccia era la possibile esondazione del fiume Montone.

Cade un elicottero impegnato nei soccorsi per l’alluvione, quattro feriti

Il mezzo è di una ditta privata ed era impegnato in un intervento per ripristinare la linea elettrica

Un elicottero impegnato nei soccorsi sulle zone alluvionate è caduto a Lugo nella tarda mattinata di oggi, 20 maggio. Secondo le informazioni già rese note dalle agenzie di stampa sarebbero rimasti feriti i quattro a bordo ma non ci sarebbero vittime. L’incidente è avvenuto nella frazione di Belricetto e il mezzo coinvolto è di un’azienda specializzata in elisoccorso impegnata in un intervento per i guasti alla linea elettrica provocati dal maltempo.

Rischio esondazione per il canale destra Reno: «Dovete lasciare tutta Lavezzola»

L’annuncio del Comune alle 12 dopo quello di tre ore prima che invitava a salire ai piani alti. Da ieri l’idrovora non funziona per mancanza di corrente elettrica e il corso artificiale è l’unico deflusso del territorio verso il mare

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La piazza di Conselice

C’è un rischio concreto di esondazione per il canale destra Reno che minaccia Lavezzola nella mattinata di oggi, 20 maggio, e il Comune di Conselice ha ordinato di evacuare l’abitato e dirigersi verso il centro di accoglienza di Argenta (Ferrara) al palazzetto dello sport in via Don Minzoni 20/A. La disposizione è delle 12 e modifica quella data tre ore prima con l’obbligo di recarsi ai piani alti degli edifici con cibo, acqua e se possibile il cellulare con carica batteria.

Chi ha difficoltà a muoversi può chiedere assistenza al Centro operativo comunale. Per emergenze i numeri da contattare sono: 334-2829709, 366-8768442, 366-876843, 339-7708607.

Ieri mattina il Comune aveva già fatto sapere che stava aumentando la quantità d’acqua tra Conselice e Lavezzola a ridosso del canale destra Reno e l’idrovora non funzionava per mancanza di corrente elettrica. La quantità di acqua che progressivamente aumenta è causata delle rotture dei fiumi e il destra Reno è l’unico deflusso che può portar via l’acqua dal territorio verso il mare. Pula aveva ordinato l’evacuazione a tutti i cittadini che abitano nella zona di campagna individuata tra le strade Gardizza, Predola, Selice e Puntiroli.

Un sito internet per offrirsi come volontari e aiutare gli alluvionati

L’Unione della Bassa Romagna, la Romagna Faentina e il Comune di Ravenna attivano piattaforme web per organizzare gli aiuti. Si raccomanda la massima cautela negli spostamenti

Moltissime persone da giorni offrono la propria disponibilità come volontari per dare una mano ai territori in questi momenti difficilissimi dell’alluvione e le amministrazioni locali stanno mettendo in campo un sistema per una migliore organizzazione dei volontari. A seconda delle zone sono previste modalità diverse.

Come aiutare gli alluvionati in Bassa Romagna e Romagna Faentina

Per la Bassa Romagna e tre comuni della Romagna Faentina (Faenza, Riolo, Castel Bolognese) è stato attivato un servizio chiamato “Volontari Sos” raggiungibile al link www.volontarisos.it dove registrarsi per fornire la propria disponibilità. Verranno chiesti i dati personali e si scegliere una password. Una volta avuto accesso al portale internet, sarà necessario scegliere il comune di riferimento. Sono attivi solo i comuni per cui sono presenti i turni; gli altri si attiveranno appena ci saranno le condizioni perché i volontari possano raggiungere i luoghi colpiti dall’alluvione e ancora senza collegamenti.

Una volta all’interno della piattaforma si dovrà poi indicare il turno al quale iscriversi e, cliccando sul bottone ‘+’, si avrà la possibilità di verificare il ‘posto disponibile’. Sono indicati gli appuntamenti suddivisi per giorni di intervento, fasce orarie e luoghi di ritrovo. Dopo questa procedura la presenza è automaticamente confermata nel luogo indicato dove ci si dovrà poi indirizzare.

La piattaforma Volontari Sos è stata sviluppata dal fusignanese Fabio Zaffagnini e il team di Rockin1000 (l’evento del concerto partecipato per i Foo Fighters nel 2015) per aiutare gli enti locali in queste ore drammatiche nella gestione delle tante richieste di aiuto. La piattaforma conta al momento 10mila iscritti e coinvolge oltre 10 comuni della Romagna colpiti dalla alluvione.

Come aiutare le zone alluvionate a Ravenna

Per fornire la propria disponibilità come volontari, ma anche per offrire e donare materiale, nell’emergenza alluvione è stato organizzato dal Comune di Ravenna un modulo da compilare online in cui inserire le disponibilità e il tipo di supporto che è possibile offrire. Si trova a questo link. L’indirizzo mail ‘Voglio dare una mano’ e i numeri telefonici finora deputati a questa funzione non sono più attivi. Chi aveva già segnalato la propria disponibilità non dovrà rifarlo e verrà contattato.

Equipaggiamento per i volontari tra gli alluvionati

Le persone che su base volontaria ed occasionale si rendono disponibili ad aiutare a ripulire da fango e detriti le abitazioni colpite dall’alluvione devono essere in possesso di una serie di requisiti: maggiore età, dotazione di abbigliamento adeguato: stivali alti di gomma e guanti di gomma. Dotazione di attrezzatura utile: spazzolone / badile / pala ed essere autosufficienti per acqua, cibo e alloggio.

Norme comportamentali di auto-protezione da osservare: non avventurarsi in aree in cui sono in corso lavorazioni, non praticabili o interdette: seguire le indicazioni generali del personale di protezione civile e delle forze dell’ordine; indossare abbigliamento adeguato e utilizzare attrezzatura personale sotto la propria responsabilità.

Indicazioni per la logistica: limitare al massimo gli spostamenti, i volontari dovranno operare ciascuno nella zona più vicina a quella in cui risiede, fra quelle indicate.

Ravenna: altre evacuazioni a nord, chiuso un tratto di 6 km della 309 Dir

Decisione a scopo precauzionale visto l’innalzamento dei livelli idrici del canale di scolo Canala

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Fornace Zarattini alle 10 del 20 maggio (foto di Andrea Montanari sul gruppo Quelli di Fornace Zarattini)

Sono in aumento i livelli idrici del canale Canala, lo scolo che raggiunge le valli a nord di Ravenna provenendo dalla zona di Santerno, e il Comune di Ravenna dispone a scopo precauzionale l’estensione delle evacuazioni totali e immediate alla zona extraurbana delimitata a sud dalla via Romea dir, a est dalla Romea, a nord da via Fiumetto e a ovest dalla via Reale fino a via Bagarina compresa.

Per smentire alcune voci circolate, il Comune specifica che l’avviso di evacuazione non coinvolge la zona di San Romualdo e Sant’Alberto che sono comunque chiamati a osservare tutte le precauzioni previste per l’emergenza in corso.

Vengono chiuse al traffico la Romea dir dallo svincolo con la statale 16 Adriatica fino alla rotonda degli Spedizionieri (svincolo Bassette) e la strada provinciale 1 verso Sant’Alberto dall’altezza di via Guiccioli.

ANTONIO CASE SPARSE«Si ricorda che è obbligatorio lasciare l’abitazione, fino a cessata esigenza. Passare parola», si legge nella nota del Comune. Per chi non è in grado di spostarsi autonomamente sarà disponibile un pullmino nel piazzale della chiesa di Sant’Antonio. Per chi non dispone di luoghi dove ripararsi, è stato istituito come punto di accoglienza, presidiato da apposito personale e attrezzato per offrire vitto e alloggio: il PalaCosta, in piazza Caduti sul Lavoro 13.

A Ravenna livelli idrici in miglioramento, resta evacuato il 16 percento del comune

Il Comune fa sapere che il monitoraggio nella notte tra il 19 e il 20 maggio mostra dati leggermente positivi. L’ordine di lasciare le case riguarda 14mila persone: in quattro notti registrati 1.200 pernottamenti in alberghi e tremila persone ai centri di accoglienza

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«Pur essendo la situazione naturalmente molto compressa, i dati appaiono attualmente in leggero miglioramento». È la comunicazione del Comune di Ravenna che fotografa alle 8 di oggi, 20 maggio, lo stato della città alle prese con gli allagamenti che da ieri hanno raggiunto la prima periferia a ovest (Fornace Zarattini) per estendersi poi verso nord. Durante la notte il Centro operativo comunale (Coc) ha continuato a monitorare i livelli idrici, sia attraverso gli strumenti di rilevazione controllati in maniera informatica da remoto che attraverso l’invio di pattuglie della polizia locale. Si provvederà ora alla redazione di un programma di lavoro per ripristinare le migliori condizioni nel più breve tempo possibile.

Schermata 2023 05 20 Alle 10.15.16Al momento è tuttora in vigore una disposizione di evacuazione per una superficie di quasi undicimila ettari, circa il 16 percento del territorio comunale (il secondo in Italia per estensione dopo Roma) per una popolazione residente di 14.220 persone (pari a circa il 9 percento del totale).

Non tutti hanno lasciato le abitazioni nell’area di evacuazione. Nelle scorse quattro notti il sistema di accoglienza messo in campo dal Comune ha fatto registrare 1.200 pernottamenti in 60 strutture alberghiere mentre per quanto riguarda i punti di protezione civile si sono avvicendate nei giorni quasi tremila persone.

Quali zone sono evacuate nel comune di Ravenna?

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(foto Les Bompart Produzioni)

Per quanto riguarda il quadro delle evacuazioni, alle 9 del 20 maggio risultano tuttora in vigore gli ordini di evacuazione per:

  • l’abitato di Serraglio, comprendente via Canalazzo (civici dall’80 al 179) e via Coda Rondine;
  • le abitazioni di via Canalazzo prima del e dopo il sottopasso di Sant’Antonio, e quelle prospicienti la vicina via Canala;
  • le ultime case di via Faentina sotto il ponte nel tratto verso Fornace Zarattini;
  • la zona del centro iperbarico;
  • Borgo Faina;
  • Piangipane e Santerno;
  • San Pietro in Trento, Pilastro, Ragone;
  • Longana, Ghibullo, Filetto e Coccolia;
  • la zona di Conventello nell’area delimitata dalla via Basilica, dai canali Fosso Vetro e Fosso Vecchio, dalla ferrovia Ferrara-Ravenna e dal canale Destra Reno;
  • San Michele, Fornace Zarattini, Villanova di Ravenna, San Marco;
  • via Pasna e via Acquarone Superiore a Bastia;
  • Fosso Ghiaia;
  • Borgo Sisa, Durazzano;
  • le case più vicine al fiume a Gambellara e a San Bartolo;
  • Roncalceci.

In quest’ultima frazione è coinvolta dagli allagamenti anche la sede del Consorzio Agrario e anche tale situazione, come le numerosissime in corso in tutta la provincia, è attenzionata al Ccs (Centro coordinamento soccorsi) istituito in prefettura e coordinato dalla stessa; la si tiene monitorata in relazione alle eventuali azioni da mettere in campo.

Anche per la giornata di oggi e per quella di domani sono chiusi le scuole di ogni ordine e grado compresi i centri di formazione professionale, gli impianti sportivi pubblici e privati, i centri di aggregazione giovanile, i centri diurni per anziani e disabili, i centri socio occupazionali e i cimiteri; oggi non si svolge il mercato di via Sighinolfi a Ravenna e domani non si svolgerà quello di Marina di Ravenna.

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