Il Pd chiede al sindaco di «attivarsi con urgenza» per i finanziamenti della Darsena

Un odg del gruppo consiliare contro il provvedimento del Governo (passato al senato però grazie anche ai voti degli stessi Dem)

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Il Pd chiede al sindaco Michele de Pascale, anche in qualità di presidente regionale dell’Anci, «di attivarsi con urgenza» affinché si possa giungere a una modifica di questo provvedimento in modo che i progetti oggetto di convenzioni per il Piano Periferie possano proseguire il loro normale iter di realizzazione potendo contare sulla conferma dei finanziamenti». Il tema è quello del rinvio dei finanziamenti stabilito dal nuovo Governo tramite un provedimento del “Milleproroghe” (passato all’unanimità quindi anche con i voti dei senatori Pd e di quello ravennate di Leu, Vasco Errani, che poi però hanno denunciato una sorta di trappola contenuta nell’emendamento) per i progetti di recupero presentati da molti Comuni italiani, tra cui appunto Ravenna, nell’ambito del Piano Periferie, varati inizialmente dal Governo Gentiloni. Ravenna si aspettava dallo stato circa 12 milioni di euro per la riqualificazione della Darsena, in particolare per la realizzazione del sistema fognario e la compartecipazione in alcuni investimenti privati.

Il gruppo consiliare del Pd ha presentato al consiglio comunale di Ravenna un ordine del giorno in cui il capogruppo Fabio Sbaraglia sottolinea nuovamente come la riqualificazione della Darsena di città rappresenti per Ravenna «un’occasione importantissima di sviluppo, rilanciando sul piano urbanistico, ambientale, dell’accessibilità e della fruibilità una delle aree maggiormente pregiate e identitarie del nostro territorio». A seguito del bando erano Sbaraglia ricorda come «erano in procinto di partire diversi investimenti, anche da parte di privati tanto è vero che solo pochissimi giorni fa erano stati consegnati tutti i progetti esecutivi degli interventi previsti».

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«La decisione del Governo – ha aggiunto Sbaraglia, auspicando che l’odg possa essere condiviso da tutte le parti politiche – sia sotto il profilo della tempistica con cui è stata attuata, che per la totale assenza di dialogo con i Comuni interessati, contravviene al necessario principio della leale collaborazione tra istituzioni centrali e locali. Il voto con cui il Senato ha approvato l’emendamento, presentato dal Governo come un semplice aumento di fondi destinati agli Enti Locali, è un voto politicamente sbagliato».

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