Cittadini querelati per diffamazione, il Comune pronto a perdonare se chiedono scusa

Vicenda innescata da alcuni post su Facebook nell’estate 2018 quando era sindaco Coffari. L’amministrazione chiede «un segnale di distensione e un nuovo tipo di confronto d’ora in avanti». Per la procura era solo biasimo ma il Municipio si è opposto e ha portato 7 persone in tribunale

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Passaggio di testimone: a destra Luca Coffari, sindaco di Cervia fino al 2019, a sinistra il successore Massimo Medri eletto a giugno

«Procedere per vie legali non è mai cosa piacevole, anche se dovuta, però se dai soggetti coinvolti arrivasse un segnale di distensione per un confronto d’ora in avanti del tutto diverso da quello mantenuto in passato, non vedremmo ostacoli alla remissione della querela». Massimo Medri e Luca Coffari, rispettivamente sindaco e ex sindaco di Cervia, tendono la mano verso i cittadini denunciati per diffamazione dopo alcuni post su Facebook pubblicati nell’estate 2018. Chiedete scusa e scordiamoci il passato, sembrano dire i due amministratori. Che hanno già ritirato la denuncia per due delle sette persone nel mirino proprio perché con una lettera si sono scusati per la loro condotta. Per gli altri cinque è prevista l’udienza in tribunale nei prossimi giorni, dopo che il Comune a gennaio decise di opporsi alla richiesta di archiviazione presentata dalla procura che ritiene quei commenti solo biasimo e critica.

La precisazione di Medri e Coffari arriva anche a seguito di un ordine del giorno presentato in consiglio comunale dalla Lega dopo la divulgazione della notizia dalle pagine del nostro sito. «Il Comune deve essere un bene per tutti i cittadini e la tutela del sua dignità ed immagine deve essere garantita come bene per tutta la collettività – dicono i due esponenti del Pd –. In tal senso l’amministrazione precedente aveva deciso di intraprendere l’azione legale ritenendo di portarla avanti proprio per evitare che l’immagine della città, nonché l’operato dei propri dipendenti potesse essere macchiata da accuse false o non veritiere».

La sottolineatura del carattere non personale ma pubblica era già stata fatta e viene ribadita anche per rispondere alle critiche di chi vedeva nell’azione di Coffari una mossa per tutelare la propria reputazione agendo con i mezzi e le risorse del Comune: «Coffari, all’epoca sindaco del Comune di Cervia, non ha agito per tutelare la propria figura in qualità di primo cittadino usando soldi pubblici per dare inizio ad una causa legale che lo vedeva coinvolto come persona offesa ma ha presentato querela come rappresentante legale pro-tempore per tutelare l’immagine del Comune che rappresentava, dei suoi uffici e dei suoi dipendenti». E infatti ora le decisioni sul da farsi sono in mano al nuovo sindaco.

Infine un chiarimento, sempre in risposta al Carroccio, sulle spese per l’incarico affidato a un avvocato esterno: «L’ordine del giorno cita un incarico legale diverso da quello conferito per la vicenda, richiamando la determina 1070 del 3 agosto 2018 per sostenere che per tale procedimento il comune avrebbe sostenuto una spesa di quattromila euro. In realtà il legale è stato incaricato con la determina del 1077/2018 per un importo pari a circa mille euro. L’incarico conferito al legale serviva al contrario per non esporre l’Amministrazione ad azioni di risarcimento danni per azioni temerarie».

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