Questa mattina, a sorpresa, è stato abbattuto uno dei tre pini rimasti (qualche anno fa erano quattro) nella rotonda di piazza Caduti, in centro a Ravenna. È bastato un controllo durante le operazioni di pulizia per far scattare l’intervento. A spiegare le ragioni è l’assessore al Verde Pubblico del Comune di Ravenna, Giancarlo Schiano. «Durante le pulizie, gli addetti hanno notato una montagnola a ridosso delle radici. Ci hanno immediatamente chiamato ed è stato rilevato un inclinamento accentuato con un apparato radicale venuto su di 20 cm rispetto al terreno. Evidentemente l’albero non aveva più tenuta ed era diventato instabile». Da qui la decisione di procedere con l’abbattimento.
A rendere ancora più delicata la situazione c’era la posizione dell’albero: si tratta del pino più vicino alla Guido Novello. ««La congiunzione astrale – commenta l’assessore – ha voluto che fosse più vicino alla scuola e questo ci ha dato una spinta in più a decidere per l’immediato abbattimento, ma non è stata la vera ragione. L’albero era evidentemente pericoloso e pericolante e non potevamo fare altro. Non era possibile adottare una soluzione conservativa».
Gli altri due alberi della piazza sono stati sottoposti alle stesse verifiche e non presentano al momento la medesima criticità. Tra i fattori che possono aver contribuito al peggioramento della situazione viene indicato anche il forte evento atmosferico della fine di agosto. «Il pino di circa 60 anni ha risentito dell’ultimo fortunale, essendo arrivato un po’ alla fine della sua corsa…», conclude Schiano.
Nel frattempo, sui social si sta diffondendo l’invito a partecipare a un presidio ambientalista – domani (24 settembre) alle 7 del mattino – contro un possibile abbattimento di alcuni pini anche (e di nuovo) in via Maggiore (civici 149-163), strada già interessata da un piano di riqualificazione delle alberature da parte del Comune, che al momento però – ci dice l’assessore – preferisce non fornire ulteriori dettagli, rimandando a un comunicato ufficiale.
Tornando a piazza Caduti, resta ora da capire se e quando il pino verrà sostituito. Schiano assicura che l’area potrà rientrare nella programmazione delle nuove piantumazioni, ma non prima del 2027. «Per quest’anno abbiamo già investito 110 mila euro su nuove alberature. Nulla toglie che potremmo intervenire in futuro».
La questione apre anche un tema più generale sulle dimensioni degli alberi scelti per le nuove piantumazioni. Perché non mettere a dimora piante già grandi, così da avere da subito una presenza arborea più significativa? «È proprio la strada che l’amministrazione ha scelto di seguire – ci risponde Schiano -. Non vogliamo più gli alberelli bassi, previsti anche da alcune iniziative regionali. Abbiamo preso alberi che sono già abbastanza grandi, di almeno 3-4 metri di altezza, con già una chioma». La scelta, spiega l’assessore, rappresenta un compromesso tra le dimensioni della pianta e la capacità di attecchimento. «Non possiamo mettere alberature che hanno magari già 20 o 30 anni: si rischia che la pianta possa morire…».


