giovedì
27 Agosto 2026
LA DENUNCIA

Via Landoni, La Pigna: «Una “giungla” davanti alla scuola dell’infanzia»

La lista civica chiede al Comune un intervento immediato per la pulizia dell'area

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Una situazione di degrado che, secondo La Pigna, si trascina da anni nel cuore del quartiere San Biagio, a Ravenna, nei pressi della scuola dell’infanzia statale “Gugù – Augusta Rasponi del Sale”, che può accogliere fino a 75 bambini. A denunciare le condizioni dell’area di via Jacopo Landoni 15-17 sono la capogruppo della lista civica, Veronica Verlicchi, e Cristina Rosatti. Secondo quanto segnalato dai residenti, la vegetazione sarebbe cresciuta in modo incontrollato, con alberi e arbusti che in alcuni punti si estendono anche verso le proprietà confinanti. Nell’area sarebbe stata inoltre segnalata la presenza di topi, bisce e altri animali. «Non stiamo parlando di una situazione comparsa da qualche settimana – affermano Verlicchi e Rosatti – ma di un degrado che si trascina da molto tempo e che oggi ha raggiunto livelli non più accettabili».

La vicenda è resa ancora più complessa dalla storia dell’immobile. Lo stabile fu lasciato al Comune di Ravenna da Eugenio Rambaldi, insieme al terreno, con un vincolo testamentario che prevedeva la destinazione della casa ad attività di assistenza ai minori. La successione si aprì nel 2012 e il Comune accettò il lascito nel 2015.
Il 9 marzo scorso, il Tribunale civile di Ravenna, al termine del giudizio promosso dai familiari, ha disposto in primo grado il trasferimento dell’immobile agli stessi, ritenendo non adempiuto il vincolo testamentario. Il Comune ha impugnato la sentenza e il contenzioso è quindi ancora aperto.

Nel frattempo, nei documenti di programmazione dell’Amministrazione è previsto per il 2026 un investimento da 550mila euro per la «ristrutturazione stabile di via Jacopo Landoni 15/17». La Pigna parla di «un paradosso», ricordando come il Comune chieda ai proprietari privati di mantenere in ordine immobili e aree verdi, evitando situazioni di degrado e infestazioni. «Chi stabilisce le regole deve essere il primo a dare il buon esempio», sostengono Verlicchi e Rosatti, chiedendo un intervento immediato per la pulizia dell’area, la manutenzione del verde e la verifica di eventuali problemi igienico-sanitari, compresa la presenza di roditori o altri infestanti.
«Il contenzioso sulla proprietà – concludono – non può diventare il pretesto perché nessuno si occupi dell’area».

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