mercoledì
23 Settembre 2026
il riconoscimento

La prefettura consegna 20 medaglie d’onore ai familiari dei cittadini internati nei lager nazisti

Ricciardi alla delegazione di studenti presente alla cerimonia: «A voi il compito di mantenere viva la memoria»

Condividi

I familiari di 20 cittadini del ravennate deportati nei lager sono stati convocati oggi, 23 settembre, nel Salone degli Stemmi della Prefettura di Ravenna, per ricevere la medaglia d’onore istituita dal presidente della Repubblica. Dal 2006, infatti, il riconoscimento è stato disposto come tributo morale della della Repubblica ai militari o civili che subirono la privazione della libertà e della dignità umana, deportati o internati nei campi di concentramento nazisti e costretti al lavoro coatto al servizio dell’economia di guerra del Terzo Reich.

Le medaglie sono state consegnate ai familiari di Ballardini Pasquale, Baredi Agostino, Boldrini Mario, Fabbri Fortunato, Gallegati Angelo, Filiteri Giovanni, Margotti Tomaso, Massaccessi Aldo, Melandri Domenico, Piazza Alcide, Ponti Giuseppe, Puccetti Emilio Romualdo, Rambelli Rino, Scardovi Giulio, Serafini Tullio, Tini Giovanni, Valdinoci Severini, Zanetti Elvio, Zanzi Domenico e Zauli Mario.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito della “Giornata degli Internati Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale”, alla presenza dei vertici di Polizia e delle autorità militari della provincia, dei Sindaci dei Comuni di residenza dei familiari degli insigniti e di una delegazione di studenti dell’Istituto Morigia-Perdisa. Nel corso della cerimonia è stato ricordato il dramma vissuto da migliaia di militari e civili italiani che furono catturati, deportati nei lager nazisti e sottoposti a durissime condizioni di prigionia e di lavoro forzato; particolarmente toccanti sono state le testimonianze dei familiari, che hanno raccontato di come, nella maggior parte dei casi, le persone che rientravano a casa, irriconoscibili per le terribili sofferenze patite e dopo lunghissimi viaggi a piedi, preferivano non raccontare nulla ai propri cari, per evitare di far vivere anche a loro l’orrore provato.

«Le storie degli internati italiani ci parlano di uomini che, posti di fronte a scelte drammatiche, seppero conservare integrità morale e fedeltà ai propri valori anche nelle condizioni più dure della prigionia e del lavoro forzato. Con queste Medaglie d’Onore la Repubblica rende omaggio al loro sacrificio e rinnova il dovere di custodirne il ricordo come patrimonio dell’intera comunità nazionale. – commenta il prefetto, che rivolgendosi agli studenti aggiunge -: Affidiamo idealmente a voi il compito di mantenerne viva la memoria. Conoscere pagine come queste significa comprendere meglio il nostro passato e rafforzare l’impegno quotidiano a difesa dei principi di pace, democrazia, rispetto e convivenza civile».

Condividi

Notizie correlate

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi