La ceramica come provocazione, Faenza rende omaggio ad Alfonso Leoni

Al Mic oltre 200 pezzi dell’artista “Genio ribelle”, fino al 19 gennaio

Alfonso Leoni“Un assoluto protagonista dell’arte contemporanea, un genio talentuoso e ribelle”. Ad Alfonso Leoni, nel quarantesimo anno della sua scomparsa, è dedicata la prossima grande mostra del Mic di Faenza, “Alfonso Leoni. Genio Ribelle”, dal 1 ottobre al 19 gennaio. Un lungo lavoro di ricerca, a cura di Claudia Casali, in collaborazione con l’Archivio Leoni, che raccoglie per la prima volta in una antologica tutto il lavoro dell’artista, con l’obbiettivo di analizzare la ricca e intensa produzione dedita non solo alla ceramica ma anche ai diversi linguaggi della contemporaneità (pittura, grafica, design, scultura).

In mostra oltre 200 pezzi: disegni, pitture, collage, sculture ceramiche e in metallo e gioielli. Ogni domenica alle 10.30 visita guidata. Dal 2 ottobre al 13 novembre, ogni venerdì (ore 18) visita guidata ricordo degli allievi di Alfonso Leoni.

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Leoni è figlio del proprio tempo. Un periodo quello di fine anni ’60 e ’70 di lotte e contestazioni che in arte si traduce in neoavanguardia: pop art, nuovo realismo, happening, performance e minimalismo. Si aggiorna sull’arte contemporanea e guarda a Fontana, a Leoncillo e allo stesso tempo all’arte giapponese. Capisce – si legge nella cartella stampa della mostra – che gestualità, azione e imperfezione (la wabi-sabi, bellezza dell’imperfetto della filosofia buddhista) sono temi quasi intrinsechi al suo mezzo prediletto: l’argilla.

Il critico Enrico Crispolti lo prese sotto la propria ala e scrisse: «Interessava a Leoni il gesto più che il prodotto». Da ricordare le azioni di protesta e le performance presentate alle due edizioni del 1974 e 1976 del Premio Faenza, dove nella prima espone le proprie opere coperte da un lenzuolo come gesto critico contro la competenza della giuria e, nella seconda, distribuisce ai visitatori argilla cruda mentre lui distrugge con un martello sue vecchie opere, per poi impastarle in una grande sfera (nella foto). E, infine, le “macchine celibi” del 1972-73, una serie di carrarmati eseguiti a colaggio che erano un chiaro segno di contestazione contro la guerra.

La sua produzione esplora le possibilità di altri materiali come la carta, la pittura e il metallo anche applicate al design arrivando, a volte, a soluzioni precorritrici dei tempi.

E poi il design applicato all’industria. Avvia la collaborazione prima con le Maioliche Faentine, poi con le tedesche Villeroy & Boch e Rosenthal, che riconobbero immediatamente il suo talento, fornendo atelier e assistenti per realizzare le sue innovative idee.

«Leoni è stato in grado di porre al centro della riflessione la ceramica, come provocazione, come canto fuori dal coro, metafora di cambiamento intellettuale innanzitutto. – spiega la curatrice Claudia Casali –  Egli è ripartito dalla ceramica riconsiderandola dal punto di vista concettuale quale materiale dell’arte contemporanea. Aveva compreso che la ceramica era materia tanto antica quanto attuale».

Per l’occasione verrà pubblicata da Silvana editoriale un’ampia monografia di 380 pagine, con oltre 400 immagini, a ripercorrere un’intensa, breve, carriera artistica.

Scheda tecnica

Titolo: Alfonso Leoni (1941-1980). Genio Ribelle

Quando: 1 ottobre 2020 – 19 gennaio 2021

Dove: Mic Faenza, viale Baccarini 19, Faenza (RA)

Apertura: mar-ven 9-14, sab, dom e festivi 9-18. Chiuso i lunedì non festivi, 25 dicembre, 1 gennaio.

Info: 0546697311, info@micfaenza.org

Ingresso: 10 euro intero, 7 euro ridotto.

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