Dal migliore “It” di sempre fino a uno dei peggiori film horror d’autore mai visti

In sala a ottobre capolavori come Nico, 1988 ma anche l’arrogante Mother! di Aronofsky. Aspettando Blade Runner 2049

Ottobre: sono in uscita tantissimi film. Ecco la mia personale guida di orientamento.

Due film italiani, entrambi legati alla musica: Nico, 1988. Appena premiato al Festival di Venezia come miglior film sezione Orizzonti. Film sublime e stupefacente di Susanna Nicchiarelli (che ricorderete come regista del bel Cosmonauta),  Nico, 1988 è un biopic in lingua inglese sulla cantante Nico, musa di Andy Warhol e dei Velvet Underground, sugli ultimi anni di vita di una maledetta e geniale artista tossicodipendente. Il film della Nicchiarelli è bellissimo proprio perché sa trasmettere la parabola umana e artistica di Nico senza mai scadere in pessimi clichées legati al tema genio-e-sregolatezza. Il film non nasconde nulla: né le tournées disastrose tra l’Italia e la Praga ancora dentro la cortina di ferro, né la sua decadenza fisica e mentale, né il torbido  legame col figlio. Ma non c’è mai giudizio da parte della Nicchiarelli, mai facile morale o esegesi forzata. La forza del film è in una pietas sublime che trasmette alla fine una serenità invidiabile, la serenità di chi riesce a creare arte anche vivendo una esistenza delirante e tragica. Film italiano e internazionale, con una attrice protagonista di grande pathos quale Trine Dyrholm.
Ammore e Malavita. L’ultimo film dei fratelli Manetti, anch’esso presentato a Venezia. Film godibile, rilassante, eppure intriso di riferimenti cinefili, che mescola come in un gioco di prestigio la commedia italiana, il musical neomelodico e la sceneggiata napoletana di Merola, il gangster-movie da bassifondi del Bronx e il suo equivalente italiano Gomorra, il tutto con qualche toccata di Flashdance. Un killer di camorra dovrebbe eliminare una giovane infermiera, involontaria testimone scomoda; ma i due si innamorano, e il malavitoso dovrà districarsi tra sparatorie nei vicoli di Napoli insieme alla sua amata. Detto che il film non è perfetto e a volte pecca di faciloneria, è però anche un prodotto fresco e diverso dal solito nel panorama italiano, divertente e scanzonato, coraggioso per le sue scelte controcorrente, con alcune scene e battute memorabili.

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E veniamo ora all’horror, che a Ravenna è celebrato da 15 anni grazie al Ravenna Nightmare. In attesa che esca il programma completo del festival, già si sa che potremo rivedere le versioni restaurate di Nirvana di Salvatores, di Metropolis di Fritz Lang e del Nosferatu di Murnau. Ma aspettando il Nightmare, in sala avremo una nutrita sequenza di film horror.
It: Chapter One. Memorabile e stupendo remake del film già tratto dal romanzo di Stephen King. Sceneggiatura di Cary Fukunaga (regista di True Detective 1); regia dell’argentino Andrés Muschietti (scuola Guillermo Del Toro); tra gli attori il giovane Finn Wolfhard (il protagonista di Stranger Things). I giovanissimi bambini vittime del terribile clown Pennywise, tutto il mito delle paure dell’infanzia, la maestria di una storia nerissima e crudele riambientata a fine anni ’80. Un grande classico dell’horror, ma con una rielaborazione intelligente e appassionata in temi anche sottilmente politici (i ragazzini “sfigati” sono tutti rappresentanti di “minoranze”, etniche religiose o  disabili) e una raffinata regia intrisa di riferimenti all’arte, con il clown Pennywise vestito come nei quadri rinascimentali e che assume le fattezze delle donne di Modigliani. Sarò coraggioso anch’io: questo è il miglior It mai portato sullo schermo. Ma ricordate, questo è solo il capitolo 1: la parte in cui i bambini sono diventati adulti, deve ancora arrivare…
Mother! Orrendo, pretenzioso e assurdo film di Darren Aronofsky con protagonisti Javier Bardem e Jennifer Lawrence. Ma come, dirà qualcuno, hai appena citato un grande regista e due attori memorabili, in un film che era in concorso a Venezia… Eppure Mother! è uno dei peggiori film horror d’autore che abbia mai visto. Jennifer Lawrence è la giovane moglie del famoso scrittore Javier Bardem, e abitano in una villa isolata. Una sera, uno sconosciuto bussa e Bardem ne diventa molto amico dopo pochi minuti. Da lì arrivano anche la moglie e i due figli, mentre Jennifer Lawrence è in preda a incubi misteriosi. Poi il patatrac: la ospite distrugge un prezioso diamante, uno dei due figli uccide l’altro, poi arrivano circa 100 persone e la situazione degenera: gli ospiti iniziano a demolire tutto, sotto lo sguardo compiaciuto di Javier Bardem e la crisi di nervi della moglie che non capisce il perché di tutto questo. Il problema è che nemmeno lo spettatore capisce il perché di tutto questo… La storia poi precipita quando in seguito arrivano migliaia di fans dello scrittore Bardem che li accoglie felice perché lo adorano come un Dio, ma poi c’è una guerra tra fans, tutti uccidono tutti, a un certo punto arriva l’esercito con soldati e bombe, mentre la povera moglie incinta deve partorire nel terrore di questa situazione irreale… Mother! è una storia illogica e senza senso, un demenziale frullato di tutto che lega creatività, follia e maternità in un’atavica maledizione che scopriremo solo alla fine, ma che uccide definitivamente il povero spettatore sopravvissuto a due ore di pesanti e manieristici virtuosismi registici senza costrutto. La sensazione condivisa da quasi tutti i presenti alla proiezione a Venezia è quella di aver visto la più grande, costosa e arrogante cazzata degli ultimi 20 anni. L’unica domanda possibile che ci si faceva, tra i fischi del delusissimo pubblico: ma come è possibile che un regista come Aronofsky abbia potuto fare questo film?

Blade Runner 2049. Per fortuna che poi verrà questo film. Diretto da Denis Villeneuve, di cui avete appena vista il belissimo Arrival. 30 anni dopo gli eventi del primo Blade Runner, qualcuno ha ancora bisogno del cacciatore di androidi Rick Deckard – sempre lui, Harrison Ford. Questo è l’unico film che non ho ancora visto in anteprima, ma ve lo cito lo stesso, perché ne spero bene, molto bene.

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