Giovanni Lindo Ferretti, un Battiato al contrario

 

Giovanni Lindo Ferretti

Giovanni Lindo Ferretti ritratto da Alex Majoli

È il 31 agosto 2020 quando Giovanni Lindo Ferretti pubblica quella che a oggi è la sua ultima canzone. Si intitola “L’imbrunire, ed è una sorta di spoken word con base elettronica e richiama un po’ le atmosfere del lavoro più leggendario uscito a suo nome, Co.Dex.

L’uscita di Ferretti non scardina troppo gli equilibri del pop, come del resto era lecito aspettarsi da un musicista che ha scelto da tempo di affrancarsi dalle cose del mondo e camminare col suo passo.
L’esistenza di internet sembra aver cambiato radicalmente la percezione del tempo. L’overdose informativa accorcia di tantissimo i tempi dell’obsolescenza, e a volte le cose successe la settimana scorsa sembrano distanti un decennio; al contempo niente di quello che è successo nell’ultimo ventennio sembra davvero essersi sedimentato nel passato. Vent’anni e non sentirli, per dirla con una frase fatta.

Per molti la storia artistica di Giovanni Lindo Ferretti si è fermata lì, all’inizio degli anni duemila, e tutto quel che è venuto dopo è un non-brillante esercizio situazionista non troppo dissimile da quello dei primi punk inglesi che si coprivano di svastiche. Non credo sia un’interpretazione accurata. Vent’anni fa, appunto. Più o meno.

L’ultimo disco di studio del Consorzio Suonatori Indipendenti è Tabula Rasa Elettrificata, esce nel 1997 e nella sua prima settimana arriva clamorosamente in testa alla classifica degli album italiani. Per un disco del giro alternative è un risultato clamoroso, e che per molti versi è considerato una sorta di spartiacque tra il prima e il dopo. La generazione di musicisti che in qualche modo gira intorno ai CSI è quella che poi andrà ad invadere l’immaginario dei primi anni di MTV Italia, che produrrà le rockstar nostrane del quarto di secolo che seguirà (Morgan, Manuel Agnelli e a dire il vero nessun altro).

Il Consorzio Suonatori Indipendenti è un gruppo di riferimento di quel momento della musica popolare italiana, ma non sembra essere particolarmente interessato a cavalcare l’onda. L’ultima registrazione del gruppo è un live ad Alba in onore di Beppe Fenoglio, l’anno successivo.

Nel 2000 Giovanni Lindo Ferretti esce a suo nome con Co.Dex. Ad alcuni sembra uno scherzo, ad altri una delle più ambiziose opere mai partorite dal rock italiano – che di rock a quel punto non ha più niente: tappeti sonori ultracomplessi di elettronica sperimentale, voci seppellite nel mixaggio e via andare.

E poi Massimo Zamboni abbandona ufficialmente i CSI, decretandone di fatto lo scioglimento, la rinascita a nome PGR, e l’inizio della seconda parte della carriera di Ferretti. Il quale oggi vive in un paesino di 100 abitanti sull’Appennino e scende solo per suonare qualche concerto o parlare ai convegni a cui è invitato. Ogni sua uscita pubblica provoca scandalo: l’amore immenso per Ratzinger, il categorico rifiuto di tantissime istanze legate alla modernità e tante posizioni di rottura, non tanto con il suo passato quanto con il pubblico che il suo passato gli aveva portato in dote, e un presente in cui si trova di tanto in tanto a figurare come intellettuale di riferimento della destra sovranista contemporanea.

La recente morte di Franco Battiato ha rinverdito il dibattito sulle popstar colte: chi ha titolo di intestarselo? Giovanni Lindo Ferretti è come Franco Battiato, ma al contrario. La sinistra contemporanea non nasconde l’odio per uno che in decenni passati ha considerato un portavoce e forse perfino una guida, ma attorno a lui anche gli intellettuali di destra sembrano muoversi con circospezione, come se avessero paura di finir grigliati.

Lui, di suo, continua a non fidarsi di nessuno: rivendica la complessità delle sue idee e non dà troppo credito a chi lo critica in pubblico ma senza cercare un confronto diretto. Trent’anni di testi di CCCP, CSI, PGR e GLF danno testimonianza di un pianeta mentale diverso, che per comprendere appieno forse serviranno altri due decenni di lontananza e distacco dal quotidiano.
Sul track record dell’uomo invece sono quasi tutti d’accordo: almeno tre capolavori con i CCCP, almeno due capolavori con i CSI, almeno un capolavoro a nome proprio.
Vent’anni fa e passa, ma a volte sembra l’altro ieri.

Giovanni Lindo Ferretti sarà protagonista della serata del Ravenna Festival del 30 giugno all’Arena dello Stadio dei Pini di Milano Marittima. Si esibirà in trio riproponendo il repertorio di Cccp e Csi. In apertura di serata lo scrittore e critico letterario Marco Belpoliti presenta “Pianura”. Info e programma dettagliato a questo link: https://www.ravennafestival.org/events/pianura/

 

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