Alleati del Pd, tutti premiati

E così, con l’avvocato Giovanni Crocetti che entra nel cda di Romagna Acque a tre anni dalle elezioni amministrative a Ravenna (per il compenso di 12mila euro l’anno lordi), dovremmo aver messo tutti a posto. Crocetti era infatti capolista di Ravviva Ravenna, lista civica in appoggio all’attuale sindaco De Pascale che nel 2016 non riuscì ad andare oltre all’1,5 percento, arrivando ultima nella coalizione per numeri di voti presi (stendendo un velo sui 221 dell’ormai estinta Italia dei Valori).

E dunque arriva ultima anche come incarico fiduciario del sindaco secondo una logica matematica piuttosto stringente, in effetti. Il penultimo a essere stato sistemato è stato infatti da pochi mesi l’architetto Guido Guerrieri (amministratore unico Amr, 23.860 euro l’anno) che correva invece per Ixc, anche loro senza nessun consigliere eletto. Le altre liste della coalizione di centrosinistra invece (fatta eccezione per la strana anomalia del consigliere Perini e della sua Ama Ravenna), quelle che hanno “eletto”, sono state premiate tutte con l’assessore, come da tradizione, più qualche altro incarico qua e là nei cda.

Del resto il sindaco deve circondarsi di persone di fiducia e di chi si può fidare più che dei suoi alleati alle elezioni? Una fiducia misurata esattamente sul numero di voti presi, cioé in fondo sulla fiducia espressa dai ravennati. A volergli cercare un senso, lo si trova pure. Così si spiega per esempio l’ex vicensindaco del Pri Giannantonio Mingozzi al Tcr, ma basta guardare i cda di Ravenna Holding o Ravenna Farmacie per vedere come i posti siano distribuiti in base ad accordi politici. Perché quando si vota per un sindaco e per una coalizione non si vota ovviamente solo il sindaco.
E questo naturalmente è vero per chiunque vinca, è proprio un meccansimo del potere e della politica. E quei famosi accordi programmatici, convergenze sugli obiettivi da raggiungere, visione del futuro e dello sviluppo vanno di pari passo con un’attenta suddivisione poi delle cariche in ballo. Tutto noto. A Lugo e Cervia, che hanno votato a maggio, addirittura hanno avuto l’assessore liste che nemmeno hanno eletto un consigliere.

La sensazione è che in vista delle Regionali si voglia dare il buon esempio dai territori: alleatevi al Pd e, in caso di vittoria, sarete tutti premiati. Un messaggio per eventuali liste civiche (non semplici da creare a livello regionale) ma anche alla sinistra, che per quanto sempre più marginale in termini di voti può far comodo in questo caso e di sicuro con una eventuale candidatura vagheggiata di Elly Schlein farsi un po’ più pericoloso.
Perché per scegliere il presidente della Regione basta il famoso voto in più al primo e unico turno. E di certo per convincere gli alleati non potrà bastare un generico appello a respingere il “nemico comune”.

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