Ma l’opposizione vuole davvero battere il centrosinistra, a Ravenna?

 

Per carità, niente di personale contro l’uomo e nemmeno il politico. Però davvero siamo qui anche solo a parlare ancora di Alvaro Ancisi candidato sindaco di una città come Ravenna nel 2021? A 81 anni, decenni di opposizione alle spalle, dieci anni dopo l’ultima volta? In una coalizione con una lista che si chiama “Amici Animali”, per giunta?

Basterebbe questo per certificare lo stato di salute dell’opposizione, a un mese dalle elezioni amministrative di Ravenna. E non bastasse la presenza di Ancisi, va ricordato che alla guida dei due principali partiti di centrodestra (che per mesi hanno come brancolato nel buio) c’è un albergatore che cinque anni fa era di fatto nella squadra grillina e che in queste prime settimane di campagna elettorale parla soprattutto di arredo urbano, rotonde, decoro, torrette per il birdwatching in stato di abbandono, cartelli anneriti. Davvero – anche in questo caso con tutto il rispetto possibile per l’uomo Filippo Donati, che ha dimostrato di avere pure un certo coraggio – tutto qui? Certo, c’è anche un programma, presentato finora sui social per piccoli spot didascalici (“Ravenna più bella, più accogliente, più green…”), ma l’impressione è che non sia poi così diverso da quanto hanno cercato di fare (con più o meno successo) finora gli amministratori che si sono succeduti in questi anni.

Un’opposizione morbida che si contrappone a quella invece fin troppo sguaiata della Pigna, a cui va comunque dato il merito nel corso di questi anni di aver sollevato temi degni di essere approfonditi, ma che poi butta spesso in caciara, come accaduto in queste settimane in cui la candidata Veronica Verlicchi è andata alla strenua ricerca di un confronto pubblico con De Pascale, consapevole che non ci sarebbe mai stato. Perché in fondo non sarebbe giusto fare un confronto a due alla vigilia di una sfida elettorale che ne vede undici, di candidati in corsa. Nel centrodestra, per esempio, c’è anche Alberto Ancarani, che piuttosto che sostenere Donati ha preferito correre da solo per farsi una risata (l’impressione è quella). Per non parlare di Mauro Bertolino di Alleanza di Centro (già) che potrà anche accusarci di censura (è successo davvero) ma allo stesso tempo non può certo avere l’ambizione di rappresentare molte altre persone oltre a famigliari e amici. Ancor meno di quelle di un certo Matteo Rossini che si è presentato allo scalone del municipio l’ultimo giorno disponibile.

Il quadro si completa con l’estrema sinistra spaccata in tre che insieme rischiano di non arrivare al 2 percento, e con un candidato no vax.

Un’opposizione che è sembrata compatta solo quando c’è stato bisogno di contestare un sondaggio sul nome di Lido di Savio. Quasi come se non ci fosse davvero la volontà – come sostengono i complottisti – di provare a battere il centrosinistra, in questa città.

Quasi da far rimpiangere la campagna elettorale di cinque anni fa, quando almeno era possibile imbastire dei ragionamenti, organizzare un confronto. Ora, con undici candidati e 30 liste, sembra tutto solo rumore di fondo.

Ma è così difficile riuscire a presentare invece un’unica alternativa, valida, costruita negli anni, programmata, un altro modo di governare da sottoporre ai cittadini? Magari, iniziando tra un paio d’anni, si potrebbe riuscire per il 2026…

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