Il ritorno del rigassificatore (e due paradossi)

C’è stato un breve momento in cui per una volta il mondo e la politica sono sembrati semplici e comprensibili anche a Ravenna: da una parte c’erano gli industriali appoggiati da varie forze politiche che volevano un rigassificatore a Ravenna, dall’altro c’era un sindaco Pd a capo di una coalizione di centrosinistra che chiedeva garanzie e che storceva il naso. Tanto che alla fine il rigassificatore non si fece. Evidentemente allora l’anima ambientalista pesava di più. E dire che era il 2008. Oggi, quattordici anni dopo, il sindaco Pd a capo di una coalizione di centrosinistra, di una generazione più giovane del precedente, candida la città a tutto, al rigassificatore, alla ripresa dell’estrazioni di gas, allo stoccaggio di CO2. E certo sì, anche alle pale eoliche. Pur con tutte le contestualizzazioni del caso, il paradosso è che così, a occhio, in questi quattordici anni la sensibilità al tema ambientale – e nello specifico proprio alle energie rinnovabili – in teoria sarebbe dovuta aumentare, basti pensare all’agenda 2030 che ha tra gli obiettivi primari contrastare il cambiamento climatico, e poi Greta Thunberg, i Fridays for future, tutti i bei progetti promossi quotidianamente nelle scuole di ogni ordine e grado del Comune. Inutile negare che l’ambiente in questi anni ha mosso anche voti, intercettati qui prevalentemente da grillini e movimenti di sinistra extra Pd.

E questo ci porta al secondo paradosso. Perché nell’amplissima coalizione di centrosinistra con cui ha stravinto le elezioni, il sindaco pro estrazioni in Adriatico e pro rigassificatore al largo del porto conta anche i grillini. E almeno un pezzo di quella sinistra ambientalista che ha scelto un nome che si rivela ogni giorno che passa più impegnativo da portare: “Coraggiosa”. Una lista che, come se non bastasse, esprime l’assessore alla Transizione ecologica con annessi e connessi alle questioni ambientali (mentre al grillino sono andate le deleghe di Verde, Animali e Riforestazione).

Coraggiosamente gli esponenti della suddetta lista hanno scritto che prima di parlare di rigassificatore si dovranno sapere molte cose che ancora si ignorano. Benissimo, quando avranno ovviamente avuto tutte le rassicurazioni del caso, che succederà? Davvero le pale eoliche saranno sufficienti a far digerire tutto il resto ai loro elettori? Certo, il contesto internazionale e la crisi energetica sono quanto mai favorevoli a qualsiasi scatto in avanti sulla strada tracciata dal sindaco, le cui posizioni però sono note da tempo e non frutto di un estemporaneo entusiasmo.

Ma davvero gli ambientalisti potranno restare lì a difendere scelte così lontane da quella che hanno sempre presentato come la loro visione? Perché se così fosse, toccherà dar ragione a tutti quelli che hanno sempre accusato gli ambientalisti di idealismo dannoso. Torniamo pure tutti in fretta al caro vecchio modello “industria- lavoro-sviluppo-ricchezza” di novecentesca memoria ancora caro a tanti e almeno smettiamola di gingillarci con visioni future che poi al massimo si concretazzino in qualche pala eolica. E speriamo invece che l’innovazione tecnologica renda un rigassificatore di oggi meno impattamente di ciò che poteva essere un rigassificatore di quattordici anni fa.

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