Ravegnana: finita l’emergenza, ora c’è bisogno di programmare

Apertura Ravegnana

Via libera verso Forlì sulla Ravegnana nella rotonda con la Classicana

A dieci mesi dalla chiusura dovuta al crollo della diga di San Bartolo, il 24 agosto è stata riaperta la Ravegnana, unica strada a grande scorrimento che collega direttamente Ravenna e Forlì. Nel frattempo, con la Statale chiusa, il traffico è passato dalle strette strade di campagna che hanno subito l’usura e che ora forse necessiteranno a loro volta di interventi, in verità già invocati dai residenti e anche dall’opposizione (soprattutto dalla lista civica La Pigna), per una sorta di effetto domino.

Nel frattempo va avanti l’inchiesta sulla morte del tecnico della Regione Danilo Zavatta che ha perso la vita proprio nel crollo del 25 ottobre, durante un sopralluogo dove era stata costruita una centrale idroelettrica.

La riapertura della Ravegnana è di certo la prima buona notizia da quella tragica giornata ma si spera non faccia dimenticare tutti i ragionamenti fatti sinora riguardo l’inadeguatezza dell’attuale collegamento viario tra il capoluogo di provincia più vicino a Ravenna (e, detto per inciso, a sua volta assai meglio connesso con il resto dalle regione).

Li riassumiamo a beneficio dei lettori e a futura memoria: il Comune di Ravenna non è favorevole alla costruzione di una nuova strada, preferendo un ammodernamento dell’attuale. L’ottica del sindaco Michele de Pascale è giustamente pragmatista: il progetto di una Ravegnana Bis rimarrebbe molto probabilmente su carta in attesa di fondi che non arriveranno mai perciò è meglio una rivisitazione della strada odierna che la renda più sicura e meno propensa a chiusure. Soluzione condivisa in sostanza anche dal nuovo sindaco di Forlì (di centrodestra) Marco Zattini. La prima alleanza bipartisan e transprovinciale che la Romagna ricordi in tempi recenti ha prodotto per ora un primo effetto: la Regione ha inserito, con un emendamento verde-rosso (Lega-Pd), nel Piano Regionale dei trasporti la riqualificazione della Ravegnana.

Anche questa sembrerebbe la solita pagina da libro dei sogni, così è stato chiesto ad Anas di fare una stima di costi e una prima idea di progetto, anche considerando il collegamento con un’eventuale connessione con la Standiana. Il tutto per avere qualcosa di concreto su cui ragionare in futuro. Serviranno risorse e, chiaramente, non potranno essere i Comuni a tirarle fuori. Quella dei fondi sarà un affare tra Stato e Regione, mentre i sindaci avranno il dovere di tenere caldo il tema. Non sarebbe male anche ragionare su un collegamento ferroviario ma la partita qui sembra ancora più dura e porterebbe in gioco un altro attore – Trenitalia – complicando il tutto. Meglio, forse, non mettere troppa carne al fuoco. Ma ravvivare ogni tanto la brace, anche in vista della prossima apertura dell’aeroporto di Forlì, potrebbe essere una buona idea.

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