sabato
26 Settembre 2026
infrastrutture

I dati dei passeggeri degli aeroporti della regione: Forlì in continuo calo, è il fanalino di coda

Il "Ridolfi" ha movimentato un quarto rispetto a Rimini

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Grafico

All’aeroporto di Forlì nel 2025 sono transitati 118mila passeggeri, l’11,3 percento in meno rispetto al 2024 che a sua volta aveva registrato una flessione dell’1,4 percento rispetto all’anno precedente. I dati sono di Assaeroporti, l’associazione affiliata a Confindustria che riunisce le società di gestione degli scali civili italiani. Nel periodo gennaio-luglio 2026, ultimo dato disponibile, Forlì ha registrato 52mila passeggeri, un quinto in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.

Tra i quattro aeroporti in Emilia-Romagna, Forlì è quello che nel 2025 ha movimentato il numero più basso di passeggeri e l’unico che ha chiuso l’anno scorso con il segno meno: 145mila passeggeri a Parma (aumento dell’8,1 percento), 417mila a Rimini (aumento del 29,6) e 11 milioni a Bologna (3,4 percento) che ha raggiunto il suo picco massimo dal 2000. Anche nell’anno in corso le altre tre piste in regione stanno andando meglio di Forlì o meno peggio: Rimini è in crescita del 39 percento, Bologna del 3,5 e Parma in calo dell’8,7.

Il totale del traffico passeggeri nei 41 aeroporti civili italiani nel 2025 è stato 230 milioni. Forlì è al 36esimo posto, Parma al 33esimo, Rimini al 29esimo e Bologna al settimo. Il podio è composto da Roma Fiumicino (51 milioni), Milano Malpensa (31) e Bergamo (17) che in totale valgono il 43 percento del totale.

È lontano, nel tempo e nei numeri, il record dello scalo forlivese che raggiunse 640mila passeggeri nel 2010. Poi il calo fino al 29 marzo 2013 quando da via Seganti decollò l’ultimo volo commerciale: compagnia Wizz Air, destinazione Cluj-Napoca. Il fallimento della compagnia di gestione portò allo stop dell’attività commerciale. Nel 2021 una nuova gestione e la ripresa dei voli con 30mila passeggeri in un anno alle prese con la pandemia. Due anni di crescita e poi l’inversione di rotta.

Diversi, da sempre, i numeri dell’altro aeroporto in Romagna: lo scalo di Miramare di Rimini, distante 60 km in linea d’aria, aprì nel 1961 (86mila passeggeri) e raggiunse il record di 920mila passeggeri nel 2011 (con il traino dei collegamenti con la Russia) poi il crollo immediato con il fallimento del gestore Aeradria con un debito di circa 42 milioni di euro. Influirono anche il fallimento della compagnia siciliana Wind Jet e l’abbandono dello scalo da parte di Ryanair. La rinascita è stata altrettanto repentina con la società Airiminum a partire dal 2015. Nei primi 8 mesi del 2026 Rimini ha già movimentato più passeggeri di tutto il 2025. Gli incrementi si devono soprattutto all’istituzione di nuove rotte e all’arrivo di nuove compagnie aeree come British Airways, EasyJet e Vueling. La società di gestione lo scorso aprile ha presentato un faraonico piano di riqualificazione del valore di 200 milioni di euro, in parte coperti anche dai Comuni riminesi che destineranno allo scalo una quota dei fondi europei Fsc (Fondo sviluppo e coesione). In sintesi: un’area dedicata al cibo al piano terra, uffici al primo piano, sul tetto un giardino collega a un parcheggio multipiano con 1.500 stalli su quattro livelli, un’arena per concerti, un orto botanico, aree sportive, l’airport disco per realizzare eventi serali e una nuova stazione del Metromare che consentirà il collegamento diretto con i centri di Rimini e Riccione. Primi ampliamenti attesi per il 2035 e i successivi fino al 2050. Airiminum ha stimato che lo scalo potrebbe essere l’aeroporto di riferimento per 5,5 milioni di potenziali passeggeri all’anno. Tra gli obiettivi della riqualificazione c’è di superare i 3 milioni all’anno entro il 2035.

Su numeri simili a quelli forlivesi si attesa invece l’aeroporto “Giuseppe Verdi” di Parma che proprio in questi giorni ha nominato il nuovo direttore generale Umberto Solimeno. Per il 2026 è previsto un traffico complessivo compreso tra 160 e 170mila passeggeri. L’incremento dei voli attualmente operativi potrebbe consentire di raggiungere circa 300mila passeggeri nel corso del 2027. Tra le novità allo studio c’è anche il collegamento con Catania.

Bologna invece gioca in un altro campionato. Dai 3,5 milioni del 2000 è stato un crescendo continuo, interrotto solo dal Covid: dal 2020 in poi il “Marconi” aumenta ogni anno. Proprio nel 2020 è stata inaugurato il rifacimento della pista che ha interrotto l’operatività dello scalo per dieci giorni. I lavori hanno riguardato 1,6 chilometri. Anche la segnaletica è stata riqualificata e sono state installate circa 500 nuove luci. Un cantiere complesso che ha coinvolto 30 società con circa 450 persone e 350 mezzi impegnati su tre turni giornalieri, per garantire l’avanzamento dei lavori 24 ore al giorno. Il Marconi ha investito su questo intervento 10,7 milioni di euro.

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