mercoledì
04 Novembre 2026
lavoro

Electrolux, c’è l’accordo: a Forlì 194 uscite volontarie e 15 milioni di investimenti

Dopo una trattativa di circa 30 ore al ministero dimezzati gli esuberi inizialmente annunciati dalla multinazionale. Confermato il ruolo strategico dello stabilimento di viale Bologna, dove resteranno le produzioni di forni e piani cottura. De Pascale e Paglia: «La mobilitazione ha pagato»

Condividi

La lunga battaglia per il futuro di Electrolux arriva a un primo punto di svolta. Dopo circa 30 ore di trattativa al ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella notte tra martedì e mercoledì è stata raggiunta un’intesa tra la multinazionale svedese, il Governo e le organizzazioni sindacali sul nuovo piano industriale del gruppo. Un accordo che riduce sensibilmente l’impatto occupazionale rispetto alle prospettive iniziali, quando l’azienda aveva annunciato 1.719 esuberi in Italia, ma che lascia aperta una partita importante anche per il territorio forlivese.

Per lo stabilimento di via Bologna a Forlì sono previste 194 uscite, tutte su base volontaria e incentivate, nell’arco del piano industriale. Un numero inferiore rispetto ai 297 esuberi prospettati in una precedente fase della vertenza. La riduzione degli organici non avverrà quindi attraverso licenziamenti unilaterali, ma con incentivi all’esodo, accompagnamento alla pensione per chi ne ha i requisiti e strumenti di gestione sociale, affiancati dagli ammortizzatori e da percorsi di formazione e riqualificazione.

La distribuzione delle uscite previste a Forlì comprende 107 lavoratori della produzione e 87 impiegati. È comunque previsto un meccanismo di ricambio occupazionale nel caso in cui le uscite dovessero superare le soglie concordate, con una particolare attenzione a chi ha già lavorato in azienda con contratti precari.

IL FUTURO DELLO STABILIMENTO FORLIVESE

Sul fronte industriale, la notizia positiva è la conferma della centralità dello stabilimento di viale Bologna, che continuerà a produrre forni e piani cottura. Per il sito forlivese sono stati confermati 15 milioni di euro di investimenti nel prossimo triennio, destinati al rinnovamento dei prodotti, all’evoluzione dei processi produttivi e al miglioramento dell’efficienza.

Il nuovo assetto dovrebbe prevedere una produzione di circa 1,283 milioni di pezzi all’anno, attraverso tredici linee: sette dedicate ai forni elettrici, una ai forni a gas e cinque ai piani cottura. Per i forni l’obiettivo è puntare su prodotti tecnologicamente più avanzati e di maggior valore, mentre per i piani cottura si punta a valorizzare le competenze già presenti nello stabilimento.

Un risultato che, tuttavia, dovrà essere verificato nella sua concreta attuazione. I 15 milioni promessi e i volumi produttivi indicati rappresentano infatti impegni e obiettivi del piano, sui quali sarà necessario mantenere alta l’attenzione.

LA REGIONE: «LA MOBILITAZIONE HA PAGATO»

Soddisfazione, ma senza nascondere le preoccupazioni, nelle parole del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e dell’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, che ha partecipato al confronto romano.

«Non è una vittoria, ma abbiamo resistito – dichiarano –. Il merito è innanzitutto delle lavoratrici e dei lavoratori, che insieme ai sindacati hanno lottato per cinque mesi per difendere occupazione e capacità produttiva del nostro Paese».

«Quando questa vicenda si aprì, Electrolux annunciava di voler licenziare 1.719 lavoratrici e lavoratori, compromettendo di fatto il futuro delle fabbriche italiane di elettrodomestici. Oggi parliamo di 902 uscite da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, investimenti per 100 milioni, tenuta delle linee produttive e adozione di uno strumento espansivo che garantisca, insieme agli ammortizzatori sociali, la futura ripresa occupazionale».

Per quanto riguarda Forlì, la Regione si impegna a seguire direttamente anche la ricollocazione delle 194 persone che eventualmente decidessero di lasciare Electrolux. Ma soprattutto, sottolineano de Pascale e Paglia, sarà necessario verificare che «i 15 milioni di euro di investimenti nei tre anni previsti per il sito di Forlì arrivino e siano utili a garantire i livelli produttivi fissati».

La vicenda non è dunque conclusa. L’ipotesi di accordo dovrà essere sottoposta al voto delle lavoratrici e dei lavoratori dei diversi stabilimenti, mentre le parti hanno previsto un monitoraggio periodico degli impegni industriali e occupazionali. Per Forlì si apre una fase nuova: scongiurato lo scenario dei licenziamenti, resta da capire se gli investimenti annunciati saranno sufficienti a garantire nel tempo la solidità produttiva e occupazionale del sito.

Condividi

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi