giovedì
27 Agosto 2026
la storia

Dall’Australia a Cervia per seppellire metà delle ceneri del padre scomparso: ma per lo Stato è vilipendio di cadavere

Bizzarro ricongiungimento famigliare per i Mazzotti: «Ci riproveremo tra qualche anno»

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Valigie chiuse e passaporti alla mano, pronti per un volo intercontinentale da oltre 20 ore organizzato con quasi un anno di anticipo: lo scorso 21 agosto, dopo oltre 50 anni dall’ultima visita nel Bel Paese, la famiglia Mazzotti si prepara a lasciare Sydney in direzione Cervia per un ricongiungimento familiare inconsueto.
Oltre agli effetti personali e qualche gadget per i parenti romagnoli, in valigia ci sarebbero dovute essere anche le ceneri di babbo Silvano Mazzotti, che a metà degli anni ’50 lasciò Cervia per “tentar fortuna” dall’altra parte del mondo, trovando impiego come operaio nelle acciaierie di Port Kembla e costruendo da zero una nuova vita dall’altra parte del mondo.

Scomparso nel febbraio 2010, l’ultima volontà di Mazzotti era quella di ricongiungersi con entrambe le sue terre, facendo disperdere metà delle proprie ceneri in Australia e seppellendo l’altra metà nella tomba di famiglia nel cimitero cervese. «Organizzare la trasferta intercontinentale non è stato facile e ci sono voluti anni per accordarci e reperire tutti i documenti necessari – raccontano le sorelle Jacki (61 anni) e Anna Maria Mazzotti (70 anni), accompagnate dal marito di Annamaria e da un’amica -, quando finalmente tutto era pronto, abbiamo scoperto di non poter portare con noi le ceneri di nostro padre, perché l’altra metà era già stata dispersa». 

Per lo Stato Italiano infatti, la tumulazione della metà delle ceneri di un defunto è da considerarsi vilipendio di cadavere, ma la scoperta è arrivata solo al termine di un iter durato mesi, tra visite in ambasciata e corrispondenza con il camposanto: «Ci siamo fatte aiutare dalle nostre cugine romagnole per chiedere le autorizzazioni alla sepoltura: tutti erano d’accordo nel far aprire la tomba di famiglia, il cimitero aveva dato il via libera. Sono stati richiesti certificati di nascita, morte e cremazione e con essi la dichiarazione di dispersione di parte delle ceneri – continuano le sorelle Mazzotti -, durante l’ultima visita all’ambasciata italiana, abbiamo spedito tutte le documentazioni per ottenere il passaporto mortuario, ultimo tassello mancante, per vedercelo infine negare dal Comune di Cervia. Il Dpr 285/90 impone infatti che in Italia le ceneri derivanti dalla cremazione debbano restare tassativamente integre e sigilliate in un’apposita urna».

Il viaggio non è stato comunque sospeso e, nonostante qualche barriera linguistica, le due metà della famiglia Mazzotti hanno avuto modo di ritrovarsi sedute a una lunga tavola davanti a un piatto di cappelletti della Casa delle Aie. Nei giorni seguenti c’è stato il tempo per una gita tra i monumenti patrimonio Unesco di Ravenna e la visita a San Marino. Oggi (27 agosto) la partenza per Venezia, per scoprire il resto d’Italia a bordo di una crociera. «Ma non è finita qui – spiegano le sorelle Mazzotti – Ci siamo innamorati di Cervia e Ravenna, e non vogliamo fare passare altri 50 anni prima di rivedere la nostra famiglia italiana. Babbo Silvano lasciò casa per via di una delusione d’amore e ai conflitti con il padre, ma non l’ha mai dimenticata davvero: tra tante le lettere ai fratelli Sauro e Giuliano e i ricordi della sua Romagna tramandati in casa sappiamo quanto fosse importante per lui fare in qualche modo ritorno. Dall’ambasciata ci hanno comunicato che la legge sulla tumulazione potrebbe cambiare nei prossimi 5 anni, e noi saremo pronti per tornare».

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