Disturbi dell’apprendimento, la psicologa: «L’autostima è tra i problemi più seri»

A Cotignola ha sede un centro con professionisti specializzati per le diagnosi ma anche logopedisti e specialisti in grado di aiutare i ragazzi ad acquisire la loro autonomia nello studio. La dottoressa Trerè: «Ci chiedono se potranno andare all’università e la risposta è sì»

Trerè

La Psicologa Francesca Trerè

Una delle realtà più attive sul territorio ravennate per quanto riguarda le attenzioni per gli studenti con disturbi dell’apprendimento è “Strategicamente Insieme”, centro con sede a Cotignola, ma attivo anche a Ravenna. Qui psicologi specializzati sono in grado di fare la diagnosi Dsa e vi lavorano anche logopedisti, spesso figure importanti in caso di dislessia, ma soprattutto aiutano i ragazzi con diagnosi Dsa ad acquisire autonomia nello studio.

Si tratta di un centro privato e i costi sono a carico delle famiglie. Abbiamo parlato con Francesca Treré, psicologa specializzata in disturbi dell’apprendimento che ci ha spiegato: «Il nostro obiettivo è l’autonomia. Quindi cerchiamo di aiutare i ragazzi a individuare lo strumento compensativo più adatto alle loro necessità e a utilizzarlo. I percorsi possono durare anni, come mesi, dipende dall’età e dalla capacità di organizzarsi del singolo. Alle famiglie però chiediamo continuità, l’idea non è quella di un semplice doposcuola dove fare i compiti per il giorno dopo, appunto, ma piuttosto di un luogo dove acquisire strumenti». Gli incontri durano mediamente due ore. A Ravenna si svolgono nei locali di scuole che li rendono disponibili, l’anno scorso erano alla Don Minzoni e quest’anno alla Randi. Ma non sono le scuole a mandare i ragazzi al centro. «Tutto si svolge tramite passaparola tra i genitori che si informano quando ricevono una diagnosi». I ragazzini, tra Ravenna e Cotignola, sono un centinaio e vanno dalla quarta elementare alla quinta superiore.

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Lo spazio “Strategicamente Insieme” a Cotignola

«Qualcuno ci chiede – racconta – “potrò andare all’Università?”. E la risposta è sì, trovando le giuste modalità di apprendimento, strategie di studio e strumenti compensativi. Tutto ciò favorisce il successo scolastico e formativo della persona. Tra i problemi più seri c’è invece quello legato all’autostima dei ragazzi, soprattutto quando la diagnosi avviene piuttosto tardi, alle medie o alle superiori. A volte arrivano carichi di una frustrazione accumulata negli anni, con il timore di non avere le competenze per proseguire il corso degli studi. In alcuni casi tutto si risolve con i primi successi scolastici, in altre invece c’è bisogno di un sostegno psicologico più strutturato».

A lei chiediamo i segnali da non trascurare. «Alla fine della seconda elementare il bambino deve saper leggere, se ci accorgiamo che fa troppi errori, non solo doppie o h, ma magari inverte le lettere, può essere il caso di approfondire, così come se ha problemi di memorizzazione. Alla fine della terza elementare si può invece diagnosticare la discalculia. Ci sono casi in cui questi disturbi portano anche a comportamenti non adeguati in classe. A volte, invece, i ragazzi riescono a compensare da soli e arrivano alle medie o alle superiori dove il carico di lavora aumenta e allora arriva il crollo, perché da soli non riescono più a farcela».

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