lunedì
04 Maggio 2026
Salute

Visite sportive post Covid in ritardo, ragazzi fermi: il sindaco scrive al ministro

L'idoneità “Return to play” obbligatoria per chi ha più di 12 anni ma a Ravenna capita di attendere fino a quasi due mesi per un appuntamento nel pubblico. De Pascale chiede di toglierla per chi è stato asintomatico o lasciarla solo a chi è stato ricoverato

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Pexels Pavel Danilyuk 6203696Le regole attuali dicono che per tornare all’attività sportiva dopo una guarigione dal Covid, per chi ha più di 12 anni, serve una visita medica specialistica, nota come “Return to play”, ma se si tentava di prenotarne una il 25 gennaio nella sanità pubblica, a Ravenna, il primo appuntamento era a fine marzo. Nel privato si recuperava qualche settimana.

Ora il sindaco di Ravenna e presidente dell’Unione province d’Italia, Michele de Pascale, scrive una lettera aperta al ministro della Salute Roberto Speranza e alla sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali: «Le medicine sportive non riescono a garantire in tempi adeguati le visite d’idoneità aggiuntive rispetto a quelle annuali e gli atleti rimangono fermi, lontani dagli allenamenti per periodi molto lunghi, mettendone in difficoltà la carriera sportiva e comunque il ritorno alla socialità».

De Pascale chiede se ci sono le condizioni per sospendere tale ulteriore accertamento rinviandolo alla ordinaria visita annuale, o almeno per prevederne la prescrizione solo in alcuni casi specifici, come ad esempio per chi ha subito un ricovero. Oppure, per contro, di valutare l’esonero di alcune categorie, come ad esempio coloro che hanno contratto il Covid in maniera totalmente asintomatica.

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