Parte dalla creatività delle nuove generazioni il percorso di riqualificazione dell’ex Lavatoio di Russi. Venerdì 5 giugno è stato inaugurato il murales realizzato dalle studentesse Giada G. e Federica Z. del Liceo Artistico “Nervi-Severini”, che trasforma una parete della struttura in un’opera d’arte a cielo aperto. L’iniziativa rientra nel progetto “Scuola Bottega”, ideato nel 2014 dall’Associazione Amici di Enzo Odv, in collaborazione con la Cooperativa Sociale “Il Faro”.
Si tratta di un servizio gratuito, svolto in orario scolastico e convenzionato con scuole e aziende, nato per contrastare la dispersione scolastica e sostenere gli studenti in difficoltà attraverso l’apprendimento pratico, il cosiddetto “learning by doing”. A Russi in particolare si è svolto un laboratorio di apprendimento esperienziale, finalizzato al trasferimento di competenze tecniche e manuali in un contesto non scolastico e alla valorizzazione del patrimonio comunale dell’ex Lavatoio: un percorso pratico e creativo accompagnato da tutor, docenti e associazioni del territorio, che ha trasformato il murales in un’occasione concreta di formazione, partecipazione e cura condivisa di uno spazio pubblico in collaborazione con il Comune di Russi e l’Associazione culturale Iki-guys Aps.
All’inaugurazione hanno preso parte la Vice Sindaca Grazia Bagnoli con gli Assessori Eleonora Mazzoni e Filippo Plazzi, i rappresentanti delle associazioni coinvolte, le giovani artiste che hanno realizzato l’opera e il dirigente scolastico del liceo artistico, Gianluca Dradi.
«La combinazione della carpa koi e del fiore di loto – hanno spiegato le studentesse, che sono state supportate nel loro percorso dal progettista grafico e illustratore Dennis Corbelli e dalla professoressa Simona Vasumini – è uno dei simboli più profondi della cultura orientale, emblema di perseveranza, forza interiore e rinascita. La carpa koi, celebre per la sua capacità di nuotare controcorrente, simboleggia il coraggio di superare gli ostacoli più difficili, l fiore di loto, invece, nasce dal fango profondo per fiorire immacolato sulla superficie dell’acqua. Insieme, questi due elementi richiamano la capacità di trasformare la sofferenza in bellezza e in rinascita spirituale, un significato particolarmente profondo in questo luogo, storicamente adibito a lavatoio di un macello».
Il murales rappresenta solo il primo tassello di un percorso più ampio di evoluzione e valorizzazione degli spazi dell’ex Lavatoio, che punta a rafforzare il protagonismo giovanile e la collaborazione tra istituzioni, scuola e associazionismo locale trasformando lo spazio abbandonato in un luogo aperto e vissuto anche e soprattuto dai più giovani.
«Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la rigenerazione urbana possa diventare anche rigenerazione sociale ed educativa – aggiunge la vice sindaca Grazia Bagnoli -. Restituire significato e nuova vita a uno spazio pubblico attraverso il coinvolgimento diretto dei giovani significa investire nella comunità, creando occasioni di relazione, espressione e partecipazione».



