venerdì
12 Giugno 2026
Rubrica L'osservatorio

Stadio, a Ravenna non si può

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C’è da essere orgogliosi di Ravenna. In un’epoca in cui mezza Europa si interroga su come trasformare gli stadi in motori di rigenerazione urbana, attrazioni turistiche e luoghi vivi sette giorni su sette, noi siamo riusciti a individuare una strada alternativa: fare finta che il problema non esista.

Non è servito neppure avere per una volta una proprietà milionaria e ambiziosa, con cui si potrebbe fare affari per il bene di tutti. No, nella città dove qualcuno ha ben pensato di fare un palazzetto di fianco a un palazzetto già esistente, limitandosi a farlo progettare agli uffici comunali (…), non si può neanche parlare di stadio nuovo. Piuttosto si ristruttura a fatica quello vecchio. Per dire, il Comune non è neanche riuscito a far partire in tempo i lavori per il rifacimento del campo, che sono stati rinviati alla prossima stagione. Mentre i Distinti, desolatamente chiusi da tempo, verranno riqualificati al momento solo per metà, buttando giù tutto e realizzandoli praticamente uguali a prima, senza neppure una copertura, negli anni del riscaldamento globale e delle temperature da record. Il resto dello stadio non si tocca. Una tristezza infinita.

Mentre  il vicino Arezzo – tanto per fare esempi paragonabili e non citare Milano o Roma – sta rifacendo uno stadio con un progetto (dell’architetto Fayer, perché sì, sarebbe un modo anche per fare opere che restano, anche belle) che non si limita a rifare un impianto sportivo, ma punta a trasformarlo in un elemento di rigenerazione urbana e in una struttura utilizzabile tutto l’anno. O a Trento, Serie C, il sogno è invece “lo stadio in legno porfido trentino”, anche in questo caso al centro di una riqualificazione urbanistica. Pensate se il Benelli diventasse lo stadio del Mosaico nell’ambito della rigenerazione di tutto il quartiere, che ne avrebbe di certo bisogno (sempre se si volesse mantenere lì, tipo Ferrara, e non spostare in un’area meno abitata). Di esempi ce ne sarebbero tanti, tanti, altri. Ma il punto è che da queste parti nessuno recepisce. Ancora traumatizzati dal cantiere di un inutile palazzetto, che sta finendo per bloccare anche il resto della città…

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