giovedì
18 Giugno 2026
Agricoltura

Il robot autonomo per i frutteti: sa analizzare gemme, frutti e rami

Ma un vuoto normativo consente l'uso solo con la supervisione di un operatore. Donati (Gianfrutta Zani): «Nel futuro cambierà la disposizione delle piante nei campi»

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Droni, sensori, intelligenza artificiale e robot nei frutteti. Non è uno scenario futuristico, ma una realtà che sta prendendo forma nelle campagne anche romagnole grazie ai progetti portati avanti dalla cooperativa agricola faentina Granfrutta Zani insieme a produttori, università e centri di ricerca. «Da anni stiamo lavorando su progettazioni condivise finanziate a livello regionale e nazionale – spiega Lorenzo Donati, responsabile dello sviluppo e innovazione della cooperativa –. L’obiettivo è rendere l’agricoltura più sostenibile, efficiente e competitiva, senza perdere di vista il ruolo degli agricoltori».

Nei campi della provincia di Ravenna sono sempre più diffusi sistemi di sensoristica, stazioni meteo connesse, sensori nel terreno e piattaforme digitali che supportano le decisioni degli agricoltori, indicando quando irrigare, come intervenire sulle colture e come effettuare la difesa. Il ruolo della cooperativa è quello di fare da ponte tra ricerca e aziende agricole. «La nostra funzione è mutualizzare l’innovazione: testarla, validarla e verificare che sia sostenibile soprattutto dal punto di vista economico. Se la transizione tecnologica non regge i conti aziendali resta soltanto un esperimento» precisa Donati.

Il percorso d’innovazione di Granfrutta Zani si è concretizzato tra il 2018 e il 2019 con i progetti dedicati ai “frutteti intelligenti del futuro”, sviluppati insieme all’Università di Bologna e ad altre realtà del territorio. In questi impianti sperimentali sono stati testati rover elettrici a guida autonoma, sistemi fotovoltaici e agrivoltaici, tecniche innovative di distribuzione dei fitofarmaci e nuovi modelli di coltivazione delle piante pensati per favorire la meccanizzazione e robotizzazione. «Abbiamo fatto ricerca applicata in aziende a noi associate – racconta Donati – e questo ci ha permesso di capire sia le opportunità sia i limiti delle tecnologie disponibili. Da qui sono nati nuovi progetti che oggi si concentrano su due filoni principali: l’integrazione dei dati tramite l’intelligenza artificiale e la progettazione di frutteti di nuova generazione, pensati per dialogare con macchine e robot».

Il concetto chiave è che il sistema di coltivazione non rappresenta più soltanto una scelta agronomica, ma diventa una vera e propria infrastruttura tecnologica. La robotica, infatti, funziona meglio quando le piante sono organizzate in modo da rendere facilmente visibili e accessibili frutti e chiome, situazione non sempre facile nei campi agricoli. Per questo la cooperativa sta confrontando impianti tradizionali, opportunamente adattati alla meccanizzazione, con nuovi modelli progettati fin dall’inizio per la massima automazione. «Non possiamo pensare di azzerare gli impianti esistenti e ripartire da zero – dice ancora Donati –. Dobbiamo accompagnare gradualmente la transizione tecnologica e capire quali soluzioni siano davvero applicabili nelle aziende».

Tra gli ostacoli c’è anche il quadro normativo. Un’azienda agricola affiliata a Granfrutta Zani è dotata di un rover: un robot a guida autonoma in grado di analizzare gemme, frutti e rami per una più completa gestione del frutteto. Al rover, però, è consentito operare solamente sotto la supervisione di un operatore specializzato. «Esiste ancora un vuoto normativo che limita l’impiego completamente autonomo di queste macchine – spiega Donati –. Per questo sono in corso confronti sia con le aziende produttrici che con le istituzioni per definire regole più chiare».

Un tema particolarmente sentito riguarda l’impatto sull’occupazione. La tecnologia nei prossimi anni ridurrà sicuramente il numero di lavoratori nei campi, come già successo nei magazzini di lavorazione della frutta, dove l’automazione dei macchinari e i sistemi di intelligenza artificiale per selezionare i prodotti sono già realtà. «Da una parte diminuisce il fabbisogno di alcune mansioni, dall’altra cresce la richiesta di personale altamente qualificato. Serviranno tecnici e operatori capaci di comprendere e gestire dati, sensori, sistemi di irrigazione intelligenti e robot agricoli. Figure professionali che uniscano competenze agronomiche e digitali». Con l’obiettivo di formare una nuova generazione di tecnici specializzati, Granfrutta Zani collabora stabilmente con l’Università di Bologna ed è socia di Rinova, centro di ricerca specializzato in agronomia. «La sfida di tutto il comparto deve essere quella di creare professionisti in grado di leggere un dato e trasformarlo in una decisione concreta sul campo».

Ad oggi la raccolta completamente automatizzata della frutta è ancora lontana dall’essere competitiva su larga scala, soprattutto per la delicatezza dei prodotti e la complessità delle operazioni. «Tuttavia, in attività come il diradamento, la potatura assistita e il monitoraggio dei frutteti, la meccanizzazione sta avanzando rapidamente e può contribuire a compensare la crescente carenza di manodopera».

Infine, resta il tema dell’accettazione dell’innovazione da parte delle aziende agricole della provincia. Se in passato molti produttori guardavano con diffidenza ai sensori per l’irrigazione, oggi queste tecnologie sono diventate strumenti consolidati. Lo stesso percorso potrebbe riguardare robotica e automazione. «Oggi certe aziende stanno compiendo scelte più coraggiose anche grazie a proprietari di seconda generazione. Quando un agricoltore vede che una soluzione funziona e porta benefici concreti, la adotta. La scarsità di manodopera e la necessità di contenere i costi accelereranno inevitabilmente questo processo».

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