lunedì
15 Giugno 2026
nuove tecnologie

L’azienda Wasp di Massa Lombarda firma il primo progetto nazionale di edilizia certificata e riproducibile stampata in 3D

All'interno del progetto Shamballa per l'abitare sostenibile nasce Itaca, la prima fattoria autosufficiente realizzata tramite stampa

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È ravennate il progetto della prima struttura edile in Italia stampata in 3D, certificata e replicabile: grazie alla ricerca di Wasp 3D Build, la startup dell’azienda Wasp di Massa Lombarda dedicata all’edilizia ha dato vita a Itaca, la fattoria autosufficiente stampata in 3D sulle colline imolesi. Si tratta di uno dei primi tasselli del progetto Shamballa: un laboratorio a cielo aperto dedicato all’abitare sostenibile, situato sulle colline emiliano-romagnole che ospiterà la produzione agricola e l’orto botanico officinale di Olfattiva, azienda artigiana che come Wasp fa capo al gruppo Csp Srl.

La struttura è stata realizzata attraverso la stampante Crane Wasp, che ha permesso di raggiungere elevati standard di efficienza, adattabilità e design incentivando le potenzialità di replicabilità su scala nazionale e internazionale. L’integrazione di impianti elettrici e sistemi di riscaldamento radiante durante la stampa ottimizza tempi e costi, trasformando l’edificio in un sistema efficiente e “attivo”. Il progetto rispetta i rigorosi standard antisismici italiani e regionali, con livelli di sicurezza paragonabili all’edilizia tradizionale.

L’intero involucro murario è stato stampato utilizzando una miscela a base di pura calce NHL e Geolegante, fornita da Kerakoll e scelta per le sue emissioni di carbonio inferiori rispetto al cemento tradizionale. I materiali, combinati con lolla di riso e isolanti naturali integrati, garantiscono alte prestazioni termiche, traspirabilità e una riduzione dell’impatto ambientale. Gli spazi esterni saranno adibiti a laboratori e centri di ricerca e sviluppo per esperti internazionali della stampa 3D architettonica. L’obiettivo è quello di continuare a incentivare progetti e idee innovative di bioedilizia e vita sostenibile, oltre a percorsi complementari come orti automatizzati, sistemi di raccolta dell’acqua piovana e iniziative dedicate alla microeconomia circolare. Lo stesso orto botanico di Olfattiva è stato realizzato grazie a un’operazione di riforestazione e agroforestazione con oltre 500 alberi da frutto di antiche varietà locali e 50.000 piante aromatiche officinali in un’area di otto ettari. Oltre all’attività di ricerca sulle materie prime vegetali e sui profumi naturali, il progetto ha una forte vocazione comunitaria: l’orto botanico ospiterà il pubblico locale per laboratori sensoriali, percorsi olfattivi immersivi e workshop educativi dedicati a piante, profumi e sostenibilità, offrendo esperienze legate al benessere della persona.

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