martedì
30 Giugno 2026
lutto

Cordoglio per la morte di Raffaele Iosa, il maestro e ispettore scolastico si è spento a 74 anni

Di origine veneta, da anni era una figura attiva nel panorama sociale e culturale ravennate. Oggi i social si riempiono di messaggi di affetto e ricordo

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Cordoglio nel mondo dell’istruzione ravennate per la scomparsa di Raffaele Iosa. Il maestro, direttore didattico e ispettore scolastico si è spento all’età di 74 anni, compiuti lo scorso 30 aprile. A darne notizia attraverso i social è la figlia Katrina Cortesi, che oggi (30 giugno) scrive a nome suo e della madre: «Con grande dolore comunichiamo che il nostro caro papà e marito ci ha lasciati. È stato un uomo che ha saputo donare amore, insegnamenti e affetto a chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo. Lo ricorderemo per la sua gentilezza, forza, generosità e altruismo».
Chi vorrà porgere un ultimo saluto all’ispettore potrà farlo negli spazi della camera mortuaria di Ravenna, dalle 8:30 di domani o ai funerali di giovedì 2 luglio (ore 15.30, nella chiesa della camera mortuaria).
Nato nella periferia veneziana, Iosa ha iniziato a lavorare come maestro, diventando direttore didattico ad appena 26 anni e ispettore scolastico a 34. Ha fatto parte del gruppo che ha scritto il Regolamento dell’autonomia nel 1998 e dal 1999 al 2001 ha coordinato l’Osservatorio nazionale handicap per il Ministero della pubblica amministrazione. Negli ultimi anni si occupava di cooperazione internazionale con gli orfanotrofi della Bielorussia del coordinamento di le iniziative culturali e politiche. Ravenna arrivò da adulto, per amore della seconda moglie Rita, segnando però la scena culturale cittadina anche come membro deI “MalfAttori”, il gruppo di amici di RavennAntica impegnato nell’organizzazione di incontri divulgativi in città. Nel 2017 venne eletto anche come segretario del circolo Pd cittadino “D’Attorre “ grazie alla lunga esperienza politica maturata anche in veste tecnica.

Oggi sono in tanti, tra amici e colleghi, a ricordare il maestro con una frase di addio sui social, definendolo anche «L’emblema di una Scuola resistente, determinata, accogliente e sensibile e competente». A venire sottolineate sono la sua vocazione e attenzione all’inclusione sociale, la mente brillante e la passione per la sua professione. Anche la rivista di settore Tecnica della scuola lo ricorda con un lungo e affettuoso post sul suo blog.

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