Si è spento nella notte di martedì 28 luglio, all’età di 96 anni, il maestro ceramista Adelmo Cornacchia. È morto alle 1.30 nella sua abitazione di Brisighella, assistito dai familiari e dagli amici più stretti. Con la sua scomparsa si chiude definitivamente la storia della storica bottega Bartoli-Cornacchia, punto di riferimento della ceramica artistica romagnola per oltre mezzo secolo. Cornacchia era l’ultimo dei due fondatori della bottega aperta nel 1957 insieme allo scultore Walter Bartoli, scomparso nel 2016. La sua morte arriva inoltre a sei anni dalla scomparsa della pittrice Velda Ponti, compagna di Bartoli.
Nato a Brisighella nel 1930, Cornacchia si è formato sotto la guida del maestro Giuseppe Ugonia, per poi perfezionare la propria esperienza a San Marino. Tornato nel paese natale, ha dato vita insieme a Bartoli a un laboratorio diventato una delle realtà più conosciute della ceramica artistica del territorio.
Nella bottega i due artisti hanno sviluppato un metodo di lavoro basato sulla collaborazione: Bartoli modellava le sculture, mentre Cornacchia curava la decorazione pittorica, gli smalti e le finiture, utilizzando anche oro zecchino e rame. Tutte le creazioni portavano la firma “Ceramisti di Brisighella”, divenuta negli anni un marchio riconosciuto ben oltre i confini della Romagna.
Nel corso dell’attività la bottega ha realizzato circa 30 mila opere, distribuite in Italia e all’estero. Una produzione che ha contribuito a far conoscere Brisighella nel panorama della ceramica artistica italiana e che ha trovato spazio in numerose collezioni pubbliche e private.
Cornacchia ha inoltre realizzato opere per una settantina di chiese e cappelle. Tra queste spicca il “Giudizio Universale” della chiesa di San Lorenzo a Lugo, inaugurato nel 1997 e composto da 554 formelle in ceramica su una superficie di circa 150 metri quadrati. Tra le opere più significative anche il presepe donato a papa Giovanni Paolo II, successivamente destinato alla cattedrale di Ouagadougou, in Burkina Faso.
Accanto all’attività artistica, Cornacchia è stato protagonsita anche della vita pubblica di Brisighella. Dagli anni Sessanta ha collaborato attivamente con la Pro Loco, contribuendo alla nascita di alcune delle principali manifestazioni del paese e sostenendo numerose iniziative attraverso la donazione delle proprie opere.
Nel corso della carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Diploma di Merito con Medaglia d’Oro del Comune di Brisighella, il Melvin Jones Fellowship e il Premio Dionisio Naldi.
Cornacchia ha lasciato precise disposizioni anche per il periodo successivo alla chiusura della bottega: gli stampi sono stati distrutti per evitare riproduzioni delle opere, mentre l’archivio storico e documentale è stato conservato e affidato a Carlo Serafini.



