La crisi abitativa nel Ravennate non riguarda più solo il caro affitti e la difficoltà di versare il canone mensile per alcune famiglie, ma la carenza di immobili disponibili sul mercato ha esteso il problema anche ai nuclei senza difficoltà economiche. Su queste basi, il Prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi, ha ricevuto giovedì 8 luglio una delegazione del Sunia e della Cgil di Ravenna, aprendo un confronto sulla realtà abitativa drammatica del territorio.
In rappresentanza del sindacato hanno partecipato al tavolo Siriana Forbicini, Alessandra Farina, Alberto Mazzoni e Sara Errani, che hanno consegnato al prefetto la documentazione con i dati del progressivo impoverimento del tessuto sociale, delle procedure di sfratto in atto nel tribunale di Ravenna, delle abitazioni sfitte, del calo di alloggi a disposizione per contratti di affitto stabili e del disagio sociale in costante aumento. Sunia e Cgil puntano il dito contro «la miscela esplosiva derivante da un “Piano casa” promosso dal governo in maniera tardiva, sbagliata e senza risorse adeguate e dal testo legge in elaborazione che taglia i tempi delle procedure di sfratto, impedendo a istituzioni e servizi sociali di scongiurare l’espulsione».
Secondo i sindacati, la crisi abitativa si sta già ripercuotendo sull’economia territoriale: «L’assenza di un mercato in grado di assecondare le varie necessità di lavoratori e studenti sta mettendo in difficoltà aziende pubbliche e private – continuano i delegati -. Decine di persone rinunciano a un posto di lavoro qualificato o a un corso universitario, perché non trovano casa nel nostro territorio».
In conclusione dell’incontro è stato richiesto al prefetto un intervento nei confronti del governo, in modo da evidenziare i limiti del Piano Casa e della bozza di aggiornamento allo scaduto protocollo sfratti». La risposta di Ricciardi è stata positiva, con l’impegno di adoperarsi nei confronti del governo nazionale e territoriale nell’ambito delle sue possibilità e competenze.



