mercoledì
09 Settembre 2026
Religione

La Giornata del creato sulle orme di San Romualdo: dalla liturgia con i vescovi del territorio alla passeggiata contemplativa

Torna a Sant'Alberto l'appuntamento interdiocesano, con la partecipazione dei rappresentanti delle chiese ortodosse dell'Est Europa

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Dalla chiesa alle Valli di Comacchio, passando per il Reno, seguendo le tracce di San Romualdo. Sarà un cammino nella natura, ma anche nella spiritualità e nella ricerca della pace, quello proposto venerdì 11 settembre a Sant’Alberto per la Giornata del creato.
«Il luogo non è casuale – spiegano dall’Ufficio diocesano per la Pastorale di sociale e del Lavori -. È proprio nelle zone umide di Sant’Alberto, allora chiamate Pereo, che San Romualdo, nato a Ravenna e fondatore dell’ordine camaldolese, iniziò la sua esperienza eremitica quasi mille anni fa. Nel 2027 ricorreranno i mille anni dalla sua morte, e la sua figura sarà il filo conduttore dell’iniziativa».

Come da tradizione, le diocesi di Ravenna-Cervia e Faenza-Modigliana celebreranno insieme questa Giornata, con una funzione presieduta dal vescovo di Ravenna-Cervia Lorenzo Ghizzoni, dal vescovo di Faenza-Modigliana Michele Morandi e da quello di Imola, monsignor Giovanni Mosciatti. Non si tratterà di una messa, ma di una “liturgia della parola” che coinvolgerà anche i rappresentanti della chiesa ortodossa rumena, di quella moldava e della comunità ortodossa russa. Inoltre, per la prima volta, l’appuntamento di quest’anno coinvolgerà anche altre diocesi della Romagna, partecipanti dalle diocesi di Imola, Cesena-Sarsina e Forlì-Bertinoro, grazie al coordinamento interdiocesano, avviato nel 2025.

La Giornata del creato prenderà il via alle 16.30, con il ritrovo nella chiesa di Sant’Alberto. Don Giuseppe Cicchi (priore del monastero di Fonte Avellana), aprirà l’incontro con una riflessione sul rapporto tra San Romualdo, la natura e l’ambiente in cui visse. Seguirà la benedizione delle acque dei fiumi della Romagna, raccolte in bottiglie e consacrate nel battistero della chiesa insieme ai fedeli. La celebrazione si sposterà poi al di fuori della chiesa, diventando un cammino: ai partecipanti sarà richiesto di percorrere circa 900 metri fino al Reno, attraversare il fiume con un traghetto e proseguire sull’argine in una “passeggiata contemplativa” guidata da da don Massimo Goni, parroco di Alfonsine. «Si tratta della principale novità di quest’anno – continuano dall’Ufficio diocesano – Non sarà una processione ma una passeggiata da vivere in libertà tra le acque delle valli, anche in silenzio, lasciandosi interrogare dal paesaggio».

Il percorso condurrà all’azienda agricola Travasoni, dove si concluderà la giornata. Qui sono previsti gli interventi di rappresentanti delle autorità, con il prefetto, Raffaele Ricciardi, del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, di quello di Argenta, Andrea Baldini, di rappresentanti di Coldiretti, del Gruppo Carabinieri forestali di Ravenna e Acli. Seguirà un buffet con prodotti ittici delle valli e la frutta offerta da Coldiretti.

Ad accompagnare il cammino, anche la fotografia. Lungo il percorso sono infatti esposte immagini della mostra “Sant’Alberto, il paese dei poeti”, di Giampiero Corelli. «La Giornata del Creato nasce per «aumentare la consapevolezza e la sensibilità delle persone sul fatto che l’ambiente va rispettato, curato e salvaguardato – conclude il direttore dell’Ufficio diocesano, Luciano Di Buò -. La crisi ambientale è anche il risultato di un progressivo allontanamento dalla natura. A Sant’Alberto la Giornata del Creato invita a fare il percorso inverso: tornare a camminare dentro un paesaggio, ascoltarlo, osservarlo e riconoscere il legame che unisce ambiente, persona e comunità».

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