L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari ha cambiato il modo in cui molte persone fanno la spesa. Per alcuni significa destinare più denaro al supermercato, per altri rinunciare a determinati prodotti o ridurre la frequenza. È quanto emerge dalle interviste raccolte tra i clienti all’esterno dei punti vendita di Ravenna delle catene In’S Mercato, Conad, Coop ed Esselunga.
Davanti a In’s Mercato
Una delle reazioni più frequenti è stata il passaggio dal supermercato tradizionale al discount. Un uomo di 50 anni racconta di aver lasciato la Coop per contenere le spese. Il budget è rimasto più o meno lo stesso, ma è cambiato quello che finisce nel carrello: «Prima compravo molta più carne, ora ne compro molta meno».
Una famiglia di tre persone con cui abbiamo parlato ha invece aumentato la spesa mensile da circa 400 a 500-550 euro, scegliendo di frequentare più spesso i discount e di rendere alcuni alimenti, come carne e pesce, meno frequenti. Per altri il margine di manovra è ancora più ridotto. Una donna di 70 anni cerca di mantenere la spesa entro i 200 euro al mese, ma con la stessa cifra compra meno rispetto al passato. La carne è diminuita e il pesce è stato eliminato dalla spesa: «Il problema è che con gli stessi soldi torno a casa con meno cose».
Davanti alla Coop
C’è poi chi reagisce confrontando continuamente i prezzi. Una donna di 55 anni ha aumentato il budget per cercare di mantenere un’alimentazione simile a quella di prima, ma non fa più tutta la spesa nello stesso posto. Per alcuni prodotti, soprattutto frutta e verdura, sceglie altri supermercati quando trova un rapporto tra qualità e prezzo più conveniente. Una strategia simile è adottata da una donna di 36 anni, madre di due figli, che alterna diversi punti vendita soprattutto per i prodotti freschi.
Davanti al Conad
Altre famiglie intervengono sulla composizione della spesa. Una donna di 58 anni, con un budget familiare di circa 400 euro al mese, dice di aver ridotto soprattutto il pesce fresco e i prodotti considerati meno indispensabili, come dolci e cioccolato. Una donna di 50 anni, con una famiglia di tre persone, racconta invece che la spesa mensile è passata da circa 400 a 500 euro, senza cambiare supermercato: per contenere gli aumenti ha ridotto la carne e i prodotti pronti.
Davanti a Esselunga
C’è anche chi preferisce mantenere il proprio punto vendita di riferimento, accettando una spesa maggiore. Una donna di 43 anni spiega come una spesa che prima costava circa 100 euro oggi arriva spesso a 130-150 euro. La famiglia continua, comunque, ad andare nello stesso supermercato, «soprattutto per la qualità dei prodotti destinati ai figli», cercando però di sfruttare maggiormente le offerte ed evitando gli acquisti superflui.


