Riconnettere i nodi della violenza patriarcale, della memoria storica e della devastazione ambientale per costruire un’alternativa politica condivisa. È questo il progetto di “Più streghe, meno idrocarburi”, il ciclo di tre incontri promosso dalla Casa delle Donne di Ravenna e dall’Associazione Femminile Maschile Plurale, insieme al Coordinamento ravennate per il clima fuori dal fossile. Il percorso si svilupperà attraverso la lettura collettiva del saggio di Silvia Federici “Caccia alle streghe, guerra alle donne” (Nero Edizioni, 2020), nelle giornate di lunedì 9, 16 e 23 novembre, alle ore 20:30, presso la Casa delle Donne, in Via Maggiore 120.
L’iniziativa nasce come esplicito momento di mobilitazione e resistenza culturale in contrapposizione all’Omc (Med Energy Conference & Exhibition, nata nel 1993 come Offshore Mediterranean Conference), il vertice internazionale del settore oil & gas che si terrà a Ravenna nella primavera 2027. Di fronte a questo modello di sviluppo basato sulla transizione fossile e sulle logiche predatorie dell’estrattivismo, il ciclo di incontri propone la lettura ad alta voce non come mero esercizio accademico, ma come strumento di contestazione attiva e come vera e propria infrastruttura di elaborazione ecofemminista sul territorio.
Il pensiero di Silvia Federici offre gli strumenti critici fondamentali per decostruire i meccanismi di oppressione odierni, rintracciandone la radice nella transizione al capitalismo. La sua analisi storica mostra come l’accumulazione originaria non sia stato un processo pacifico, bensì un atto fondativo violento basato sulla recinzione dei beni comuni (enclosures), sulla sottomissione della natura e sulla contestuale degradazione dei corpi femminili. La caccia alle streghe dei secoli XVI e XVII viene così svelata come uno strumento politico deliberato per distruggere il potere sociale delle donne, il loro sapere comunitario e il loro controllo sulla riproduzione. Per Federici, la violenza di genere e lo sfruttamento ambientale non sono effetti collaterali della modernità, ma condizioni strutturali necessarie per la messa a profitto della vita stessa, in cui la svalutazione del lavoro di cura viaggia in parallelo con la predazione dei territori.
L’approfondimento di questi testi diventa oggi una forma di controinformazione e di protesta contro la banalizzazione della violenza, leggere insieme Federici significa rifiutare la logica estrattivista che subordina la salute e i corpi alle compatibilità economiche del fossile, per rimettere al centro la cura, i legami e la difesa dei beni comuni.
Il progetto, tuttavia, non si esaurisce con gli appuntamenti autunnali, tra gennaio e febbraio 2027 il percorso proseguirà con un secondo ciclo di incontri (in date ancora in via di definizione). Questo successivo momento di approfondimento programmatico si concentrerà su un’altra opera dell’autrice, Reincantare il mondo. Femminismo e politica dei beni comuni pubblicata (Ombre Corte,2018), con l’obiettivo di delineare le pratiche collettive necessarie per ricostruire ciò che l’estrattivismo ha frammentato.
Entrambi i percorsi si articolano come laboratori aperti alla cittadinanza, fondati sulla condivisione e sulla gratuità delle pratiche. La partecipazione a tutte le giornate è libera e gratuita.
La Casa delle Donne di Ravenna, con lo striscione e le bandiere istituzionali


