Collinelli, una vita intera cambiata da 4 minuti sui pedali in America

Nel 1996 l’oro alle Olimpiadi per il pistard ravennate: «Mi è servito un po’ di tempo per capire cosa avevo fatto». Archiviata l’esperienza in Nazionale come coordinatore, ora fa il dirigente della squadra con cui corre la figlia 16enne

Collinelli Atlanta

Andrea Collinelli nel 1996

«Quei quattro minuti mi hanno cambiato la vita». Andrea Collinelli riassume così, in estrema sintesi, la vittoria della medaglia d’oro all’Olimpiade di Atlanta 1996 nell’inseguimento individuale su pista. Da quella impresa sono passati ormai ventidue anni, ma per il 48enne ravennate la gara che ha dato lustro a una brillante ma breve carriera è come se fosse stata corsa ieri. «Il ricordo è molto lucido – riprende – e quando vedo i filmati l’emozione è rimasta tale e quale. Per capire davvero l’importanza di quello che ho fatto è dovuto passare del tempo, ma per fortuna mi capita di ricevere anche oggi dei riconoscimenti che mi fanno rivivere quello che è stato il più bel momento della mia carriera da ciclista».

Avrebbe voluto difendere il suo titolo ai Giochi successivi, a Sidney, nel 2000?
«Sì, purtroppo non sono riuscito a qualificarmi. La concorrenza era molto agguerrita. E da lì a poco mi sarei ritirato».

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Lei però è rimasto nel mondo del ciclismo, sempre in azzurro, giusto?
«Dal 2007 ho iniziato a collaborare con la Federazione italiana, mentre nell’anno successivo ho ricevuto la carica di coordinatore delle squadre nazionali. In più allenavo direttamente gli atleti che facevano parte delle squadre senior e juniores. Poi nel 2011 sono stato messo da parte, per colpe non mie. Furono azzerati i quadri tecnici per motivi politici, ma io non c’entravo nulla (la Federazione tirò di nuovo in ballo una squalifica di sette mesi per utilizzo di fentermina già scontata nel 2000, ndr). Un peccato, perché sotto la mia guida Viviani ha vinto il suo primo oro e in più ho allenato alcuni giovani che adesso stanno raggiungendo ottimi risultati».

Questo fatto le ha tolto la voglia di restare nel giro delle due ruote?
«No, in modo assoluto. Fino al 2015 sono stato il responsabile regionale della selezione giovanile di ciclismo e anche il direttore tecnico del velodromo di Forlì. Attività, queste, che ho lasciato per ricoprire un giorno il ruolo di direttore sportivo di una società».

Famiglia Collinelli

Collinelli è direttore sportivo della Vo2 Team Pink di Piacenza, squadra della figlia Sofia al suo fianco

E anche per seguire al meglio la sua giovanissima figlia, Sofia. Cosa ha provato a passare da ex campione di ciclismo a padre di una promettente atleta di appena 16 anni?
«È una cosa che mi porta entusiasmo, emozione e orgoglio. La scorsa stagione è stata incredibile, con grandissime soddisfazioni. Nella categoria Allievi, Sofia ha vinto ben quattro titoli italiani su pista, di cui tre individuali, e inoltre ha centrato la prima vittoria in una gara su strada. L’esperienza più bella e formativa, però, è stata la partecipazione all’Olimpiade giovanile (Eyof, ndr) svolta in Ungheria. Con quella partecipazione mia figlia ha toccato con mano come è davvero lo sport ad alti livelli, misurandosi con le migliori atlete di tutto il mondo. Ha anche conquistato buoni piazzamenti, sia su pista, sia su strada, in gare che le serviranno moltissimo per crescere ancora».

È dura per lei, che in tanti anni ha insegnato a Sofia a correre in bicicletta, stare in disparte e assistere alle sue gare?
«In realtà da quest’anno faccio parte anche io al 100 percento dello staff tecnico della Vo2 Team Pink di Piacenza, la società dove è tesserata mia figlia. Ho infatti accettato con entusiasmo la proposta di diventare il direttore sportivo della formazione juniores, composta da otto ragazze, tra cui anche Sofia».

Questo significa spostare il vostro centro del mondo da Ravenna a Piacenza?
«In realtà no, perché Sofia, come le sue compagne, si allenerà a casa propria. Le ragazze arrivano da zone diverse dell’Emilia Romagna e sono tutte promettenti, con grandi prospettive. Il gruppo è molto giovane, ma la speranza è quella di raggiungere buoni risultati fin da questa stagione».

Andrea Collinelli OggiQuali sono gli appuntamenti più importanti del 2018?
«Si parte il 18 marzo, in provincia di Varese, con una gara internazionale, per poi andare avanti fino al clou rappresentato dai campionati italiani su pista e strada. Cinque ragazze, tra cui Sofia, fanno inoltre parte della nazionale su pista: speriamo che qualcuno di loro riesca a partecipare agli Europei e ai Mondiali Juniores. Considerato che è il nostro primo anno, sarebbe un grande traguardo».

Quali sono le sue ambizioni future?
«Adesso sono concentrato solo questa nuova esperienza e quindi il mio unico obiettivo è quello di valorizzare al meglio la squadra, conquistando i migliori risultati possibili. Al momento parto così, poi per il futuro si vedrà».

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