C’è un calcio che sta crescendo nei numeri, nella qualità e nell’organizzazione, ma che conserva ancora qualcosa di quello di qualche decennio fa: la passione prima di tutto, il piacere di stare insieme, il volontariato e l’andare al campo semplicemente per la voglia di giocare. È il mondo che ha scoperto da vicino Daniele Bavagnoli, nuovo allenatore della Primavera del Cesena Femminile, e che lo ha convinto a intraprendere questa nuova esperienza. Bavagnoli e il suo vice Antonio Berardi, entrambi di Bagnacavallo, sono arrivati quest’anno sulla panchina della Primavera bianconera. Un incarico che per Bavagnoli, reduce da esperienze nel settore giovanile maschile di Russi e Forlì, rappresenta anche un’occasione per conoscere da dentro una realtà che, ammette, lo ha sorpreso. «Quando abbiamo visto per la prima volta il settore giovanile del Cesena Femminile – dicono entrambi – ci ha colpito vedere così tante bambine allenarsi contemporaneamente, con gioia. Ci ha ricordato il calcio di una volta, quello dei bambini che giocavano per strada». Non si tratta soltanto di una sensazione. Il settore giovanile del Cesena Calcio Femminile coinvolge circa 180 bambine e ragazze, provenienti da un territorio molto ampio: Cesena e il resto della provincia, il Ravennate, il Forlivese, il Riminese e anche dalle Marche. Un movimento che comprende tutte le fasce d’età, dalle più piccole fino alla Primavera (dove sono presenti anche ragazze da fuori regione in convitto), oltre alla prima squadra che milita nel girone unico di Serie B.
«Nel calcio femminile – conferma Bavagnoli – ho trovato stimoli nuovi e un ambiente genuino». E anche un modo diverso di vivere il campo e le emozioni. «Le ragazze vivono molto il rapporto con l’errore: si emozionano, ma si mettono in gioco. Nei ragazzi trovi un atteggiamento più scanzonato». Anche nell’allenamento questa caratteristica emerge con forza. «Mi è capitato di proporre esercitazioni che nel maschile richiederebbero un grande lavoro per ottenere attenzione e impegno. Loro, invece, le hanno eseguite alla perfezione, con una concentrazione e una disponibilità che ci hanno colpito».

«In generale – dicono i due allenatori – abbiamo trovato un romanticismo che nel calcio si è perso. Qui ci sono meno soldi, ma tanta passione, persone vere. È una realtà che, se non la tocchi con mano, fai fatica a immaginare». Tanto che Bavagnoli – mister con patentino Uefa B e l’obiettivo di ottenere prima possibile l’A per poter ambire magari anche a palcoscenici più importanti – rivolge ai colleghi allenatori una sorta di appello. «Tutti dovrebbero avere un’esperienza con il calcio femminile. È formativo e ti permette di acquisire una sensibilità in più, che poi può tornare utile anche con i maschi. E aiuta a scardinare tanti luoghi comuni…».
L’obiettivo stagionale dei mister va oltre ai risultati ed è quello di costruire un percorso che abbia un collegamento sempre più forte con la prima squadra, che milita in Serie B, allenata da Roberto Rossi, «con cui avevo già lavorato a Russi – dice Bavagnoli – e che mi ha convinto a provare questa esperienza, dopo la scintilla accesa da un altro mio collega già nel femminile, Alessandro Siboni».
«La Primavera non deve essere un mondo a parte rispetto alla prima squadra. Il progetto – concludono i due mister di Bagnacavallo – è stato pensato anche per permettere alle ragazze più interessanti di compiere quel salto». A completare lo staff, molto ravennate, ci sono l’allenatore dei portieri Andrea Venturoli, la psicologa Francesca Randi e il preparatore atletico Enea Evangelisti. La stagione ufficiale partirà già nel weekend con la trasferta di Coppa a Lumezzane, mentre la prima giornata di campionato (quello nazionale di Primavera 2, con trasferte fino in Sicilia) è in programma il 19 settembre, in casa (a Savignano), contro la Lazio.
Daniele Bavagnoli



