domenica
10 Maggio 2026
intervista

«Che emozione ballare il sabato sera in diretta su Rai Uno»

La 23enne Lucia Merlo, da Godo, protagonista a “Canzonissima”

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Le stime dicono che attualmente in Italia ci siano circa 1,6 milioni di persone che praticano danza e ballo. Ma pochissime riescono ad arrivare ai grandi palcoscenici. Una di queste è nata a Ravenna e cresciuta a Godo di Russi. Si chiama Lucia Merlo, ha 23 anni, e ha ballato recentemente in diretta televisiva su Rai 1, nel programma Canzonissima condotto da Milly Carlucci.

Lucia, com’è andata?
«Prima di partire ero molto emozionata, anche perché era il mio primo lavoro importante in televisione. Ho sempre sognato il mondo dello spettacolo, ma non avevo mai vissuto qualcosa di così grande. Ho ballato in diretta su Rai 1 il sabato sera per sei settimane: all’inizio c’era un po’ di ansia e tanta emozione, ma è andata benissimo, sono molto felice».

Com’era composto il cast?
«Eravamo venti ballerini, alcuni con molta esperienza e altri, come me, alle pri- me armi in tv. I più grandi sono stati dav- vero accoglienti, ci hanno “coccolato” e si è creato un gruppo molto unito. Durante le puntate ci divertivamo tanto: è nata una vera e propria famiglia. Non posso non rin- graziare il coreografo Matteo Addino che mi ha scelto alle audizioni e ha saputo gestire al meglio tutto, tra ballerini, produzione e cantanti».

Com’è stato lavorare con un’icona della tv come Milly Carlucci?
«Mi ha colpita: è attentissima a ogni dettaglio, dalla musica ai costumi, fino ai movimenti. Sa esattamente cosa vuole e segue tutto con grande precisione. Allo stesso tempo è molto gentile ed educata. È stata una bellissima sorpresa».

Per quali cantanti hai ballato durante Canzonissima? Hai avuto modo di interagirci anche al di fuori della diretta?
«Per Malika Ayane, i Jalisse, Enrico Ruggeri, Fausto Leali, Irene Grandi, Fabrizio Moro e Michele Bravi. Sono stati tutti molto disponibili. In particolare Leali era il nostro “preferito”: una persona dolcissima. Anche se non ho ballato per lui, Leo Gassmann era molto presente dietro le quinte, scambiando spesso due chiacchere con il corpo di ballo. In generale si respirava un clima molto umano».

Sei nata come ballerina di teatro, che differenze hai trovato?
«È un mondo completamente diverso. Io ho sempre ballato soprattutto classico e contemporaneo in teatro davanti a qualche centinaio di persone. Esibirmi con la consapevolezza di essere negli schermi di milioni di spettatori è un’emozione completamente diversa. In televisione ho sentito qualcosa di più forte: è lì che ho capito che è davvero la mia strada».

Hai avuto anche un’esperienza legata a Sanremo. Ce la racconti?
«Sì, sono stata con i ragazzi della mia accademia a Casa Sanremo per esibirci durante l’inaugurazione del Festival. È stata un’esperienza breve ma importantissima, perché lì hai la possibilità di farti vedere da coreografi e professionisti del settore. È stato un primo assaggio di quel mondo».

Sanremo è quindi un obiettivo?
«Assolutamente sì. Il mio sogno è arrivare a ballare proprio sul palco dell’Ariston. So che è un percorso lungo: bisogna farsi conoscere, sostenere audizioni, lavorare e migliorare tanto. Però è uno di quegli obiettivi che ho ben chiari in testa e per cui sto lavorando ogni giorno».

Torniamo agli inizi: come è nata la tua passione per la danza?
«In realtà ho iniziato tardi. Da piccola facevo tanti sport, anche calcio, nei falchetti del Russi. Ho iniziato danza quasi per caso a IdeaDanza, spinta da mia mamma per motivi posturali: da bambina ero molto alta quindi tendevo a “curvarmi” per parlare con i miei coetanei. Poi pian piano alla Cecchetti è diventata una vera passione e dai 15-16 anni in poi ci ho dedicato sempre più tempo».

Poi quali sono stati gli step principali del percorso che ti ha portato a ballare in Rai?
«Dopo il liceo ho fatto audizioni e mi sono trasferita a Roma in un’accademia di danza molto importante, più orientata al teatro. Dopo un anno, però, ho capito che volevo puntare sulla televisione, così ho cambiato strada e mi sono trasferita a Genova, dove studio tuttora alla Experience Dance Company. A 21 anni è stato un salto nel vuoto, ma necessario per fare ciò che mi piace veramente anche se naturalmente vivo alti e bassi. Qui mi concentro su Modern Dance e Heels Dance (danza sui tacchi, ndr), fondamentali per ballare in televisione».

Come si svolge la tua giornata tipo?
«In accademia mi alleno circa 5-6 ore al giorno. Durante Canzonissima invece i ritmi erano ancora più intensi arrivando fino a 8-9 ore giornaliere: prove lunghe, modifiche continue delle coreografie in base a scenografie e richieste dei cantanti. È impegnativo, ma molto stimolante».

Che consiglio daresti a una giovane ballerina che sogna questo percorso?
«Di sperimentare e ascoltare le proprie sensazioni. Provare tante cose e capire cosa ti rende davvero felice. E poi avere il coraggio di seguire quella strada, anche se fa paura. Io l’ho fatto a 21 anni: forse avrei potuto farlo prima, ma l’importante è provarci».

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