Cosa vedere dopo l’incredibile spettacolo della politica agostana…

Mariangela Gualtieri

Mariangela Gualtieri (foto Melina Mulas)

In agosto ho cominciato a sentire la mancanza di un po’ di buon teatro, lo ammetto. È come per le dipendenze: quando arriva la crisi d’astinenza sei impreparato, non sai dove posare gli occhi. Cominciavo a disperare, quand’ecco arriva la crisi di governo ferragostana: una boccata d’aria fresca.
Nell’emiciclo i nostri politici si sono davvero superati: intonazioni, retorica, gesti, birignai degni di comparire sui palchi dei teatri italiani, come titoli fissi dell’abbonamento. Una regìa che sembrava pensata da un professionista. C’erano tutti i tipi giusti per uno spettacolo di successo: l’omaccione sbaciucchiante, il cattivo rozzo e violento che pare scritto da Tennessee Williams; l’avvocato di provincia, il mauvais sujet repenti che stupisce tutti con una retorica altisonante e cristallina, vibrando un monologo senecano; il furbetto toscano che alza il ditino accusatorio, e sgomita per tornare in scena con una tartuferia impensabile anche per il migliore Molière; e ancora, l’anziano saggio dell’opposizione, che con mutria sicula lancia le sue stilettate al governo e sbaglia le parole, biascicando come un anziano personaggio di Beckett.

Purtroppo spettacoli del genere accadono una volta ogni due-tre anni. Per consolarci vediamo cosa offre la neonata stagione teatrale romagnola. In realtà, i cartelloni ufficiali non sono ancora iniziati; ma qualche festival a macchia di leopardo riempie il vuoto di settembre.
Di “Crisalide”, a Forlì dal 6 al 15 settembre, si è già parlato in queste pagine web. A Ravenna, dal 7 al 15, c’è “Ammutinamenti” che, seguendo un approccio ormai sempre più collaudato, non disdegna di ibridare la danza contemporanea con la performance, fino ad arrivare a forme che non sono troppo distanti dal teatro. Tra i tanti appuntamenti segnalo, il primo giorno di festival, Deriva traversa, la perfomance targata Dewey Dell/Teodora Castellucci, Graces di Silvia Gribaudi, il 10, e l’esito del laboratorio curato dai nanou, compagnia ravennate, intitolato Alphabet et Ultra (15 settembre).

Altri festival interessanti sono il “Mauerspringer”, festival di europeo del teatro di strada, promosso dal Teatro Due Mondi, e il “Cantiere poetico” per Santarcangelo. Il primo si svolgerà naturalmente all’aperto, dal 3 al 13 settembre, in vari luoghi della Romagna faentina (Faenza, Brisighella, Solarolo, Castel Bolognese, Riolo Terme e Casola Valsenio), e vede la partecipazione di tanti artisti internazionali, dalla Francia all Repubblica Ceca, dalla Spagna alla Polonia (mauerspringer.eu)
Il secondo rinnova l’impegno poetico di una città, Santarcangelo, che ha dato molto alla lirica italiana del Novecento. Tantissimi gli incontri dall’8 al 15 settembre, non solo strettamente letterari: ad esempio, il 12, al teatro Il Lavatoio, un adattamento de La ragazza Carla di Elio Pagliarani firmato da Federica Bastoni e Marcello Gori; e il 13 la prima rappresentazione de Il guscio rotto, ultima fatica di Mariangela Gualtieri (cantierepoetico.org).

L’unica città in cui la stagione inizia prima è Ravenna. Qui, al Rasi, va in scena il primo spettacolo della Stagione dei teatri, un fuori abbonamento in scena dal 17 settembre al 2 ottobre. Parlo di Pane e petrolio, firmato dall’anima terrestre del Teatro delle Albe, Luigi Dadina, in collaborazione con la storica compagine bolognese del Teatro delle Ariette. Un racconto ampiamente autobiografico e generazionale, nello stile di Dadina; e allo stesso tempo un convivio sacro, legato al cibo, nello stile delle Ariette.

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