Per chi, d’estate, non si accontenta della commedia umana della spiaggia

Giuseppe Cederna

Giuseppe Cederna in “Da questa parte del mare” (foto Marco Caselli Nirmal)

Forse non è del tutto vero che d’estate i teatri chiudono. In Romagna migrano sulle spiagge, assieme alle miriadi di attori inconsapevoli che si portano dietro sui palchi sabbiosi. I bagnanti: questi personaggi comici, o più spesso involontariamente tragici, protagonisti di vere e proprie messe in scena sotto gli ombrelloni. C’è la famiglia che litiga dalle 8 di mattina, attorno alle borse frigo e ai dinosauri di plastica; ci sono quelle signore solitarie e condite di olio abbronzante, che celano vite misteriose, mezze nude sulla battigia. È una commedia umana lo spettacolo più affascinante della nostra estate.
Ma se siete in cerca di spettacoli tradizionali, il piatto piange: ecco la non selezione degli unici spettacoli praticabili questo mese.

Partiamo da Rimini: il 10 giugno, al teatro degli Atti, va in scena Da questa parte del mare, per la regìa di Giorgio Gallione. Sulla scena Giuseppe Cederna (in molti lo ricorderanno per il soldato esile e gentile protagonista di Mediterraneo) interpreta un monologo ispirato all’ultimo libro dell’amico cantautore Gianmaria Testa, pubblicato postumo nel 2016 da Einaudi. Storie di migranti, di culture lontane, ma allo stesso tempo storie di radici, di tradizioni contadine, ibridate dalle parole di intellettuali impegnati come Marco Revelli e Alessandra Ballerini e, naturalmente, dalla musica di Testa.

A Forlì, ospitato dal Félix Guattari, è stato rinviato al 22 e al 23 giugno lo spettacolo dei Masque di cui avevo già parlato nello scorso Baedeker, Tesla Reloaded. Colorado Springs Notes. Lorenzo Bazzocchi ed Eleonora Sedioli indagano l’archetipo del fulmine, intrecciando la performance alla biografia di Nikola Tesla, che di elettricità ne sapeva lunga.

Chiudiamo col Ravenna Festival, che ospita due anteprime nazionali concentrate nel mese di giugno, entrambe all’Alighieri. Il 14 debutta Lettere a Nour, dell’islamologo franco-marocchino Rachid Benzine, per la prima volta tradotto in italiano. Giorgio Sangati, allievo di Luca Ronconi, guida Franco Branciaroli e Marina Occhionero nell’interpretazione di questa vicenda famigliare nera, sullo sfondo di una Francia sfregiata dallo jihadismo. La protagonista di questa storia, che nasce come romanzo epistolare, scappa dal padre mussulmano, occidentalizzato e progressista, per raggiungere lo sposo in Iraq e combattere a fianco dello Stato Islamico. Una riflessione per tentare di capire quel fenomeno, apparentemente assurdo, che ha portato tanti giovani europei ad abbracciare i fucili in nome di una fede che sembra emergere dal passato più antico e feroce. In controluce, ricordi di Roth e della sua American Pastoral, che ultimamente abbiamo visto in funzione anche nell’ultima fatica di Fausto Paravidino: Zeitgeist? Ad accompagnare gli attori, la musica del trio ravennate dei Mothra: Fabio Mina, Marco Zanotti e Peppe Frana.
Il 21 giugno è la volta di Sinfonia Beckettiana, di Nerval Teatro. Elisa Pol e Maurizio Lupinelli lavorano da anni con attori diversamente abili; questa volta hanno deciso di affrontare con loro un gigante della drammaturgia contemporanea come Beckett, affidando i flussi incontrollabili dei suoi testi alla sensibilità di questi interpreti leggeri e stralunati. Fuoco dello spettacolo, un’indagine per approfondire il legame fra l’irlandese e lo svizzero Alberto Giacometti, amici nella vita nonché spiriti poeticamente affini. Come vuole la tradizione del Festival, imprescindibile anche qui l’aspetto musicale, che vede il piano di Matteo Ramon Arevalos e il violino di Stefano Gullo alle prese coi brani del classico Arvo Pärt e dell’ormai classico Valentin Silvestrov.

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