Nel più crudele dei mesi guardiamo all’autunno che ci aspetta

Giuseppe Battiston

Giuseppe Battiston

Settembre, il più crudele dei mesi. Tempo di contro-esodi, di ritorni al lavoro con la mente ingolfata e coi piedi ancora insabbiati. Ma assieme alla maledetta routine, tornano anche le stagioni teatrali. Questo baedeker sarà dedicato a una breve panoramica sui cartelloni che ci aspettano nei prossimi mesi.
Dopo un rapido controllo, ad oggi sono tre le stagioni teatrali romagnole già presentate, e partiranno tutte ad autunno inoltrato.

Per puro spirito di campanile, partiremo dal cartellone ravennate, piuttosto ricco di appuntamenti interessanti. Si partirà a fine ottobre, con l’ultimo spettacolo di Marco Paolini, Tecno-Filò. L’autore bellunese torna sui temi già sviluppati con l’ultimo Numero Primo: tecnologia, interazione fra uomo e macchina, possibili sviluppi della storia futura. Come ha spiegato durante una presentazione a “Scrittura Festival” qualche mese fa, «dopo aver passato gli ultimi vent’anni ad esercitare la memoria, è tempo per un anziano di volgersi al futuro». Si continua a dicembre con la prima ravennate dell’ultimo lavoro di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, Fedeli d’Amore, una passerella dantesca verso il Purgatorio del 2019 che ha già suscitato buonissime impressioni al Napoli Teatro Festival – e questa volta la drammaturgia è tutta del sacco di Martinelli.
La stagione continua con grandi ospiti come Antonio Latella, che affronterà l’Aminta del Tasso (e sono curioso di vedere come s’intrecceranno le visioni di questi due autori iper-barocchi); Massimo Popolizio e Lino Guanciale, che porteranno in scena i Ragazzi di vita con l’aiuto drammaturgico di un grande esegeta pasoliniano come Emanuele Trevi; Giuseppe Battiston, che presenterà la prima nazionale di un lavoro dedicato a Winston Churchill scritto dall’autore comico Gabardini. Infine, da segnalare Settimo cielo dei romani Bluemotion, che per primi, diretti da Giorgina Pi, hanno portato in Italia questo testo di un’altra Churchill, Caryl. In scena anche il nostrano Marco Cavalcoli.

Scendiamo verso il Bonci di Cesena. La stagione, curata da Ert, porta alcune produzioni autoctone interessanti, come 1984, l’adattamento del capolavoro di Orwell firmato dal britannico Matthew Lenton, e L’anima buona del Sezuan, nel quale Elena Bucci e Marco Sgrosso se la vedranno col teatro epico di Bertolt Brecht. Interessanti anche L’istruttoria, spettacolo ormai classico del parmigiano Gigi Dall’Aglio, tratto da una pièce di Peter Weiss sulla Shoà, e l’adattamento (che definire un azzardo è eufemistico) de Il Maestro e Margherita firmata da Letizia Russo e Andrea Baracco, prodotta dallo Stabile dell’Umbria. Staremo a vedere che ne sarà di Bulgakov.

Ho lasciato per ultima la bella Rimini per un motivo ben preciso: dopo 75 anni, finalmente, il 28 ottobre riaprono le porte del teatro Galli. I riminesi si riappropriano di un luogo culturale cruciale, perso dopo i bombardamenti alleati del ’43. C’è da festeggiare dunque per questo cartellone di prosa, che porterà oltre il Ponte di Tiberio alcuni grandi protagonisti del teatro italiano. Penso a Umberto Orsini, che presenterà la sua nuova produzione ibseniana Il costruttore Solness; ma penso anche a Bella Figura, spettacolo della talentuosa drammaturga Yasmina Reza, interpretato da Anna Foglietta e Paolo Calabresi per la regìa di Roberto Andò.
Passando al teatro degli Atti si potrà vedere, fra gli altri, L’abisso di Davide Enia, tratto dal suo libro Appunti per un naufragio, pubblicato con Sellerio. Titolo abbastanza piatto, che peggiora di molto l’originale; ma se l’autore palermitano rispetterà le premesse gettate con lo studio visto al ridotto del Masini di Faenza qualche tempo fa, lo spettacolo si preannuncia imperdibile. Per finire, citiamo anche Urania d’Agosto, produzione di Sardegna Teatro firmata da Davide Iodice basata su un nuovo testo dell’acclamata e acclamanda Lucia Calamaro. In scena Maria Grazia Sughi interpreta l’alienazione di una donna ossessionata dai libri di fantascienza, a metà fra Allen e Bernhard, come spesso succede con la Calamaro. Speriamo ci basti il tempo per vedere tutto.

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