Una caustica lezione di letteratura

Gli AerostatiMolti scrittori, giunti negli anni della maturità, si interrogano sul senso della letteratura e sullo spigoloso passaggio da giovane scrittore a “venerato maestro”.

Amélie Nothomb, giunta al suo 29esimo romanzo, ospite lo scorso 13 luglio a Ravenna per ScrittuRa festival, è una delle più importanti scrittrici di lingua francese.
Belga di nazionalità, cresciuta in Giappone e residente a Parigi è una della più originali scrittrici del panorama europeo e ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.

I suoi grandi cappelli e il suo atteggiamento eccentrico (parla di libri solo bevendo champagne, così è stato anche alla Biblioteca Classense), ci si aspettava da lei qualcosa di diverso dalla tradizione nel raccontare il ruolo del maestro e così è stato con Gli aerostati (Voland).

Il romanzo parla del rapporto tra Ange, brillante studentessa di filologia che si trova a diventare la figura guida di Pie, il sedicenne a cui dà ripetizioni. Ange propone letture classiche a Pie, con esiti caustici. Gli propone Il rosso e il nero di Stendhal, che il ragazzo rigetta fin da subito “è una storia di ambizione, il che è già uno schifo”. L’Iliade e L’Odissea, che gli piacciono, ma in cui contesta il tifo che Omero fa per i Greci, e la scorrettezza di Ulisse nei confronti degli avversari, che ogni volta truffa.
La povera Ange prova allora con Kafka, la Metamorfosi non è forse la miglior metafora della adolescenza? Niente affatto, per Pie, Kafka ci vuole spiegare che quando entriamo nella società diventiamo come blatte, non è una fase, come l’adolescenza, ma un amaro destino.

Gli aerostati sono i classici della letteratura. Che volano leggeri sopra le nostre teste, come gli Zeppelin, ma sono anche mastodonti che ci fanno ombra, sono minacciosi e altamente infiammabili! Nothomb mette in scena una doppia lettura di questi classici, quella dell’insegnante e quella dell’allievo riottoso, che vede in questi capolavori anche gli indicibili limiti del loro tempo, la centralità della propria identità, il mito del successo, il sistema capitalistico che ci vorrebbe uniformare.

Un romanzo sulla relazione insegnante alunno che è anche una caustica lezione di letteratura, per non cadere vittime dei propri cliché.
(Per chi si fosse perso l’incontro con l’autrice il video è ancora visibile sulla pagina Facebook di ScrittuRa festival).

 

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