Nove dischi che raccontano il presente – di Comaneci

a cura di Comaneci *

COMANECI1 B W 1 2Ragionare su dischi da consigliare è sempre complesso e stimolante, e le motivazioni sono sempre variabili: oggi ci sentiamo di consigliare un disco di riot girls anni ‘90, domani, forse, madrigali di Monteverdi. Così è la vita. L’idea da cui siamo partiti per affrontare questa scelta è stata quella di parlare del presente, di raccontare cose che in questo periodo ci colpiscono e che probabilmente influenzeranno il nostro futuro. Ci è venuta voglia di condividere progetti esistenti di cui si possa anche fruire dal vivo, in caso. Ecco la nostra selezione.

Francesca:

Sharon Van Etten – Are We There (Jagjaguwar, 2014)

Cantautrice americana elegante e tagliente. Scoperta guardando la terza serie di Twin Peaks, si esibisce al Bang Bang Bar alla fine della sesta puntata, con il brano “Tarifa”. Da tanto non mi emozionavo così ascoltando una voce. La trovo molto sincera, come questo disco.
Childish Gambino – Awaken, My Love! (Glassnote Records, 2016)

Donald Glover, vero nome di Childish Gambino, è un personaggio stupefacente. Poliedrico e pop sa essere attualissimo con estrema intelligenza. Il disco è un insieme di r&b, rap, soul e cantautorato, il tutto miscelato con estrema eleganza. Il nuovo singolo “This is America” rappresenta il contemporaneo in modo molto diretto, ma senza tralasciare acuta finezza e necessario ingegno.
Eric Chenaux – Slowly Paradise (Constellation, 2018) Negli anni Cheneaux è sempre stato capace di stupirmi. Mi perdo piacevolmente tra i suoi suoni, impro e sperimentazioni ed ecco che arriva la sua voce ad attanagliarmi. La sua capacità di unire mondi differenti è estremamente affascinante. È un grande scrittore di canzoni e riesce sempre a portarti lentamente in paradiso (qualsiasi esso sia).

Glauco:

Mike Cooper – Raft (Room40, 2017) Mike Cooper è un musicista inglese, vive a Roma ed è sulle scene da ciquant’anni. Chitarrista e cantante di folk-blues, sperimentatore, studioso delle musiche del Pacifico, collezionista di camicie hawaiane, in Raft, uno dei suoi dischi più recenti, combina elettronica, chitarre hawaiane, rumoristica e lirismo, in modo intrigante, lievemente surreale, piacevolmente disorientante.
Andrew Pekler – Phantom Islands (2018) Phantom Islands non è (ancora) un disco, è un progetto web in cui Andrew Pekler, musicista e compositore di base a Berlino, crea una mappa di 27 isole immaginarie, isole che sono esistite sulle mappe ma mai nella realtà, alcune inventate, alcune frutto di errori, imprecisioni, abbagli. Da sempre appassionato di musica exotica Pekler crea paesaggi sonori immaginari, lasciandosi ispirare dalle descrizioni storiche di queste isole, combinando elettronica, field recording, musiche tradizionali, in un gioco in cui sono messi in luce gli aspetti finzionali dei processi di “esotizzazione”.
Powerdove – Arrest (Murailles Music, 2014) Powerdove è Annie Lewandowski insieme a Thomas Bonvalet (Cheval de Frise, L’Ocelle Mare) e John Dieterich (Deerhoof); Arrest è un miracolo di equilibrio tra canzone e sperimentazione, soluzioni insolite, strutture zoppicanti, pop delicatamente sgraziato.

Simone:

Portishead – Third (Island, 2008)

Un disco cupissimo in cui il trip hop è solo una delle componenti. Elettronica sbilenca, chitarre super acide e ritmiche tribaleggianti al servizio di canzoni stupende con arrangiamenti curati nel minimo dettaglio. Su tutto regna incontrastata la voce di Beth Gibbons, che più di un mancamento mi ha provocato, anche al trentesimo ascolto. Semplicemente meraviglioso.
Jim Black/Alasnoaxis – Alasnoaxis (Winter &Winter, 2000) Jim Black, uno dei più stimati batteristi avant-jazz a livello internazionale, nel 2000 fa uscire questo disco in quartetto (sax alto, chitarra, basso e batteria). Strutture melodico armoniche post-rock (il disco è disseminato di temi bellissimi) filtrate, negate o esaltate con grande senso della misura attraverso l’improvvisazione radicale, di cui questi signori sono maestri. A mio parere una pietra miliare della musica strumentale.
Meshuggah – The Violent Sleep Of Reason (Nuclear Blast, 2016) Cosa volete che vi dica? La migliore band di sempre. Poi fate un po’ voi.

* I Comaneci sono Francesca Amati, Glauco Salvo e Simone Cavina, rock band romagnola di folk sperimentale. In maggio hanno pubblicato il loro nuovo album, “Rob a bank”

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