Come inevitabile che sia davanti a notizie così “grosse”, stiamo leggendo anche diverse critiche da parte dei (più o meno tifosi) ravennati per l’operazione Ronaldinho. Che, per carità, ci possono anche stare. Che è vero che i campionati non si vincono con il marketing o con ex ex calciatori che nulla hanno più da dare su un terreno di gioco. Ma sminuire l’operazione come una sorta di buffonata che niente ha a che fare con il pallone (come abbiamo letto…) vuol dire avere davvero i paraocchi. L’eco mondiale che sta suscitando la notizia si tradurrà anche in inevitabili vantaggi economici per il club (al netto di quanto davvero investirà Ronaldinho) che a cascata renderanno la società sempre più ambiziosa. Senza considerare che se già c’era la fila (o quasi) per venire a Ravenna, di certo la piazza sarà ancora più attrattiva per giocatori top della categoria, che in serie C non è sempre facile riuscire a portarsi a casa tutti gli stipendi.
In ultimo, basterebbe ricordare che fino a poco più di un anno fa (parlamo di 13-14 mesi davvero) il Ravenna doveva organizzare trasferte a Lentigione, Corticella o contro il Tuttocuoio, con tutto il rispetto, mentre ora la Gazzetta dello Sport apre con la notizia del tesseramento di Ronaldinho (tra l’altro a pochi giorni dall’avvio dei lavori allo stadio e al centro sportivo del settore giovanile). Insomma, se non è un miracolo, poco ci manca. Sarebbe meglio goderne, tenendo Corticella e Lentigione (e i mille spettatori allo stadio…) come spauracchio per cercare di restarci lontano il più possibile…



