La manutenzione stradale è da sempre uno dei temi caldi per il territorio comunale di Ravenna. Molte le strade ammalorate, oggetto di frequenti segnalazioni dai cittadini, tramite l’applicazione Comuni-Chiamo o altri canali, e di attacchi dall’opposizione politica. Una situazione di criticità che si trascina da anni e che non viene negata dall’amministrazione comunale che lamenta però una scarsità di fondi. Facciamo il punto con Massimo Cameliani, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ravenna.
Poche risorse, troppe strade
«La premessa che occorre fare – spiega Cameliani – è che le risorse del Pnrr destinate alla viabilità potevano essere utilizzate esclusivamente per interventi di ripristino dei danni causati dall’alluvione. Per questo motivo sono stati finanziati gli interventi a Fornace Zarattini e in varie strade delle Ville Disunite, oltre a via Romea Nord, via Canala e via Corriera Antica a Mandriole. Non era invece possibile destinare quei fondi ad altre strade comunali che, pur presentando un maggiore livello di degrado o una maggiore rilevanza per la viabilità, non rientravano tra quelle danneggiate dagli eventi alluvionali. A questo si aggiunga che per otto anni, a causa del patto di stabilità, non si è potuto spendere più di pochi milioni di euro l’anno in manutenzione ordinaria (il periodo coincide con il secondo mandato di Matteucci e i primi anni di De Pascale, ndr) e questo ha fatto sì che alcune situazioni critiche ora abbiano bisogno di manutenzione straordinaria, molto più costosa. Infine, teniamo sempre presente che i fondi dallo Stato vengono distribuiti sulla base del numero degli abitanti e non sugli effettivi chilometri di strada di competenza dell’ente e questo ci penalizza molto sia perché siamo un comune molto esteso con circa 900 km di strade, sia perché purtroppo il Demanio non ha mai voluto farsi carico di tutte le strade secondarie a servizio del porto, come sarebbe stato invece giusto fare. A tutto questo aggiungiamo che in questo anno abbiamo visto un incremento fino al 30 percento dei prezzi delle materie prime e negli ultimi cinque anni i costi da prezzario regionale per la riasfaltatura di una strada sono piu che raddoppiati. Ed è importante dirlo perche i fondi per la manutenzione ordinaria sono rimasti sostanzialmente gli stessi. A questo si aggiunga che un provvedimento del Governo scarica dal 2026 sui Comuni gli eventuali aumenti di costi di lavori già conclusi.
Per noi si tratta di una cifra importante, pari a 759mila euro, 390mila dei quali per la ciclovia Adriatica. Parliamo di opere già concluse e di costi non preventivati».
Il budget, non solo per le buche
Quest’anno per la manutenzione ordinaria che include strade, edilizia e verde pubblico sono a bilancio della spesa corrente del Comune 11,4 milioni di euro, dopo l’assestamento di luglio che ha visto un aumento di 1,43 milioni. Tuttavia, alle strade andranno 4,65 milioni (1,75 per l’edilizia pubblica e quasi 5 per il verde). «Abbiamo aumentato gli sfalci – spiega Cameliani – e infatti abbiamo avuto meno lamentele, ma ovviamente abbiamo speso di più per il verde, che è tanto e in aumento… È opportuno evidenziare che i 4,65 milioni di euro destinati alla manutenzione ordinaria della viabilità non sono interamente destinati alle asfaltature, ma finanziano il complesso delle attività previste dal contratto di Global Service, in scadenza a giugno 2029 dopo la proroga, che includono anche il monitoraggio continuo della rete stradale, la gestione delle segnalazioni, il pronto intervento e la messa in sicurezza, la manutenzione della segnaletica verticale e orizzontale, delle barriere di sicurezza, delle opere di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, il servizio invernale di sgombero neve e trattamento antighiaccio, la manutenzione del verde stradale, la pulizia dei fossi, la gestione delle emergenze e della Protezione Civile, nonché numerose altre attività necessarie a garantire la sicurezza e la funzionalità della rete viaria. Per quanto riguarda nel dettaglio le pavimentazioni stradali, il contratto prevede l’esecuzione di 15mila metri quadrati di asfaltature all’anno, quantitativo che corrisponde mediamente al rifacimento di poco più di due chilometri di strada, a seconda della larghezza della carreggiata. Il dato evidenzia come la quota di risorse effettivamente destinata ai rifacimenti delle pavimentazioni rappresenti solo una parte dell’importo complessivo dell’appalto, che deve garantire la manutenzione ordinaria di un patrimonio costituito da circa 7 milioni di metri quadrati di strade asfaltate, oltre a 350mila metri quadrati di strade bianche e 134 km di piste ciclabili. Per quanto riguarda invece la manutenzione straordinaria, si può attingere dal budget per gli investimenti: 12 milioni e 200mila euro per quanto riguarda le strade, più 400mila euro da variazione di bilancio. Spesso questi fondi sono utilizzati per cantieri che vedono anche la compartecipazione di altri enti, in particolare la Regione e l’Ue, attraverso appositi bandi. Da notare che parte dei fondi per la manutenzione arrivano dalle multe, come previsto dalla legge, che nel 2025 hanno rappresentato un’entrata complessiva superiore ai 7 milioni e 300mila euro».
Il programma dei lavori
Ma come si sceglie da dove iniziare? «I criteri sono tutti tecnici, ovviamente, e tengono conto della pericolosità delle situazioni, di quanto una strada è trafficata, di che tipo di intervento necessita. Gli uffici comunali hanno un elenco che considera i vari fattori». Tra i cantieri attualmente in corso c’è via Mariani, ma altri saranno aperti e in alcuni casi conclusi entro settembre. Tra le vie interessate in città ci saranno via Guaccimanni, via Cura, piazza Caduti, via Einstein, due tratti di via Fiume Montone abbandonato, via Cadore. In alcuni casi in realtà sarà Hera chiamata a svolgere i lavori dopo aver effettuato gli interventi necessari alle loro infrastrutture. 800omila euro andranno per gli attesi interventi nelle vie Val Brembana, Val Venosta e Val di Fiemme, con inizio lavori a settembre. Fuori dal centro, le strade interessate saranno via Bonifica a Porto Fuori e diverse strade ammalorate per le radici dei pini di Marina Romea dove un milione di euro andrà per via delle Palme ed entro il 2027 sarà realizzato il primo stralcio. Altri 370mila euro nella stessa località andranno per via delle Altee e via delle Betulle. «Sono interventi particolarmente costosi, perché oltre al rifacimento della pavimentazione è necessario salvaguardare le alberature presenti. Questo comporta lavorazioni più complesse, svolte con il supporto di un agronomo e previa valutazione delle condizioni degli apparati radicali, con un conseguente aumento dei costi». Quasi due milioni di euro andranno poi nel 2027 per Marina di Ravenna e in particolare via Spalato e via Agamennone Vecchi.
Dopo i lavori: in arrivo un controlloreD
Una volta terminati i lavori di manutenzione ordinaria appaltati alla società Sistema 4 , chi controlla che siano stati fatti “ad arte”? Al momento i controlli avvengono a campione, una modalità che non convince l’Amministrazione che, per questa ragione, intende introdurre una nuova figura nell’organico a partire dal 2027. «Il punto è che riuscire a fare controlli generalizzati ci tutela maggiormente, ed eviterà anche tante polemiche. La figura che inseriremo verificherà le segnalazioni che riceviamo e poi che i lavori siano stati effettivamente eseguiti».
Le garanzie negli appalti e i ricorsi degli utenti
Gli appalti per i lavori stradali seguono le regole di tutti gli altri appalti, senza particolari specifiche. Quindi rivalersi su chi ha esegito i lavori, qualora la strada riparata presenti subito nuovi problemi, è tutt’altro che semplice. «È molto difficile dimostrare la responsabilità della ditta appaltatrice». Altrettanto difficile è per i cittadini vincere un’eventuale causa contro il Comune in caso di infortunio o danni dovuti alle condizioni del manto stradale. «Noi abbiamo una polizza assicurativa e ci sono casi in cui chi ha fatto ricorso ha vinto, ma è una minoranza. Nella grande maggioranza dei casi, il giudice rileva un comportamento del singolo di imprudenza o distrazione, penso per esempio a qualcuno che inciampa in un marciapiede irregolare.
Si guarda, insomma, molto la condotta delle persone, ma non è una cosa che dipende da noi, è quanto prevede la norma».
Chi paga per i danni da mezzi pesanti?
Va da sé che una strada percorsa da molti camion rischia l’usura in tempo minore. E a Ravenna ovviamente strade come queste non mancano, ma il Comune è lasciato solo dallo Stato nel gestirle: non è prevista nessuna compensazione aggiuntiva per i territori che più di altri sono attraversati da mezzi pesanti. «Talvolta riusciamo a stipulare atti con altri enti, ma è tutto su base volontaria, la legge non prevede nulla in merito. E per noi naturalmente è una questione enorme se si pensa che sono di competenza nostra anche tutte le strade, inclusa la Classicana, su cui si muovono i mezzi da e per il porto. Non tutte le città hanno lo stesso problema. Solo i trasporti eccezionali sono tenuti a versare un contributo, ma si tratta comunque di una cifra molto bassa».
La spina nel fianco/1: Le vie del mare
Tra le strade più disastrate c’è sicuramente via Baiona. Quella detta “camionabile”, ovvero la vecchia Baiona, usata dai mezzi pesanti delle industrie presenti sulla sponda sinistra del Candiano, e quella invece “nuova”, a disposizione di cittadini e turisti che in questo momento è attraversata da un cantiere che porta a un restringimento della carreggiata. «Grazie a un accordo tra enti, la Baiona camionabile sarà interessata da lavori sostenuti dall’Autorità portuale, visto che si tratta di una strada sostanzialmente al servizio del porto. Inoltre, Ap dovrà ripristinare la parte della Baiona che è stata “tagliata” per i lavori in corso. Noi come Comune ci siamo impegnati a sistemare le parti della Baiona nuova esclusa dal cantiere», spiega l’assessore. Il cantiere è quello necessario all’elettrificazione del terminal crociere per far sì che le navi attraccate a Porto Corsini riducano l’impiego di carburante fossile e quindi l’inquinamento. È lo stesso cantiere che in questo momento sta portando a rallentamenti su via Trieste nel tratto di competenza Anas e che dovrebbe concludersi entro settembre. Dovrebbe partire invece a novembre, dopo la maratona, il cantiere per il ponte sopra lo scolo Lama nel tratto della strada di competenza comunale. I lavori erano stati sospesi e rimandati dopo la scoperta di un cavo dell’alta tensione collocato in modo difforme da come appariva sulle mappe.
La spina nel fianco/2: La statale Adriatica
A gravare sul traffico cittadino ci sono anche gli interminabili lavori per l’allargamento dell’Adriatica, di competenza statale, che spingono tanti utenti a scegliere vie alternative. «Siamo in costante contatto con Anas – dice Cameliani – e come già detto, sappiamo che il cantiere sul ponte dovrebbe slittare di due mesi per controversie tra la stessa Anas e l’azienda che sta svolgendo i lavori. Una volta sistemato quel tratto, la situazione dovrebbe migliorare sensibilmente, anche se sappiamo che la conclusione dei lavori non avverrà prima di un anno». Pochi giorni fa la consigliera comunale della Pigna, Veronica Verlicchi, segnalava come la rotonda all’incrocio con la Ravegnana fosse al buio invitando il Comune a segnalare il problema. «Non capiamo perché ma ogni sei mesi quel lampione smette di funzionare, facciamo continuamente segnalazioni…»
La pista ciclabile tanto attesa
Tra le buone notizie, la realizzazione della pista ciclabile tra Ghibullo e Roncalceci, attesa da tempo. Realizzata dalla Provincia (che sta da parte sua effettuando alcuni lavori nelle strade di sua competenza) su richiesta del Comune sarà ufficilalmente inaugurata a settembre, ma i lavori sono già terminati.



