L’improvvisa maturità dei Nobraino

I Nobraino, da Riccione, sono senza dubbio tra i gruppi romagnoli più noti a livello nazionale, tanto che fu addirittura la Warner a pubblicare L’ultimo dei Nobraino (di nome e di fatto). Quasi tre anni dopo ecco un altro disco (il loro quinto in studio) dal titolo originale, 3460608524 (come il numero di telefono, realmente funzionante, attraverso il quale si potrà contattare la band in giorni e orari precisi), Musicalmente parlando è il classico disco maturo di una band in cerca di un suono più definito, in cui si lasciano da parte distorsioni e riverberi a favore di una pulizia e una linearità che lo rendono forse però anche un po’ troppo patinato. Il valore aggiunto di un album che passa dal folk al pop – tra atmosfere funk e jazzate – è ancora una volta nel caso dei Nobraino la parte testuale, forse meno scanzonata del passato, ma comunque marchiata a fuoco da una personalità forte come quella del leader e cantante Lorenzo Kruger (che in molti ricorderanno anche per il suo tweet sui morti annegati di Lampedusa…). In generale un ascolto piacevole senza troppi alti ma neppure clamorosi bassi (fatta eccezione per alcuni passaggi quasi jovanottiani), con alcuni momenti davvero riusciti come il crescendo di “Mike Tyson”, il ritornello che ricorda i primi Perturbazione di Vertigine o il bel finale di disco con “Il tempio di Iside”.

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