Tra incubo e fantascienza nostalgica, quando il fumetto è d’autore

Rivedere Parigi Schuiten PeetersIl fumetto sta vivendo una nuova stagione d’oro, dopo i successi raccolti mezzo secolo fa in edicola.
Nella versione “letteratura disegnata” da qualche tempo è arrivato in libreria, dove spesso occupa spazi superiori a quelli dedicati a romanzi e saggi. In realtà non è sempre un bene, ma per riflettere su questo aspetto servirebbe un numero maggiore di righe di quello concesso da questa rubrica.

A volte, per fortuna, consente di valorizzare e recuperare autori straordinari. È il caso della coppia belga François Schuiten e Benoit Peeters (parigino “naturalizzato” belga, il maggior esperto di Tintin del mondo). È tornato da poco in libreria La notte delle costellazioni, secondo e ultimo volume della serie Rivedere Parigi (Alessandro Editore, anche il primo è disponibile, online o in libreria). Questo esempio di fantascienza “nostalgica”, sostenuto da disegni straordinari, racconta di come nel 2155 una ragazza dai lineamenti orientali, Karinh, che vive sulla stazione spaziale Arche/Ark, lontana e senza alcun legame con la Terra, sogni di tornare a Parigi dove pensa/sogna di essere stata concepita. Prima ci riesce ingerendo ipnotici e aiutandosi con ritagli e giornali francesi di secoli prima; poi nella realtà, attraverso una missione che le farà attraversare lo spazio e sbarcare, appunto, nella Ville Lumière, per scoprire se la terra sia ancora abitabile. La città sembra ferma in una bolla temporale, fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, per poi rivelarsi altro ancora.

Lo stile retro affascina e richiama le illustrazioni di Albert Robida (il creatore di Saturnino Farandola) e quelle realizzate per i romanzi di Jules Verne; la storia poi ha “la stessa sostanza dei sogni” e sa, quindi, trasformarsi in incubo, pur mantenendo una soavità straordinaria. Non a caso François Schuiten, figlio di architetti, fratello di architetti, è considerato dalla critica come l’anello di congiunzione fra la grafica surreale di Magritte e quella architettonica di Boullée.
I due autori hanno realizzato, a partire dagli anni Ottanta, una serie eccellente, Le città oscure, iniziata con Le mura di Samaris edito per la prima volta da Nuova Frontiera di Roma per la collana Totem Comics, nel 1983. Quel primo episodio conteneva già gli elementi che hanno successivamente caratterizzato la produzione di Schuiten e Peeters: grandi ricostruzioni architettoniche e affascinanti incubi senza fine.

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