L’hard boiled a più piani di Riccardo Landini

LandiniL’hard boiled resta un’interessante declinazione del poliziesco, nonostante si sia appesantito con il passare degli anni. Nel senso che il mito dell’investigatore privato duro e puro (o quasi) da Sam Spade a Philip Marlowe, da Lew Archer a Mike Ham­mer, si è consumato, re­sta nel mito, ma è come una vecchia auto che perde colpi e tende a spegnersi. Si sono fatti largo, con prepotenza ed efficacia, commissari, ispettori, carabinieri, avvocati e così via. Questo soprattutto in Italia, dove il ruolo di private eye non ha mai avuto molto senso, nella realtà ed anche sulle pagine dei libri. Però qualcuno resiste, rinnovando l’immaginario dell’uomo in trench e cappello per calarlo nelle città di provincia; e mettendolo a confronto, come capitava nel periodo d’oro ai colleghi statunitensi, con la realtà quotidiana.
Lo sta facendo con attenzione e cognizione di causa Riccardo Landini che, dopo aver proposto romanzi con un commissario, ora presenta Brenno Sandrelli: geometra, perito assicurativo e detective “per necessità”. Il personaggio fa la propria apparizione in Il primo inganno, romanzo che apre una trilogia dedicata a imbrogli e raggiri, con morti ammazzati davvero in stile hard boiled.
La serie proseguirà con Non si ingannano i mor­ti, disponibile in ottobre (edizioni CentoAu­tori). Fondamental­men­te Brenno si occupa di questioni di corna: segue coppie clandestine, per passare al coniuge tradito il materiale per vincere la causa di divorzio. Che poi, durante un appostamento, intravveda un terribile episodio di stupro con vittima un’adolescente; e che scopra una gang di stupratori e assassini che godono di protezioni inaspettate, ci sta. E che la vita del protagonista sia debitamente incasinata, con la moglie che pare detestarlo, è un altro “classico”. Riccardo Landini, però, gestisce una vicenda a più piani con assoluta naturalezza e intelligenza, con una scrittura fluida e “americana”, riuscendo a toccare temi delicatissimi con intelligenza e seminando la strada di indizi che possono portare il lettore a intravvedere almeno un finale. Sì, non è un errore: come nei film dedicati agli eroi dei fumetti Marvel, si deve aspettare proprio l’ultima riga per capire. Perché l’inganno è davvero dietro a ogni angolo.