sabato
27 Giugno 2026

A proposito di Strega

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Come descrivere l’infinita, disarmante, tristezza della polemica che ha investito il favorito al premio Strega Michele Mari e l’altra finalista Teresa Ciabatti? Come noto, tutto sarebbe nato attorno a una presunta frase del primo che avrebbe definito grossomodo Michela Murgia (amica della seconda) “aggressiva perché brutta” durante uno spostamento del tour dei finalisti sull’ormai leggendario pulmino del Premio. Un’idea peraltro non proprio originalissima e che finisce per dare di fatto ragione a quanto tante volte detto e scritto dalla stessa Murgia. E allora, cerchiamo di cogliere il buono di questa per certi versi patetica vicenda che ha animato il dibattito letterario, per esempio per rileggere Murgia, soprattutto la parte appunto più militante e femminista e in particolare gli scritti proprio sull’uso sessista del linguaggio. Ma si può anche rileggere Mari, uno scrittore dalla penna raffinatissima, autore di molti libri diversi e sfidanti per l’uso che fa della lingua. Tra questi c’è per esempio quel capolavoro che è Rosso Floyd (2011, Einaudi) cui il Ravenna Festival anni fa dedicò uno spettacolo. E pensando proprio a Ravenna e allo Strega, forse varrebbe la pena soffermarsi anche sulla cinquina appena resa nota per la saggistica.

Tra i cinque compare infatti Oriente. Una storia (Laterza) di Alessando Vanoli, che a Ravenna abbiamo incontrato e ascoltato spesso, per quanto mai abbastanza. Anche Vanoli peraltro è finito al centro di una polemica, questa però di ben altro spessore e portata, visto che è stato citato scor- rettamente nel volume Manifesto per l’Occidente. I valori universali della nostra cultura a firma e cura del ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara e del filosofo del diritto Giampaolo Azzoni (il consiglio è di leggere lo scambio pubblicato su Domani). Per la città che da sempre ama definirsi ponte, nell’anno delle celebrazioni di Teodorico, la lettura dei testi di Vanoli ci aiuta a collocarci meglio non tanto e non solo nel passato, ma nell’oggi. I suoi libri sono un antidoto a chi ci vuole convincere di una supposta superiorità morale di un occidente eterno e universale che esisterebbe a prescindere da tutto, a prescindere, per esempio, dalla storia della colonizzazione, a chi vorrebbe riportarci all’idea del White man’s burden di epoca vittoriana. Un’operazione culturale e politica che ha scopi ben precisi e da cui, appunto, ci si può forse difendere grazie innanzitutto a buone letture e interessanti dibattiti. Ignorando per quanto possibile il gruppo vacanze della narrativa dello Strega e le loro scaramucce.

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