Illuminante “Exit West”, libro essenziale per capire l’oggi

Exit WestSe tutti fossimo in grado di metterci anche solo per cinque minuti nei panni di Saeed e Nadia, slogan come «l’Italia agli italiani» o «rimandiamoli tutti a casa loro» non potrebbero aver appeal per nessuno. Se fossimo in grado di capire la portata storica di ciò che sta accadendo, la sua ineluttabilità, slogan come «l’Italia agli italiani» ci farebbero sbellicare dalle risate quanto la proposta di ripristinare il latino come koiné europea.
Leggere Exit West di Mohsin Hamid significa guar­darsi allo specchio di questo mon­do in cui viviamo, capire come e quanto la geografia e il caso che ci fa nascere in una parte del mondo e non in un’altra, condizioni le nostre vite e come, alla fine, anche chi rimane immobile non può fare a meno di migrare, perché sia­mo tutti migranti nel tempo, come siamo tutti così simili negli affetti, nella nostalgia, nel desiderio.
Centocinquanta pagine senza una parola di troppo per usare la storia di una coppia di giovani come filo conduttore attraverso una sorta di distopia che però assomiglia terribilmente alla nostra realtà. La narrazione, curiosamente, esclude il racconto del viaggio (le persone si spostano attraverso porte più o meno segrete che si aprono e si chiudono sul globo), per raccontarci i passaggi attraverso mondi e orizzonti dei migranti, della vita nei campi profughi, di città come Londra trasformate nel proprio cuore, da guerre civili che uccidono e lacerano, da una vita modellata intorno alla scelta obbligata della fuga. Con poche e rapide pennellate Hamid ci dipinge personaggi nella loro vita quotidiana fin dentro l’intimità, intere popolazioni, frontiere e cicatrici che dividono e in qualche modo tengono unito il pianeta e chi ci vive.
Oltre al racconto dei protagonisti, come lampi appaiono quegli zoom, quelle istantanee che vanno dall’Australia al Mes­sico, e illuminano per qualche istante il buio che avvolge troppo spesso questa vicenda. Uno sguardo globale che vale quanto se non più di tanti saggi per aprirci gli occhi su cosa sta già accadendo oggi, con la terribile differenza che in mezzo ai passaggi ci sono i terribili viaggi in cui tanti troppi ci lasciano la vita e ci sono porte, come quelle in Libia, che per alcuni si sono chiuse, lasciandoli intrappolati in un limbo senza via di fuga possibile. Per alcuni la realtà è ancora più terribile di quella di Hamid, che racconta comunque una storia di resistenza, di speranza, di vita vissuta tra scelte libere e obbligate, tra caso e possibilità da cogliere.

Mohsin Hamid, Exit West (Einaudi) Traduzione Norman Gobetti

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