Marie-Aude Murail, tra umanità e ironia, racconta il turbine delle relazioni familiari

Murail Lupa Bianca Lupo NeroNon si dovrebbe forse parlare di un libro che si è tradotto, ma lo farò lo stesso. Del resto in Italia il traduttore non guadagna alcuna percentuale sulle copie vendute e quindi nel mio intento promozionale non c’è alcun secondo fine, se non quello di parlare di un bellissimo libro.

E il libro in questione è quello di Marie-Aude Murail, primo di una serie che speriamo Giunti intenda pubblicare per intero (di sicuro ci sarà il secondo): Lupa bianca lupo nero. Sauveur & Figlio. Un libro che sarà tra gli scaffali di letteratura per ragazzi, ma che in realtà è uno spaccato che parte dall’osservazione dei ragazzi per raccontarci chi siamo diventati e dove stiamo andando.

Nello studio di uno psicologo, Sauveur, passa infatti un’umanità ricchissima fatta di famiglie, dove il paziente vero spesso non è quello indicato o designato, ma a essere malate sono le relazioni tra i membri di un nucleo famigliare. C’è una ragazzina che si infligge la scarificazione, un bambino che fa pipì a letto e strani giochi sessuali a scuola, una dodicenne che vorrebbe essere un maschio, una famiglia in cui la madre si è innamorata di un’altra donna e le figlie faticano ad accettarlo, un ragazzino dalla madre schizofrenica che passa la notte a giocare on line e la mattina dopo non riesce proprio ad andare a scuola. Ed è tutto estramemente profondo, commovente e incredibilmente divertente.

Del resto è questa una delle cifre che più contraddistingue il lavoro di un’autrice straordinaria di cui ancora è possibile trovare tutti i libri e di cui sono appena stati ripubblicati, con una nuova copertina, i suoi due best seller Oh, Boy e Miss Charity (ma anche tutti gli altri sono piccoli gioielli di intelligenza, acume, inventiva, umanità).

Accanto ai pazienti di Sauveur, che in francese significa Salvatore, c’è appunto Sauveur con il figlio. Quarantenne antillano vedovo, sta crescendo da solo il figlio a Orléans e sembra più bravo nel suo studio professionale che nella cucina di casa. Qui dovrà affrontare il piccolo Lazare alla ricerca di risposte sul proprio passato che affondano nelle isole d’oltremare, dove Sauveur, che è nero, è nato e ha sposato una donna bianca. E in questo percorso non mancheranno colpi di scena e momenti da togliere il fiato. C’è anche l’abbozzo di una storia d’amore che vedremo crescere in seguito. E ci sono personaggi di contorno, come la tata e la maestra che completano il quadro. Insomma, non manca nulla. Nemmeno un considerevole numero di criceti che sapranno, anche loro, impartire più di una lezione a Sauver & Co.

Lettura consigliata a chiunque abbia superato i 12 o 13 anni e ami leggere storie che mescolano attualità, umanità e gusto del racconto.

Blog a cura di: Federica Angelini
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